Chapeau per Trump. Mentre gli europirla, terrorizzati dal vento nuovo che spira da Washington, proclamavano la difesa di sovranità e diritto internazionale (quest'ultimo ormai un'istituzione mitologica) minacciando risibili ritorsioni (qualcuno faccia un disegnino alla VdL sulla bilancia commerciale transatlantica) quel furbissimo dealer wheeler di Trump riusciva ad ottenere quello che voleva: il dispiegamento di forze militari e l'installazioni di missili in Groenlandia, sotto la veste della Nato. Ossia a spese de noantri.
Ci siamo per decenni crogiolati nell'illusione del primato morale e del dovere di esportare per il mondo I valori del vecchio continente, pretendendo, con ipocrita pigrizia, che a farsi carico del loro enforcement continuasse a provvedere l'America. Noi proclami e tatuaggi, i partner d'oltreoceano "boots on the ground" e spese miliardarie.
Il crudo realismo di Trump e la dolorosa sveglia che la coalizione dei malmostosi sta prendendo sul fianco orientale hanno svelato la cruda realtà: con il PIL non si vincono le guerre e l'Europa geopoliticamente conta come il 2 di coppe con briscola a bastoni (ironia della sorte Trump in tedesco significa briscola ndr).
In cima alle nostre preoccupazioni c'è la cioddue e I diritti gender mica il declino verso cui siamo ormai incamminati: l'Europa è un'espressione geografica.
Mentre dal palco di Davos quella macchietta di Macron - con l'occhio di tigre nascosto dietro i rayban alla Stallone - schernisce Trump, il Presidente americano si prende gioco di tutti.
Trump è un misto tra lo sborone milanese alla Berlusconi e quello che fa il pazzo e non si capisce se c'è o ci fa. Delicato come un elefante in una cristalleria, la sua caparbia imprevedibilità sta spiazzando proprio tutti.
E mentre il mondo trova nuovi equilibri, del tutto indifferente di quello che i nostri scadenti euroleader pensino o facciano, da Bruxelles si assicurano che, le bustine di ketchup e di sale siano messe al bando nei nostri mercati.
Povera Europa, ormai una ex bella donna, malamente invecchiata e anche un po' rincoglionita.







