Stabilità Franco-tedesca e sa di vecchio. Non sara’ un nodo scorsoio ma di certo se l’economia rallentasse ancora lo spauracchio della austerità difficilmente potrebbe essere aggirato con la sola operazione sugli interessi a garantire più compiacente flessibilità (pur non essendo una ciambella irrilevante) e con la dilazione dei tempi.
Eppure va detto che, come volevano o meglio prevedevano le agenzie di rating i mercati del resto, l’Italia non esce punita. Non poteva esserlo nella attuale situazione internazionale.
Ma resta in gioco e ciò provoca il dispetto scontato e banale della Schlein e di Conte che fra l’altro ancora devono far sapere le loro proposte sull’Europa per giunta, alla faccia di Prodi federalista, piazzati su posizioni diverse.
Il fatto è che ridurre disavanzo e debito oggi e’ ancora più complicato di ieri e questo Governo non mi sembra attrezzato minimamente per farlo.
Ma visti i silenzi di contenuto neanche le opposizioni sono in grado di avanzare alternative e di mettere alle corde la destra. Anche perché l’Europa da destra a sinistra difenderà quella intesa come si comprende dalle stesse parole dell’italiano Gentiloni.
E il Paese rimane in mezzo al guado, mentre la Meloni lascia Orban al suo destino e si libera di un “impiccio” non da poco in vista delle Europee del prossimo anno.
In cosa sperare allora? Nel solito …stellone italiano per non essere volgari e nell’economia fai da te, ma con prezzi per la dignita’ del lavoro e per le buste paga …tutti da valutare. Anzi, meglio soprassedere…
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