testata3

ARTICOLI DEL DIRETTORE

Referendum, il non no di Zuppi e l’equivoco sinistrese

Referendum, il non no di Zuppi e l’equivoco sinistrese

Una cosa va chiarita prima di tutto: chiamare sinistra quell’accozzaglia di posizioni radical chic, woke, green, gender e via discorrendo è un insulto alla storia e alla stessa sinistra che può essere discussa, anche non approvata, ma per quello che era e che non è più, perché quella di un tempo è morta o è stata venduta, con tutti i suoi brand.

Attenti osservatori del mondo Usa, inequivocabilmente non di destra, non repubblicani, non Maga, ma da sempre vicini ai democratici dicono apertamente che questi sono scomparsi dalla scena politica dopo che le mummie come Nancy Pelosi, Joe Biden, Hillary Clinton, Bill Clinton9, Obama, sono state collocate in cantina tra le cianfrusaglie del passato. Se ne dolgono, i commentatori pro Dem, ma prendono atto della realtà.

Negli Usa non c’è la Chiesa che sostituisce il Partito Democratico, cosa che sta avvenendo in Italia, dove, a fronte della confusione di quella che impropriamente viene chiamata sinistra, al posto del Pd c’è la continua speranza che entri in scena il Pdp, il Partito dei preti, ossia quella Cei guidata dal cardinal Matteo Zuppi che non manca ogni giorno di far pensare che sia il parrocchione del Pd.

Da qui nasce l’ennesimo equivoco.

Il cardinale Matteo Zuppi, hanno titolato i giornaloni sinistroidi, ha detto che "l'equilibrio tra poteri nella Costituzione è da preservare", lasciando intendere che, dal momento che, come sostiene il fronte del No, questo equilibrio sarebbe in pericolo a causa della riforma Nordio, è necessario bloccarla.

Cosa ha detto il cardinale Matteo Zuppi che guida la Chiesa italiana? Ha detto: “La separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici e l'assetto del Csm sono temi che, come Pastori e come comunità ecclesiale, non ci devono lasciare indifferenti. C'è un equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che è dovere preservare. Autonomia e indipendenza sono connotati essenziali - ha detto Zuppi introducendo i lavori del Consiglio episcopale - per l'esercizio di un processo giusto, e tali valori devono essere perseguiti, pur nelle diverse possibili realizzazioni storiche e pluralità di opinioni e orientamenti". "Invitiamo quindi – ha aggiunto - tutti ad andare a votare, dopo essersi informati e aver ragionato sui temi e sulla posta in gioco".

A dire il vero l’esternazione poteva anche essere intesa come una sorta di invito non esplicito, ma lasciato intendere, a votare No, ma il presunto endorsement della Cei per il No è durato 24 ore.

Con una nota ufficiale, la Sir, l'agenzia stampa della Conferenza ha chiarito: “Il riferimento al referendum costituzionale sulla giustizia contenuto nelle considerazioni finali dell’Introduzione pronunciata ieri dal card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, all’apertura dei lavori del Consiglio episcopale permanente, in corso a Roma dal 26 al 28 gennaio, non contiene indicazioni di voto né orientamenti politici. Il passaggio si inserisce in una riflessione di carattere pastorale e civile più ampia, che richiama il valore della partecipazione e della corresponsabilità dei cittadini in un contesto segnato da una diffusa disaffezione alle urne. Il testo invita a informarsi e a riflettere sui temi oggetto del referendum, nel rispetto della pluralità delle opinioni e delle diverse valutazioni presenti nella società. La Chiesa non entra nel merito delle scelte referendarie, ma richiama il dovere della partecipazione come espressione del bene comune. Ogni lettura che attribuisca al testo finalità di schieramento o di strumentalizzazione politica non corrisponde al contenuto e all’intenzione dell’Introduzione”.

Non si può non commentare che quando un’esternazione necessita di una precisazione ufficiale è per il fatto che si presta all’equivoco.

In un periodo pre referendario dove c’è un fronte del No che sostiene essere messa in discussione la Costituzione dalla riforma Nordio, ogni commento che richiami la necessità di mantenere l’equilibrio tra i poteri può essere equivocato.

Di fatto, va sottolineato, l’equilibrio dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario di illuministica memoria) è stato forzato, da alcuni decenni, ossia dal periodo di Mani Pulite, da una parte della Magistratura che si è sentita investita di difendere quello Stato etico che è nelle corde di una certa sinistra (e anche di una certa destra) e che non ha nulla a che fare con la Costituzione repubblicana.

Stia tranquillo, il cardinale Matteo Zuppi, andremo a votare e voteremo si ad una legge che riequilibra, solo in parte, sia chiaro, l’esondazione di uno dei poteri dello Stato democratico basato sul diritto e non sull’etica.

Per riequilibrare i poteri è necessario riportare pienamente il Parlamento ad essere il luogo dove si esprime la sovranità del popolo, come è scritto all’articolo uno della Costituzione repubblicana: “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione".

La sovranità appartiene al popolo, sia sempre più chiaro, e nessun potere dello Stato deve poter pensare di sostituirsi a tale sovranità che si esercita, in primis, con le leggi votate liberamente da un Parlamento liberamente eletto.

Liberamente significa che ogni parlamentare, una volta eletto, risponde solamente alla propria coscienza e deve essere salvaguardato, come lo era, da un’immunità piena che è stata limitata proprio per consentire l’esondazione di altri poteri. Il parlamentare eletto risponderà dei suoi atti agli elettori, liberi di rivotarlo o di mandarlo a casa.

E qui, casca l’asino, perché l’altra grande vera riforma è quella che consenta ai cittadini elettori di scegliere i candidati con le preferenze individuali.

Ciò detto, è opportuno che i preti si dedichino all’Anima e non all’Anm. Altrimenti le chiese saranno sempre più vuote.

powered by social2s

RIFERIMENTI

ngn logo2

Testata totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione

Sostienici per dare una libera informazione

Donazione con Bonifico Bancario

TAGS POPOLARI

Info Nessun tag trovato.
Image
Image
Image
Image
Image
Image

Ricerca