Ucraina. Abu Dhabi: progressi sul fronte militare, stallo sulla questione territoriale
Primi segnali di dialogo costruttivo tra Ucraina, Stati Uniti e Russia, ma restano profonde divergenze sui territori occupati..
I primi negoziati trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia si sono svolti in un clima definito “complessivamente costruttivo”, ma senza risultati concreti sul piano politico e territoriale. È quanto emerge dalle informazioni pubblicate da RBC-Ucraina, che cita fonti interne alle delegazioni coinvolte. Si è trattato della prima vera riunione trilaterale con la partecipazione ufficiale di rappresentanti di tutte le parti, dopo un primo incontro introduttivo tenutosi il giorno precedente. I lavori sono stati organizzati in due sottogruppi distinti, uno politico e uno militare, che hanno operato in parallelo. Nel sottogruppo politico non è stato registrato alcun progresso significativo. Le posizioni restano distanti: – l’Ucraina ha insistito sull’apertura di un confronto sulla questione territoriale, partendo almeno dall’attuale linea di contatto; – la Russia ha ribadito la richiesta del ritiro delle truppe ucraine dalla regione occupata di Donetsk.
Diversa la situazione nel sottogruppo militare, dove è stato registrato il maggiore livello di progresso dell’intero negoziato. I temi affrontati hanno incluso: – il disimpegno delle forze armate, – il monitoraggio del cessate il fuoco, – la creazione di un Centro di controllo e coordinamento, – la composizione dei Paesi partecipanti al meccanismo di monitoraggio.
Inizialmente, la delegazione russa si è opposta alla partecipazione di NATO, OSCE e dei Paesi europei sostenitori dell’Ucraina. Tuttavia, dopo le sollecitazioni delle delegazioni americana e ucraina, Mosca ha accettato la partecipazione degli Stati Uniti al monitoraggio, richiamando i “rapporti di fiducia” tra Vladimir Putin e Donald Trump. Alla fine, le parti hanno concordato che il sistema di controllo e il centro di coordinamento saranno composti principalmente da Russia, Stati Uniti e Ucraina. È stato inoltre deciso di preparare e scambiarsi, entro una settimana, le definizioni dei termini chiave del processo negoziale, tra cui: – “regime di cessazione delle ostilità”, – “cessate il fuoco”, – “violazioni”.
Queste definizioni saranno discusse nel prossimo incontro ufficiale. Non è stata invece affrontata la questione del cosiddetto cessate il fuoco energetico. Le parti hanno concordato di proseguire i negoziati nello stesso formato, con i medesimi sottogruppi, indicativamente entro una settimana. Nel complesso, l’incontro di Abu Dhabi viene valutato come costruttivo, con un progresso significativo soprattutto sul piano militare e tecnico. Tuttavia, la questione territoriale resta completamente irrisolta, confermandosi come il principale nodo politico del conflitto e il maggiore ostacolo a un accordo globale.
*in collaborazione multimediale con Notizie Geopolitiche