testata3

ARTICOLI DEL DIRETTORE

Al bazar la flotta diventa flottilla

Al bazar la flotta diventa flottilla

Se a un popolo in rivolta tu dici di non mollare, di occupare le istituzioni che poi “arrivo io”, quando arrivi non puoi fermarti al bazar per contrattare, altrimenti la tua flotta diventa una flotilla e tu un fantasma senza credibilità.  

L’unica contrattazione possibile tra Trump e gli iraniani al potere è la loro resa.

Un interessante indizio di quello che probabilmente sta avvenendo lo ha dato l’annuncio del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, il quale ha fatto sapere che presenterà una proposta per inserire i Guardiani della Rivoluzione nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche, citando la repressione violenta delle proteste antigovernative in Iran.

Per capire la posta in gioco è necessario porre attenzione al sistema militare iraniano.

Le forze militari iraniane (Forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran) presentano infatti una struttura duale unica: da un lato l'esercito regolare (Artesh), dall'altro il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC o Pasdaran), molto più potente politicamente e ideologicamente.

Entrambe le due forze rispondono al Leader Supremo (attualmente Ali Khamenei), ma l'IRGC gode di maggiore autonomia e risorse.

Esercito Iran

Artesh (Esercito regolare della Repubblica Islamica), forza convenzionale tradizionale, focalizzata sulla difesa territoriale, ha al suo attivo circa 350.000–420.000 (principalmente forze di terra, più aeronautica e marina).

Pasdaran

L’IRGC (Pasdaran / Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica) è una forza parallela, ideologica, con un personale attivo stimato in 125.000–190.000 uomini.

IRGC ha una struttura interna multi-forze: terra, marina, aerospaziale, Quds (unità élite per operazioni esterne, proxy warfare e intelligence con circa 5 mila uomini).

Sotto il controllo IRGC ci sono i Basij (Basij-e Mostaz'afin – "Mobilitazione degli Oppressi"), uomini di una milizia paramilitare volontaria, molto ideologizzata e dedita al controllo sociale.

Anche solo proporre di inserire le Guardie della Rivoluzione Islamica tra i terroristi significa mandare un messaggio all’esercito per dire, probabilmente, che se decidesse di chiudere i rapporti con gli ayatollah e di ergersi a garante di un mutamento di regime, potrebbe diventare un interlocutore.

Le proteste antigovernative del 2025-2026 hanno visto i Pasdaran (e Basij) come forza principale della repressione interna, mentre l'Artesh è rimasto prevalentemente ai margini della repressione urbana. In alcuni casi è stato schierato in supporto (es. difesa di edifici istituzionali o dispiegamenti limitati), ma non è il braccio armato principale contro i civili.

L'Artesh è meno ideologico e più rappresentativo della popolazione e rappresenta un teorico elemento di defezioni o neutralità in caso di collasso.

Dopo le sconfitte regionali del 2024-2025 e la percezione che i Pasdaran abbiano fallito nella protezione del paese (perdita di comandanti, collasso dell'asse della resistenza), alcuni osservatori ritengono che nell'Artesh cresca la sfiducia verso l'IRGC. Alcuni analisti (specie in Italia, su RID e altri) hanno discusso la possibilità teorica di uno scontro cruento Artesh contro i Pasdaran in caso di collasso interno del regime o di rivolta massiccia.

Potrebbe emergere una figura "nazionalista" dall'Artesh per stabilizzare il paese e normalizzare i rapporti con l'Occidente.

Tuttavia, finora questo rimane uno scenario speculativo: l'Artesh si è sempre allineato ai Pasdaran in caso di minacce esterne e non ci sono prove di preparativi per uno scontro fra le due componenti militari del regime.

La situazione è comunque fluida.

L’Iran smentisce contatti con Washington.

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parlando alla stampa a margine di una riunione di governo ha detto: "Non ci sono stati contatti tra me e Witkoff, né abbiamo chiesto colloqui. Tuttavia, alcuni paesi terzi stanno facendo sforzi e consultazioni come mediatori, e noi siamo in contatto con loro".

