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Italia e Spagna: e se invece….

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Spagna e Italia

Contro la bomba demografica urgono investimenti adeguati nel capitale umano e nelle opportunità giovanili

L’importanza delle rotte navali è stata rimessa in luce dalla vicenda di Hormuz.

Ancora oggi il trasporto di circa il 65% delle merci che interessano l’Europa, e non solo petrolio, viene effettuato via mare.

E il Mediterraneo, in fondo in fondo un grande lago, riporta all’attenzione di tutti la strategicità del posizionamento geografico delle sue acque.

Importanza strategica che, sarebbe bene pensarci ora, non potrà che aumentare.

L’Africa, questa sconosciuta, è contemporaneamente un rischio e una grande opportunità.

L’aumento vertiginoso della popolazione africana, al di là dei timori molto strumentalizzati di “invasione”, segnala tutti i parametri demografici “fuori controllo”.

La bomba demografica può riassumersi in pochi numeri: 2,5 miliardi di persone entro il 2050; l’alto tasso di natalità (quasi il doppio di quello necessario per la “sostituzione”); età mediana bassissima (19,5 anni contro i 49,1 dell’Italia) e, dunque, dà una necessità di trovare lavoro altissima.

Senza un intervento mirato, la crescita demografica potrebbe accentuare disuguaglianze e povertà, mentre investimenti adeguati nel capitale umano e nelle opportunità giovanili potrebbero trasformare questa crescita in uno straordinario vantaggio per il continente.

Ma una fortuna anche per chi sarà presente con investimenti: la Cina l’ha capito e si erge prima su tutti, ma anche Inghilterra e Francia e Paesi Bassi. Un pochino anche l’Italia.

Vi è necessità, in Africa, di sistemi educativi robusti, sviluppo delle infrastrutture e politiche socio-economiche inclusive per garantire un futuro sostenibile.

L’Africa possiede materie prime importantissime, ha una potenziale forza lavoro incredibilmente numerosa, può diventare una realtà produttiva eccezionalmente importante.

Che avrà uno sbocco anche con le esportazioni, la maggior parte delle quali attraverseranno il Mediterraneo.

Il Marocco ha recentemente superato il Sudafrica ed è diventato la prima potenza industriale del Continente. È il Nord Africa ad avere i tassi di sviluppo più elevati: i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

E qui è il punto.

L’Africa è la dirimpettaia soprattutto di Italia e Spagna. Non ci sono “stretti” o passaggi obbligati che possano essere oggetto di filtro nel libero trasporto e che possano fare la fine di Hormuz, o essere comunque una possibile arma di pressione come Bab el-Mandeb o persino Suez. C’è una via aperta e libera.

E se, dopo aver litigato come i polli di Renzi sui flussi di immigrazione, dopo aver accettato di subire i rischi e non di cogliere le opportunità, Italia e Spagna cercassero una sinergia per ipotecare positivamente il loro futuro?

Autore

  • Giuseppe Augieri

    Giuseppe Augieri, laureato in Economia e Commercio, Master alla SdA Bocconi, ha seguito corsi di alta formazione in statistica ed econometria. Progettista impianti, impiegato tecnico ENEL, Segretario Generale UIL – Energia, proprietario ed editore del giornale della Federazione, team leader dello start-up della società ENEL di formazione. Già Responsabile di analisi e controllo gestione di un'importante azienda e amministratore delegato di una sua costola internazionale.

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