Quando si analizza la politica la lente non può essere quella della morale, ma quella della fisica, la quale, da Einstein in poi, ci ha spiegato che spazio e tempo sono tra loro talmente legati da essere una cosa sola: lo spazio-tempo
Il concetto di spazio-tempo indica un’unica struttura quadri dimensionale “dove gli eventi accadono”.
Tradotto in politica, per ogni forza politica o coalizione di forze politiche, c’è uno spazio-tempo.
Dopo la seconda guerra mondiale lo spazio-tempo è stato quello della Guerra fredda, della divisione del mondo in due blocchi: da una parte gli Usa con il loro sistema di satelliti (Nato) e dall’altra l’Unione sovietica, con il suo sistema di satelliti (Patto di Varsavia); da una parte la democrazia e dall’altra il comunismo.
Il resto del mondo contava poco ed era una vasta area grigia.
In Italia, dalla fine della seconda guerra mondiale al 1991, ha funzionato lo spazio-tempo del sistema di governo della Balena bianca, ossia della Democrazia cristiana, con i suoi satelliti a geometria variabile, giunta, nel tempo, a formule come il centro-sinistra o il pentapartito. Fuori dall’area di governo rimanevano il Msi e il Pci.
Il sopravveniente compromesso storico è stato stroncato dall’assassinio di Aldo Moro.
L’esclusione del Msi era del tutto nominale e scenografico, in quanto con l’amnistia, ossia con il decreto presidenziale del 22 giugno 1946 (n. 4, su proposta del Ministro di Grazia e Giustizia Palmito Togliatti) si è salvaguardata la continuità dell’apparato dello Stato, che è transitato, senza grandi scossoni, dal Fascismo alla Repubblica democratica e antifascista. Chi stava negli apparati dello Stato durante il Fascismo è rimasto anche dopo, nella più assoluta continuità. Continuità che aveva riguardato, alcuni decenni prima, il passaggio dallo Stato liberale post risorgimentale a quello fascista.
Il Partito comunista italiano, nel lasso di tempo che intercorre tra il 1945 al 1991, al di là della breve perentesi iniziale, è rimasto escluso dal governo centrale, anche se è stato associato al governo del Paese a livello locale. In questo quadro l’avvio delle Regioni nel 1970 è stato funzionale ad associare il Pci al governo del Paese, senza associarlo ai vertici nazionali e, conseguentemente, alla Nato.
Questo è stato lo spazio tempo della Balena bianca, ossia del sistema di potere della Democrazia cristiana, pienamente legittimato dagli Stati Uniti d’America, nell’ambito della Guerra fredda e della divisione del mondo in due blocchi.
Gli Usa, va sempre ricordato, assieme agli Alleati, hanno sconfitto l’Italia fascista e, a differenza degli inglesi, che la volevano monarchica e sottomessa a Londra, l’hanno condotta ad essere una repubblica democratica e ne hanno garantito lo sviluppo inglobandola nel sistema Onu e Nato.
Con il crollo dell’Unione Sovietica, a partire dal 1991, gli Stati Uniti hanno pensato di essere rimasti l’unica potenza mondiale, capace di condizionare il mondo e di esportare non solo il modello capitalista, ma anche il modello di vita americano. Le teorie di Fukuyama della fine della storia, in quanto ormai la stessa era arrivata al traguardo egemonizzato dagli Usa, ha prodotto il globalismo, l’idea che la Russia fosse una miniera da sfruttare, la Cina un Paese di produttori a basso costo, con aspetti chiari di schiavismo e il resto del mondo a disposizione.
Il globalismo, con l’idea demenziale della fine della storia e di un’egemonia Usa ormai senza competitori, si è tradotta, in Italia, nella svolta consumatasi nel 1992, con Mani Pulite (una follia guidata dalla Cia), che ha distrutto il sistema dei partiti della Balena bianca, ha prodotto la svendita del Paese decisa sul Britannia e lo ha consegnato all’alleanza tra una parte della Democrazia cristiana con quel che rimaneva dell’area comunista, ossia al catto-comunismo che, con vicende alterne, ha governato il Paese fino all’avvento del Governo Meloni.
La fase del catto-comunismo italiano è stata la proiezione della fase Usa che ha visto i democratici e i repubblicani gestire il potere secondo la logica delle porte girevoli, in un accordo che pensava gli Stati Uniti come unica potenza rimasta.
La grande illusione è stata codificata dal testo: "La fine della storia e l'ultimo uomo" (1992) di Francis Fukuyama, una teoria politologica secondo cui, dopo il crollo dell'URSS e la fine della Guerra Fredda, la democrazia liberale e il capitalismo rappresentano il punto finale dell'evoluzione ideologica umana e la forma definitiva di governo, segnando la conclusione dei grandi conflitti ideologici.
In questo quadro in Italia ha funzionato la fase del catto-comunismo, quella di Romano Prodi e dei governi D’Alema Mattarella.
In Europa la fase storica è stata segnata dall’egemonia tedesca, con la Germania unificata ritornata ad avere la tendenza di sempre di essere l’egemone del Vecchio Continente. L’Unione Europea, oggi giunta al fallimento, è stata, sostanzialmente la proiezione della Germania nel Vecchio Continente, con la Francia al seguito.
