I nostri eroi sempre bravi a fare la morale. Agli altri.
Fate mente locale. Nelle trasmissione di Ranucci, eroe della sinistra della morale degli altri, appare sempre un signore, presentato come esperto di numeri e bilanci, si chiama Gaetano Bellavia, di mestiere fa le pulci per il nostro eroe.
Fa le pulci, ai malcapitati, con l’espressione facciale dello schifo. Cioè, lui, il consulente dell’eroe, prova proprio disgusto, repulsione morale, per chi sta sotto la sua lente di ingrandimento. Non trattiene lo sdegno. Che Ranucci condivide e sottolinea con le sue braccia che cascano e lo sguardo affranto.
Ecco, il consulente dell’eroe ha denunciato una sua dipendente per avergli sottratto circa un milione e trecento mila dati sensibili di vari esponenti della politica, delle imprese, della magistratura.
Dossier. Dossieraggi. C’è di tutto. Vivi e morti.
Ma perché il consulente dell’eroe era, e’, in possesso di questi dati? E chi glieli ha dati?
Perché il consulente è anche consulente di vari magistrati, procure, in giro per l’Italia.
Che indagano o si preparano ad indagare o semplicemente “monitorano” vari personaggi.
Quindi il consulente dell’eroe può configurarsi come una sorte di vaso comunicante fra procure e Report? Per farci la morale e per scovare le nostre pulci?
La nostra fantasia non arriva ad immaginare tanto. Ognuno usi la propria.
E’ legale tutto questo? Ci saranno sicuramente magistrati più competenti di noi a stabilirlo e ci saranno tante trasmissioni televisive e tanti Talk che si dedicheranno con grande impeto morale a questo scandalo. Cioè zero.
Cioè zero o quasi zero, come dopo i libri di Palamara che si auto denuncia,ma con denuncia non raccolta da nessuno.
Cioè zero o quasi zero dopo il dossieraggio compulsivo del luogo tenente Striano della super procura antimafia. In collegamento con il giornale di De Benedetti.
Cioè zero o quasi zero dopo i dossieraggi del caso Equalize a Milano.
Cioè zero o quasi zero con la tv e i giornali di Urbano Cairo. Muto sono.
A proposito, segnalo un articolo, sul caso del nostro eroe, di Ferrarella, sul Corriere della Sera, giornalista in rapporti cordiali,diciamo, con la Procura.
Di due giorni fa.
Ho letto l’articolo, più volte, come mi capita spesso con Ferrarella, perché la prima volta non capisco e l’ultima volta ancora meno.
Tratta la cosa di Ranucci, Ferrarella, esponente dello stesso club della morale degli altri, ma la notizia è talmente sminuzzata che non si capisce.
Non sa scrivere? Non ci voglio credere, scrive sul Corriere, lascia stare che è di Cairo, ma sempre il Corriere è…
Quindi? Sa non scrivere. Cioè, scrive di una cosa per non scrivere. Non vorrebbe scriverne, ma deve farlo, non può non farlo, quindi scrive non scrivendo, per non far capire.
Oppure non capisce? Oppure davvero non sa scrivere? Mistero.







