
di Elio Truzzolillo
Che Luciano Canfora abbia idee molto “singolari” ma sia comunque considerato dai nostri giornalisti/conduttori una persona in grado di esprimere giudizi illuminati su ogni questione è cosa a cui mi sono rassegnato.
L’assoluto servilismo e la malintesa deferenza di cui gode, anche quando dice cose semplicemente abnormi, continuano invece a irritarmi. Un conto è la libertà di pensiero (a cui Canfora ha ovviamente diritto) altra cosa è tacere come senza richiedere precisazioni, spiegazioni o sottolineare le suddette abnormità.
Minuto 20:15 della puntata di ieri l’altro di “In altre parole”, primo link nei commenti, Gramellini chiede a Canfora:
“A proposito di mali minori, tra due, diciamo, fieri anti-comunisti come Biden e Putin… …tra i due chi le sta meno antipatico?”
Già la costruzione della domanda è curiosa: Gramellini dà per assodato che sia Biden sia Putin siano due mali più o meno equivalenti in quanto tutti e due sarebbero anti-comunisti, quindi richiede chi è il meno antipatico (il problema è la simpatia?). Che domanda è? Esiste o non esiste un limite nell’essere deferenti con l’interlocutore? Secondo me questo limite esiste e si chiama dignità professionale.
La risposta del nostro intellettuale più amato è altrettanto singolare: “Direi che se la battono alla grande”. Segue motivazione della risposta, molto neutra per Putin e più dura quando si riferisce a Biden.
Ora, caro Gramellini, le opinioni non vanno mai censurate, ma un sussulto, un sobbalzo, un piccolo scatto di reni, una richiesta di delucidazioni di fronte a un riverito intellettuale che sembra non mostrare preferenze tra Biden e Putin non sarebbero stati d’obbligo? O no?
Io, nella mia ingenuità, penso che si possa discutere su tutto, ma do per scontato che qualunque leader di un paese occidentale democratico (di destra, di sinistra o di centro) sia lungamente preferibile a Putin. La considero proprio una cosa condivisa da qualunque sostenitore della libertà e della democrazia. È troppo chiedere di alzare un sopracciglio e incalzare un minimo, con educazione, chi non condivide questa convinzione?
Mi spiego: uno potrebbe anche essere contro l’invio di armi all’Ucraina, avere una profonda antipatia per gli Stati Uniti, essere ipercritico con l’Occidente, ma non può seriamente essere indeciso sul preferire Biden o Putin a livello umano e politico.
Non siamo di fronte a battute fatte in un contesto privato, che facciamo finta di ignorare per quieto vivere, è una trasmissione in una tv nazionale.
Ah, i nostri conduttori, sempre pronti a indignarsi per qualunque cosa per strappare applausi, e poi di fronte a uno che sostiene che Biden e Putin “se la battono alla grande” diventano pecorelle remissive.
E io sono certo che Gramellini certe cose non le pensa, non fraintendetemi, ed è proprio per questo che cotanta deferenza non mi piace.





