Alea iacta est. Il Rubicone è stato superato con la decisione di 27 Paesi dell’Unione Europea con la quale i Pasdaran sono stati dichiarati terroristi. Chiaramente la decisione è in linea con quanto si sta muovendo nel Golfo Persico e con quanto, con tutta probabilità, è stato chiesto da Washington per avere un concerto internazionale dei Paesi occidentali a copertura della ormai probabile azione militare contro il regime assassino degli ayatollah.
Se passato il Rubicone il Caesar Trump, anziché pronunciare lo storico: “Il dado è tratto”, decidesse di giocare a Perudo, allora saremmo di fronte alla più grande pantomima del secolo, preludio della disfatta della credibilità degli Stati Uniti.
Il Perudo, o gioco dei dadi bugiardi, è un gioco di bluff con 5 dadi a testa. I giocatori scommettono sulla quantità totale di un certo numero di dadi presente sul tavolo, bluffando sul proprio punteggio.
A quanto pare non ha alcuna intenzione di bluffare il Segretario di Stato Marco Rubio, che rappresenta la parte neocon dei repubblicani e che è strettamente legato al deep state Usa, il quale, durante la sua testimonianza al Senato, ha lasciato intendere che gli Stati Uniti potrebbero adottare misure preventive contro l'Iran e ha detto ai deputati che la leadership di Teheran è al suo punto più debole da anni.
Nel frattempo, il presidente Donald Trump ha pubblicamente sostenuto i manifestanti in Iran, avvertendo Teheran che la violenza contro di loro avrebbe avuto conseguenze militari. Mercoledì Trump ha ribadito l'avvertimento, affermando che le azioni future contro l'Iran sarebbero state "molto peggiori" degli attacchi dell'estate scorsa contro i suoi impianti nucleari.
Rubio ha affermato che non ci sono risposte semplici su cosa potrebbe accadere in Iran se cadesse il suo attuale regime, "a parte la speranza che ci sia la possibilità di avere qualcuno all'interno dei loro sistemi, che si possa lavorare per una transizione".
Che ormai si sia oltre il Rubicone è dimostrato da quanto sta avvenendo in termini di minacce dell’Iran nei confronti dei Paesi europei.
L’agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr News Agency ha riportato che sono al vaglio delle autorità iraniane quattro misure per un possibile intervento governativo.
Secondo la fonte, una proposta sposterebbe la protezione delle missioni diplomatiche europee in Iran dalla polizia nazionale alle Guardie Rivoluzionarie.
In pratica si tratterebbe di dare le ambasciate in mano ai terroristi.
Meglio, pertanto, chiuderle, ritirare personale e ambasciatori e mandare al diavolo un regime morente che diventa ogni giorno più pericoloso.
Un'altra iniziativa, secondo il rapporto, prevederebbe ispezioni speciali delle navi commerciali dirette verso destinazioni europee da parte della forza navale della Guardia nazionale.
La risposta potrebbe essere quella di interdire qualsiasi commercio con l’Iran, a cominciare dell’esportazione di petrolio, facendo esplodere una situazione economica che è già al limite del collasso.
La fonte ha affermato che le autorità stanno anche esaminando l'espulsione collettiva degli addetti militari europei da Teheran. Una quarta proposta eliminerebbe i protocolli aeroportuali speciali per i diplomatici europei e li sottoporrebbe a ispezioni "come persone comuni".
Meglio, pertanto, abbandonare l’Iran, isolandolo nella sua follia.
Quando si inizia a dare schiaffi, come ha fatto l’Unione Europea, poi non si può fingere di aver dato carezze. Se i Pasdaran sono terroristi vanno trattati da terroristi. O stiamo giocando a Perudo?
L’ultima idiozia di un branco di delinquenti assassini è quella di dichiarare come "terroriste" le Forze armate dei Paesi dell'Unione europea che a loro volto hanno inserito nella loro blacklist il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc). Lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane, in una dichiarazione, ha condannato la designazione delle Guardie Rivoluzionarie come organizzazione terroristica da parte dell'Ue, avvertendo: "Le pericolose conseguenze di questa decisione ostile e provocatoria ricadranno direttamente sui responsabili politici europei".
I terroristi si comportano da terroristi e non è difficile pensare che in Europa possano aversi attentati.
