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OPINIONI

Commissione antimafia e conflitto di interesse

Commissione antimafia e conflitto di interesse

Parliamo di conflitti di interesse. Cosa succede quando un ex procuratore generale, una volta in pensione, viene eletto per poi sedersi proprio in Commissione Antimafia? Succede che non si astiene - e purtroppo non esiste un regolamento che lo vieti - su temi di cui lui stesso si era occupato in passato in maniera irrituale, pur non avendone la competenza territoriale.

 

Mi riferisco alla cosiddetta "pista nera", in particolare al presunto coinvolgimento di Delle Chiaie nella strage di Capaci (su cui ho pubblicato un articolo proprio ieri). Parlo ovviamente di Scarpinato, che oggi sottoscrive il comunicato dei commissari del M5S in cui si accusa la Procura di Caltanissetta di non voler acquisire i verbali dei colloqui investigativi con Lo Cicero, svolti a suo tempo da Donadio quando era alla Procura Nazionale.
 
Nel comunicato, dai toni deliranti, si legge: “Vi è da chiedersi cosa faccia tanta paura dei verbali di Lo Cicero su Delle Chiaie da continuare a coprirli anche dopo la sua morte e quella di Delle Chiaie, invocando un livello di segretezza persino superiore al segreto di stato che per legge non è opponibile sulle stragi”.
 
Trovo incredibile che Scarpinato abbia firmato un testo del genere. Da ex magistrato sa benissimo che quei colloqui sono stati richiesti anche dai legali e negati dalla Procura Nazionale per ragioni tecniche e previste dalla legge. Dunque, sta accusando anche il capo della Procura Nazionale, Melillo, di coprire "indicibili" verità?
 
La realtà è un'altra: quei colloqui erano talmente irrilevanti che lo stesso Donadio - tra i fautori accaniti della pista nera - non diede seguito a nulla. Nessun impulso investigativo. Niente di niente. Io dico: magari diventassero pubblici! Così potremmo leggere con i nostri occhi le modalità degli interrogatori di Donadio, già stigmatizzate da ben due procure per come interrogava altri pentiti, suggestionandoli in modo imbarazzante.
 
Purtroppo il M5S e, ahimè, il PD - che fa da stampella senza un sussulto di dignità - giocano sull’ignoranza delle persone. Dalla politica posso pure aspettarmelo, ma da ex magistrati no. E qui non c’entra nulla il discorso delle "toghe rosse" evocato da Il Tempo. Non è una questione ideologica, è un problema di Sistema. Anche perché, a guardare bene, i critici più severi e scrupolosi di queste teorie (dalla pista nera alla trattativa) non sono certo di destra.
 
Bisogna andare oltre per liberarsi da certe sovrastrutture, ma temo che dovrà passare ancora molto tempo.
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