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Epstein e il laboratorio transumanista a Kharkiv

Epstein e il laboratorio transumanista a Kharkiv

La domanda in premessa è: “Quanto nazismo c’è nella rete di Epstein?”.

Domanda che collega quanto emerge dai file pubblicati con l’operazione Lebensborn, in una logica oggi transumanista che si avvale di tecnologie avanzate e dell’utero in affitto.

Che il laboratorio di cui si parla sia collocato in Ucraina non deve stupire, in quanto il Paese, ora massacrato da una guerra che si spera possa presto finire, è il regno dell’utero in affitto. Le stime risalenti al 2021, che riguardano dati pre Covid, indicano che ogni anno in Ucraina siano nati tra i 2.500 e i 4 mila bambini tramite maternità surrogata, il 90% dei quali da genitori stranieri.

Anche la guerra, del resto, non ha fermato Biotexcom, la principale clinica per la maternità surrogata dell’Ucraina e dell’Europa.

Biotexcom

L’Ucraina è – insieme a Georgia e alcuni Stati Usa – tra i pochi luoghi al mondo in cui la pratica dell’utero in affitto è consentita anche per fini commerciali (in tanti altri è “travestita” da solidale), previo pagamento.

Il costo è di almeno 39.900 euro, ma si tratta solo del prezzo base: i costi aumentano in base al caso. La tariffa, comunque, risulta nettamente inferiore – almeno un quarto – a quelle chieste nelle strutture statunitensi. Questo ha reso l’Ucraina l’hub globale dell’utero in affitto.

L’Ucraina è così assurta al titolo di “fabbrica dei bambini” on demand.

Ora, i documenti contenuti nei file pubblicati in America rivelano legami tra Jeffrey Epstein e un laboratorio biotecnologico ucraino coinvolto in esperimenti su clonazione umana e editing genetico.

Siamo in perfetta linea con il delirio razziale nazista che diede vita al progetto Lebensborn, consistente nella ricerca di sistemi per “acquisire” o “coltivare” individui che avessero le caratteristiche di “arianità” che piacevano al regime.

L’organizzazione “Lebensborn” delle SS, fondata nel 1935 per volere del loro leader Heinrich Himmler e del vice di Hitler Rudolf Hess, con lo scopo dichiarato di incrementare la nascita di bambini ariani, consisteva di una rete di case di maternità e di accoglienza per i bambini e le loro madri, istituite inizialmente in Germania e, più avanti, con caratteristiche differenti, anche nei territori occupati durante la Seconda Guerra Mondiale.

Queste strutture avevano il compito specifico di assistere le donne che avevano figli fuori dal matrimonio, per esempio le amanti delle SS (durante la guerra, il “servizio” si estese a tutte le donne dei territori occupati che restavano incinte dei soldati tedeschi della forza occupante).

Per alimentare il progetto Lebensborn molti bambini vennero strappati alle loro famiglie.

Dal 1942, infatti, si intensificò il coinvolgimento di Lebensborn nel processo di germanizzazione, traducendosi in quella che fu, di fatto, la deportazione di diverse centinaia di bambini e adolescenti di età compresa tra i pochi mesi e i 17 anni, rapiti e portati in Germania, oltre che dalla Norvegia, anche dall’allora Jugoslavia, dalla Polonia e dall’ex Cecoslovacchia.

Nel periodo compreso tra il 1936 e il 1945 si stima che nelle strutture del Lebensborn siano nati circa 8-9.000 bambini. Quasi la metà di questi erano figli illegittimi, nati da relazioni tra soldati tedeschi e donne dei territori occupati. Molti di loro venivano poi affidati a famiglie delle SS o adottati da famiglie tedesche, in modo da essere cresciuti secondo i principi nazisti.

Se all’interno dei centri nascevano bambini con disabilità o malformazioni, questi venivano spediti in altre cliniche per essere uccisi nell’ambito del programma che allora portava il nome atroce di “eutanasia pediatrica”.

Ora nuovi documenti giudiziari americani hanno squarciato il velo su un capitolo finora ignorato della rete di potere costruita dal finanziere pedofilo Epstein, ossia il suo coinvolgimento in un laboratorio biotecnologico situato nelle viscere del sistema ucraino, dedicato a ricerche che rasentano i confini della fantascienza distopica.

Laboratorio due

Secondo quanto emerso, Epstein finanziava un centro di ricerca biotecnologica nella regione di Kharkiv, nell’est dell’Ucraina. Una struttura dove si conducevano esperimenti di editing genetico, clonazione umana e altre pratiche che rientrano nella logica dell’eugenetica e del transumanismo.

I documenti rivelano che il progetto operava attraverso una complessa rete di società offshore.

L’Ucraina, negli ultimi vent’anni, è diventata un paradiso per le ricerche biotecnologiche che in Occidente incontrerebbero ostacoli normativi insormontabili. Legislazioni deboli, controlli inefficaci e una corruzione sistemica hanno trasformato il Paese in un laboratorio a cielo aperto per esperimenti che altrove verrebbero immediatamente bloccati.

Guarda caso, l’’accusa russa che il figlio del presidente Usa Joe Biden, Hunter Biden, abbia avuto un ruolo nel finanziamento di laboratori di armi batteriologiche in Ucraina attraverso il suo fondo d'investimento Rosemont Seneca, ha trovato conferma nei documenti presenti nel suo laptop.

