
La doppietta da messa al tappeto inferta alla sinistra dalle elezioni amministrative in Italia e in Spagna è, prima di tutto, la sconfitta di George Soros e della sua agenda.
Sia in Spagna, con Podemos ridotto al nulla e con la sconfitta di Sanchez, sia in Italia, con la sconfitta del Pd in versione Schlein, le urne hanno detto di no all’agenda del sedicente filantropo magnate della finanza, il quale, con la sua azione infiltrante ha asservito ampi settori della sinistra in Europa, piegandola ad una linea politica woke che sta mettendo in ginocchio anche gli Stati Uniti d’America.
Ovviamente non è illegale e nemmeno un delitto essere amici o alleati di Soros, ma è un dato politicamente rilevante.
Un’indagine condotta da Kumquat Consult per Open Society Europan Policy Institute dal titolo: “Reliable [affidabili] allies [alleati] in the Europan Parliament (2014-2018), consultabile per intero al sito: ttps://legacy.gscdn.nl/archives/images/soroskooptbrussel.pdf, ci fa capire come molti esponenti della sinistra europea, compresi, ad esempio Elly Schlein e Pablo Iglesias, siano considerati alleati affidabili del magnate e, conseguentemente, delle sue linee politiche.
Pedro Sanchez, con la speranza di accorciare i tempi e non concedere spazio alle alleanze tra Partito popolare e altri soggetti politici, ha indetto le elezioni il 23 di luglio.
Elly Schelin, al contrario, vuole finire il lavoro di distruzione di quel che rimane del Pd.
“Siamo qui per restare – ha detto Elly Schlein, nel corso della diretta sul suo profilo Instagram – abbiamo un lungo lavoro da fare. Continuate a sostenerci, a fare iscrizioni al Pd. C’è da ricostruire una prospettiva e dare una speranza a questo Paese”.
L’agenda Schlein ha dimostrato di essere il passepartout perfetto per compiere la rovina del Pd.
La segretaria armocromica non trova sponda nemmeno sul campo largo.
Giuseppe Conte a un giorno di distanza ha replicato a Elly Schlein: “La Meloni non si batte con i campi larghi, ma con un’idea diversa di paese”.
Elly sarà anche convinta di restare, ma l’agenda Soros è perdente e ormai invisa alla maggioranza degli italiani.
Sarà interessante vedere quanto ancora saranno disposti a sopportarla i dem che hanno conservato un minimo di rapporto con la realtà.