Araghchi ha poi aggiunto che "la diplomazia attraverso minacce militari non può portare risultati" e che se gli Stati Uniti "vogliono che si tengano dei negoziati, devono mettere da parte minacce, richieste eccessive e questioni illogiche", perché "i colloqui richiedono condizioni di parità e rispetto reciproco".

Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha consigliato agli Stati Uniti di avviare colloqui con l'Iran, affermando che Teheran è' "pronta a negoziare", a partire dalla questione nucleare.

Il problema è che siamo ben oltre il nucleare, anche per il fatto che Trump dovrebbe smentire sé stesso, avendo asserito che il bombardamento dei mesi scorsi ha distrutto i siti di arricchimento.

La Turchia, che condivide oltre 500 km di confine con il suo vicino iraniano, teme un afflusso di rifugiati sul suo territorio in caso di conflitto armato e destabilizzazione della regione.

Ormai, più che la bomba, sul bazar della trattativa pesano i morti di un regime assassino.

Secondo gli attivisti di Human Rights Activists New Agency, la repressione delle proteste in Iran ha provocato almeno 6.159 morti, tra cui oltre 5.800 manifestanti, 92 bambini e 49 civili non coinvolti nelle proteste. Gli arresti superano quota 41.800.

Un esperto delle Nazioni Unite sull'Iran ha dichiarato lunedì di aver ricevuto segnalazioni secondo cui alcuni manifestanti coinvolti nelle proteste nazionali sarebbero stati allontanati dagli ospedali e arrestati dalle forze di sicurezza iraniane, una grave violazione del diritto all'assistenza medica sancito dal diritto internazionale. La relatrice speciale delle Nazioni Unite sull'Iran, Mai Sato, ha anche dichiarato alla Reuters in un'intervista via videoconferenza che alle famiglie sono state richieste somme comprese tra i 5.000 e i 7.000 dollari per recuperare i corpi dei propri cari, un peso schiacciante in un contesto di crescenti difficoltà economiche in Iran.

Nel frattempo il rial ha toccato un minimo storico di 1,5 milioni per dollaro, segnando un crollo drammatico rispetto ai 32.000 rial per dollaro di dieci anni fa. La crisi economica, aggravata dalle sanzioni internazionali e dalle tensioni militari nella regione, sta rendendo sempre più difficoltoso l’accesso ai beni essenziali per la popolazione e alimenta nuove ondate di instabilità e protesta.

Secondo il New York Times, il presidente Donald Trump ha ricevuto numerosi briefing dell'intelligence statunitense che segnalano un indebolimento della presa del regime nella Repubblica Islamica, che sarebbe al punto piu' 'basso' dal 1979. Secondo le varie fonti dell'intelligence Usa, "la presa del governo iraniano sul potere è al suo punto più debole da quando lo Scià fu rovesciato durante la rivoluzione del 1979".

La totale inaffidabilità del regime degli ayatollah è palese. Dopo aver tracciato una linea rossa sulla questione delle uccisioni dei protestanti, Trump rischia di perdere la faccia e perdere la credibilità significa diventare un fantasma.

Non c’è possibilità di sbagliarsi: "nessuna clemenza" da Teheran per i manifestanti che in queste settimane è l’assicurazione pubblica del capo del potere giudiziario iraniano Gholamhossein Mohseni Ejei citato dall'agenzia iraniana Mizan che ha promesso processi "nel più breve tempo possibile" contro i manifestanti arrestati durante il movimento di protesta che ha scosso la Repubblica islamica, e punizioni "senza la minima clemenza" per coloro che saranno riconosciuti colpevoli.

Promettendo "il massimo rigore" nelle indagini, Gholamhossein Mohseni Ejei ha inoltre affermato che "la giustizia implica giudicare e punire senza la minima clemenza i criminali che hanno preso le armi e ucciso delle persone, o che hanno commesso incendi dolosi, distruzioni e massacri".

Trump deve decidere se mantenere la parola data al popolo iraniano: “Resistete che arrivo” o perdere la faccia e portare la portaerei Lincoln nel bazar per scambiare tappeti.

powered by social2s

RIFERIMENTI

ngn logo2

Testata totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione

Sostienici per dare una libera informazione

Donazione con Bonifico Bancario

TAGS POPOLARI

Info Nessun tag trovato.
Image
Image
Image
Image
Image
Image

Ricerca