Hunter Biden ha garantito milioni di dollari di finanziamenti a Metabiota, un'azienda californiana contractor del Pentagono, specializzata nella ricerca su malattie che causano pandemie da utilizzare come armi. Dalle mail risulta che Hunter presentò Metabiota a una società di gas ucraina, Burisma, della quale era entrato nel board, per un "progetto scientifico" relativo a laboratori di biosicurezza in Ucraina.

Ecco il motivo per il quale l’Ucraina poteva essere, nelle intenzioni, di Epstein, il luogo perfetto per attivare i suoi esperimenti.

Le rivelazioni più scioccanti riguardano la clonazione umana, pratica bandita praticamente ovunque nel mondo civilizzato.

Gli scienziati coinvolti – alcuni dei quali fuggiti dopo l’inizio del conflitto russo-ucraino del 2022 – avrebbero lavorato su tecniche di editing genetico CRISPR applicate a embrioni umani.

La tecnica CRISPR è la stessa usata per confezionare i vaccini Rna usati durante la pandemia Covid19.

La tecnica nasce nel 2013, quando Emmanuelle Charpentier, una ricercatrice francese in quegli anni a Umeå in Svezia e Jennifer Doudna, biochimica americana all’Università di Berkeley, descrivono come un fattore presente nei batteri, la proteina Cas9, sia in grado di stimolare la correzione di una mutazione del DNA.

Cas9 può essere veicolata a livello di una mutazione semplicemente disegnando un RNA, chiamato CRISPR, complementare alla regione dove la mutazione è localizzata.

La comunità scientifica ha a disposizione uno strumento per attivare l’editing genetico preciso, ossia di cambiare direttamente la sequenza del patrimonio genetico di una cellula.

Ovviamente non ha alcun senso demonizzare questa scoperta scientifica e le sue applicazioni nella medicina, ma, come sempre accade, ogni scoperta scientifica può avere applicazioni tecniche tra le più varie.

La scoperta relativa alla fissione dell’atomo può portare a centrali nucleari e a bombe atomiche e le bombe atomiche possono essere usate come deterrenza o buttate, come a Hiroshima e Nagasaki, sulla popolazione civile sterminandola.

Dietro alla scienza ci sta la discrezionalità umana, che può agire per il bene o per il male, due concetti sui quali varrebbe la pena di aprire un lungo capitolo.

Le tecniche di editing genetico, nelle mani di una cupola satanica eugenetica nazista può portare ad aberrazioni, così come i laboratori gain of function portano alla predisposizioni di armi biologiche che, quando fuggono dai laboratori o vengono fatte fuggire, creano disastri immani, come quello che abbiamo conosciuto con il Covid 19.

Da notare il silenzio assoluto dei grandi network internazionali su questi aspetti nazisti della rete di Epstein

La narrazione ufficiale sul caso Epstein si è sempre concentrata sugli abusi sessuali – orribili, innegabili, meritevoli di condanna totale. Tuttavia il vero impero di Epstein era fatto di ricatti, informazioni classificate, tecnologie proibite e esperimenti che nessuno dovrebbe mai condurre.

Chi è Bryan Bishop, l’uomo al quale si rivolge Epstein per il laboratorio in Ucraina?

Bryan Bishop (noto anche come Bryan "kanzure" Bishop) è una figura nota nella comunità transumanista, biohacker e sviluppatore Bitcoin/crittografia ed è apparso nelle email di Jeffrey in quanto Bishop ha contattato Epstein per cercare finanziamenti per un progetto legato a: "designer babies" (bambini geneticamente modificati/designer); editing embrionale; tecniche vicine al cloning umano (clonazione); miglioramento genetico della prole.

Bishop ha descritto un metodo di editing embrionale che non richiedeva cellule staminali testicolari né iniezioni nel padre biologico, definendolo "più simile alla clonazione". Ha inviato pitch deck, spreadsheet di "use of funds" (fino a circa 9,5 milioni di dollari stimati) e menzionato test su topi in un laboratorio in Ucraina.

Epstein ha risposto positivamente, dicendo frasi come: "I don’t have a problem investing. The problem is only if I am seen to lead." (Non ho problemi a investire. Il problema è solo se sembro io a guidarlo.) In un'altra: "I like implant embryo, wait 9 months. Great ending." (Mi piace impiantare embrione, aspettare 9 mesi. Grande finale.)

La corrispondenza è partita dopo un'introduzione tramite altri (come Jeremy Rubin, sviluppatore Bitcoin), e Epstein sembrava interessato a finanziare discretamente.

Bishop ha negato di aver mai accettato fondi da Epstein (ha detto ad esempio a Daily Mail: "We never took funding from Epstein and I'm proud of that").

Prima del contatto con Epstein, era già noto per progetti DIY biohacking e un articolo del 2019 su MIT Technology Review lo descriveva in un contesto simile ("transhumanist DIY designer baby funded with Bitcoin").

Il caso del laboratorio ucraino di Epstein non è una storia chiusa. È una finestra aperta su un mondo che le élite globali preferirebbero restasse invisibile: un mondo dove il denaro compra non solo persone, ma anche la possibilità di giocare con il destino biologico dell’umanità.

Mentre il circo mediatico e i produttori di fumogeni si concentrano su scandali controllati e narrative preconfezionate, le vere mostruosità continuano a proliferare in zone grigie, dove corruzione e connivenze consentono di operare al di fuori di ogni criterio morale.

L’Ucraina di Epstein è solo uno dei tanti buchi neri che costellano la mappa del potere contemporaneo, sempre più evidentemente connotato da un nazismo travestito da progressismo.

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