Quando di supera il Rubicone, o si arriva a Roma, ossia si finisce quello che si è iniziato, o si fa la figura dei pinocchi. Meglio attivare la massima allerta.
Donald Trump ha assicurato di non avere alcuna voglia di attaccare l'Iran e che "sarebbe fantastico" se il regime facesse ciò che serve a evitare un'escalation militare nella regione. Teheran, ha detto il Presidente, deve fare "due cose" per evitare un'azione militare. "Numero uno, niente nucleare. E numero due, smettere di uccidere i manifestanti". "Abbiamo molte navi molto grandi e molto potenti che stanno navigando verso l'Iran in questo momento, e sarebbe fantastico se non dovessimo usarle" ha aggiunto.
Pare evidente che l’Iran degli assassini non abbia la minima intenzione di dare una risposta positiva alle due condizioni di Trump. Sul nucleare ha preso per i fondelli l’intero mondo da anni. Sui manifestanti ne ha uccisi oltre 30 mila cosa ci aspettiamo? Un lancio di coriandoli? Il Carnevale comincia il 12 febbraio.
Passato il Rubicone della dichiarazione dei Pasdaran come terroristi, si è aperto il vaso di Pandora.
Londra gioca come al solito a Perudo e prepara una legge che consentirà di mettere al bando il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran (IRGC), ma che non sarà effettiva se non a fine anno. Campa cavallo. Furbata della Perfida Albione.
Allarga il tiro, invece, la Francia, dove l’Assemblea nazionale ha impegnato il governo francese a chiedere all’Ue di inserire la “Fratellanza” tra le organizzazioni terroristiche.
Non è una mera dichiarazione di intenti, ma un’iniziativa parlamentare senza precedenti che, se recepita, costituirebbe una svolta anche per gli altri Paesi europei.
Con l’adozione della risoluzione numero 215, l’Assemblea nazionale francese ha infatti ufficialmente impegnato il governo di Parigi a richiedere all’Unione europea l’inserimento del movimento dei Fratelli musulmani nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche.
Il pilastro tecnico di questa proposta è il rapporto governativo Frères musulmans et islamisme politique en France, presentato al Consiglio di Difesa il 21 maggio 2025, che trasforma le risultanze dell’intelligence in un’azione parlamentare senza precedenti.
Nel testo approvato la Fratellanza musulmana viene descritta come una “rete ideologica strutturata”, il cui obiettivo di stabilire un “ordine politico fondato sulla Sharia” risulta intrinsecamente “incompatibile con i principi democratici, la laicità e lo Stato di diritto”. La risoluzione evidenzia come l’organizzazione agisca in Europa attraverso una strategia di “entrismo istituzionale”, ossia un meccanismo di penetrazione capillare e dissimulata in scuole, associazioni, enti locali. Sfruttando le maglie delle libertà democratiche e avvalendosi di “finanziamenti stranieri”, il movimento punterebbe alla “creazione di contro-società religiose”. Un passaggio centrale afferma che i servizi di intelligence francesi, tedeschi e austriaci hanno accertato la presenza in Europa di “reti legate ai Fratelli musulmani che operano per un’islamizzazione politica progressiva”.
Il documento sottolinea, inoltre, il coinvolgimento di alcune ramificazioni della Fratellanza nel sostegno a entità terroristiche e nella diffusione di retoriche che giustificano la violenza contro le democrazie occidentali.
Egitto, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Russia considerano da anni la Fratellanza musulmana un’organizzazione terroristica. In Europa, l’Austria ha introdotto nel 2019 una legge antiterrorismo che vieta esplicitamente simboli e attività riconducibili al movimento.
La spinta più recente è arrivata dagli Stati Uniti, dove il 24 novembre 2025 l’amministrazione americana ha avviato una procedura culminata il 13 gennaio 2026 con la designazione delle ramificazioni della Fratellanza in Libano, Giordania ed Egitto come Foreign terrorist organizations.
Nel 2025, la Svezia ha istituito una commissione di esperti incaricata di mappare l’infiltrazione dei movimenti islamisti nel tessuto sociale e di porre severi limiti ai finanziamenti esteri diretti alle comunità religiose. La Germania ha inasprito la propria azione amministrativa, intensificando i decreti di divieto contro le organizzazioni islamiste ritenute incompatibili con l’ordine costituzionale.
Ora la parola passa al Caesar Trump. Alea iacta est o Perudo?