La fase, che si è chiusa nel 2024, con la vittoria di Donald Trump negli Usa e con l’avanzare dei partiti della destra in Europa, ha prodotto tutto il peggio di quel che poteva produrre l’Occidente Euro-Usa: il catto comunismo, l’ideologia woke, la follia green, il transumanesimo, l’ideologia Lgbtq+, l’idea di fondo che la fine della storia avesse assegnato ad una ristretta élite il governo dell’Orbe terracqueo.
Alla prova del nove, queste follie si sono dimostrate delle illusioni perverse e oggi, anche con la vicenda purulenta del caso Epstein, esce a nudo un Occidente corroso nell’anima, che ha perso la bussola.
A questa deriva si è opposta e si oppone l’attuale leadership Usa, guidata da Donald Trump, che ripropone valori tradizionali in totale opposizione valoriale alle derive dei democratici Usa e dei loro corrispondenti in Europa.
In Italia, dopo la stagione del catto comunismo, che resiste, per ora, solo nella Cei di Matteo Maria Zuppi e in un’armata Brancaleone quale è quella che impropriamente si definisce sinistra, con l’arrivo al Governo di Giorgia Meloni si è ricomposta la Balena bianca.
Quello che è oggi definito il Centro- destra non è altro che la vecchia formula di potere del sistema democristiano ante Mani Pulite, che ha inglobato la destra, ormai pienamente sdoganata e che si è opposta all’esperimento catto-comunista funzionale all’America Dem illusa di essere giunta alla fine della storia, con il mondo entrato nel globalismo a guida Usa.
Il mondo che abbiamo davanti è un mondo che vede potenze come la Russia, la Cina, l’India, presentare i conti agli Stati Uniti, i quali rimangono una grande potenza, ma non l’unica grande potenza.
Siamo ad una fase nuova della storia, che porterà ad un mondo multipolare i cui equilibri si stanno già, in buona parte, evidenziando.
In questo mondo in fieri, le nazioni europee devono decidere se vogliono giocare un ruolo o se, semplicemente, intendono morire vittime di ideologie malate e, ormai, fuori da ogni logica.
La vicenda che riguarda il generale Roberto Vannacci si inscrive, per quanto riguarda l’Italia, in questa dinamica in pieno svolgimento.
La Balena bianca a conduzione Meloni, pienamente in sintonia con gli Usa del Partito Repubblicano trumpiano e con le forze politiche di centro destra europee, è un insieme di soggetti politici che hanno lasciato scoperto uno spazio a destra.
E qui si inserisce la vicenda del generale Roberto Vannacci, il quale, uscito dalla Lega, ha fondato il suo partito, asserendo, in un’intervista a La Verità, di “procedere a piedi con lo zaino, la bussola e la cartina”.
“Non è possibile nei giorni pari essere identitari e sovranisti – ha dichiarato Vannacci a La Verità – e nei giorni dispari dire invece di essere liberali e progressisti”.
A chi si è illuso che il generale potesse associarsi al pattuglino di centro che tenta ad ogni piè sospinto di aggregarsi da una parte o dall’altra dello schieramento politico (con Franza o con Spagna, purché se magna), il generale, intervistato da Fabrizio Boschi ha detto: “Voglio rendere la coalizione di destra ancora più forte. Un partito come quello che mi approccio a fondare è interlocutore naturale della destra”.
Posizione ribadita ieri a La Verità: “Dalla mia parte – afferma Vannacci – io penso che questo partito sarà interlocutore principalmente di chi si schiera nel centrodestra, non può essere altrimenti. Lo scopo è proprio rendere più forte, più identitario, più orgoglioso, più fiero tutto il centrodestra”.
Difficile pensare che Vannacci, che ha un curriculum di tutto rispetto, possa pensare di giocare una carta che lo esclude dall’universo del centro destra, in una fase politica nella quale la stessa Europa volge lo sguardo a destra.
Difficile, peraltro, ipotizzare il futuro, anche prossimo, in quanto molte variabili potrebbero portare, anche rapidamente, a scenari internazionali completamente diversi da quelli attuali.
Una cosa appare certa. La fase internazionale che ha visto negli Usa i Dem e i Repubblicani delle porte girevoli pensare di essere diventati l’unico riferimento del mondo è finita. L’esame di realtà ora dice che gli Usa devono fare i conti con un mondo multipolare.
In questo mondo multipolare, che sta emergendo, gli europei si stanno volgendo politicamente a destra.
Sul piano internazionale con tutta probabilità la Russia tornerà, probabilmente presto, ad essere non un nemico degli europei, ma un interlocutore e in molti casi anche un alleato.
Il quadro internazionale è in grande movimento.
In Italia lo spazio tempo politico della Balena bianca è ora occupato di nuovo e a guidarlo c’è Giorgia Meloni. I catto-comunisti sono alla deriva. Il loro spazio tempo è finito.
C’è uno spazio a destra della Balena bianca per un partito che fa da coscienza critica senza uscire dal perimetro? Pare di sì. Lo vedremo. A quanto pare l’intenzione di Vannacci è questa.
Una cosa appare certa. Non troveremo Vannacci con Calenda e con Renzi. Per capire il loro futuro è utile tenere sotto osservazione il sistema Brescia-Bergamo-Milano.







