testata3

ARTICOLI DEL DIRETTORE

Crans Montana di menzogne

Crans Montana di menzogne

Crans una Montana di menzogne. Come era del tutto pensabile e, come del resto hanno pensato in molti, la lentezza nelle decisioni di mettere in carcere i due coniugi Moretti, ha consentito di concordare deposizioni, occultare prove, depistare le indagini.

Ora, quella che era una possibilità e diventata una realtà con un avvocato di alcune famiglie delle vittime che accusa: “Moretti hanno riunito i dipendenti dei tre locali il 7 gennaio, per influenzare le loro deposizioni”.

L'avvocato Nina Fournier, legale di alcune famiglie delle vittime, in una lettera inviata alla Procura generale di Sion, ha affermato, come rendono noto le agenzie di stampa, che una riunione dei dipendenti dei tre locali della famiglia Moretti sarebbe stata organizzata una settimana dopo il rogo del Constellation.

“E' nostro dovere informarvi – scrive l’avvocato - che siamo venuti a conoscenza del fatto che i coniugi Moretti (entrambi, a quanto pare) hanno contattato i dipendenti ed ex dipendenti del Constellation, del Senso e del Vieux Chalet che sono riusciti a rintracciare. Sembra che abbiano riunito coloro che erano disposti a partecipare a un tale incontro mercoledì 7 gennaio 2026”.

Secondo l'avvocato “se questo incontro è avvenuto, esso costituisce una prova, l'ennesima, dei passi intrapresi, a quanto pare, dai coniugi Moretti al fine di influenzare le deposizioni delle persone che potrebbero essere ascoltate nel procedimento di cui siete incaricati”.

Interpellata su questo punto durante il suo ultimo interrogatorio, Jessica Moretti ha negato: “Non abbiamo riunito assolutamente nessuno. I dipendenti si sono riuniti tra loro”.

Stiamo giocando a nascondino?

Parliamo della cauzione. I 200mila franchi di cauzione sul conto corrente della Procura non sono di Jacques e Jesica Moretti, , ma sono stati pagati da un 'amico stretto', che vuole rimanere nell'anonimato per paura di ritorsioni.

Jacques Moretti, che ora dovrà semplicemente rispettare alcune misure cautelari come l'obbligo di firma quotidiano e il divieto di espatrio, ha raccontato agli inquirenti di avere solo tre amici in Svizzera: un importante notaio della stazione sciistica, un noto assicuratore e un imprenditore.

Durante gli interrogatori, da quanto si apprende dalle agenzie di stampa, i Moretti non avrebbero ammesso alcun errore, anzi avrebbero piuttosto evidenziato responsabilità dei dipendenti anche nell'aver sbarrato la porta di servizio che ha bloccato la fuga a molte persone. Così come nella gestione delle procedure di sicurezza che sarebbe stata affidata ai componenti più esperti dell'equipe di collaboratori.

Una posizione difficile da sostenere anche alla luce di un video, finora non conosciuto e acquisito agli atti dell'inchiesta, che documenta gli istanti immediatamente successivi alle prime fiamme.

Mentre l'incendio si diffonde nello scantinato del Constellation la festa di Capodanno impazza e il ballo con lo champagne e le candele pirotecniche prosegue, come se nulla fosse. Nelle immagini, trasmesse in esclusiva dalla televisione francese Bfm, si vedono chiaramente i dipendenti che ballano in fila indiana dietro la giovane cameriera Cyanne Panine, sulle spalle di un collega, percorrendo il perimetro del bancone del bar, quando già nell'altra parte del locale divampano le fiamme che la stessa Cyanne, poi morta nel rogo, avrebbe inconsapevolmente acceso.

Interessante il fatto che le agenzie parlino di collega in relazione all’uomo mascherato. Collega significa che la Moretti dovrebbe sapere che è. Lo dovrebbero sapere anche i camerieri sopravvissuti. Chi è il “collega”?

Una situazione già descritta negli interrogatori da Louise, un'altra collaboratrice, sopravvissuta, che ha partecipato al servizio e che ha ammesso di non essersi accorta dell'incendio: "Sono stati persi tra i 30 e i 35 secondi" prima di dare l'allarme, ha riferito agli investigatori a cui ha anche detto che Jessica Moretti era lì con loro e stava filmando la scena.

Jessica Moretti filma la scena di un incendio? Siamo al delirio?

Altra notizia sconvolgente: i pannelli fonoassorbenti che si staccano dal soffitto de Le Constellation di Crans-Montana e cadono all’interno del bar alcuni giorni prima della strage di Capodanno.

È quanto rivelerebbe uno scambio di messaggi con video tra Gaëtan, allora responsabile del locale, e il manager Jacques Moretti, raccolto dal programma 'Mise au point' della RTS. Documenti esclusivi che mostrerebbero lo stato precario del bar pochi giorni prima dell'incendio.

Pannelli che si staccano

Nelle immagini si vedono stecche da biliardo appoggiate su sgabelli e puntate verso il soffitto per tentare di fissare nuovamente i pannelli usati per insonorizzare gli ambienti che sembrano staccarsi dal soffitto del Constellation. Un intervento di fortuna, lontano dagli standard di sicurezza richiesti a un locale aperto al pubblico.

“Sì Gaétan, prova a toglierne una e vedi se cade, perché ho usato una schiuma che non conosco... Fammi sapere se va bene. Dimmi se cade o no; se cade, purtroppo bisognerà lasciarle”: è questo il contenuto del messaggio audio inviato da Jacques Moretti a un suo collaboratore, alle prese con la schiuma fonoassorbente che si stava staccando dal soffitto. Si tratta dello stesso materiale che ha preso fuoco nella notte di Capodanno.

Dopo aver ricevuto nuovi messaggi e video da parte di Gaëtan, il proprietario del Constellation finirà per rispondere con altri due messaggi vocali, acquisiti agli atti dell'indagine della Procura di Sion: “Ok, allora ne rimetteremo, grazie” e “Sì, sembra niente male, togli pure le altre per favore”.

Il video è stato inviato da Gaëtan al proprietario Jacques Moretti circa una settimana prima di Natale, quindi a pochi giorni dalla notte di Capodanno. In risposta, il gestore fornisce indicazioni tramite messaggi vocali e video. Una conversazione che, secondo alcuni avvocati delle famiglie delle vittime, rappresenta un elemento chiave nell’accertamento delle responsabilità. Le immagini, secondo Rts, sono state inviate alla Polizia francese, che ha sentito il giovane come testimone.

Jean-Michel, padre di Gaëtan, ha visto il video sul telefono del figlio e non nasconde la rabbia. "Quando si vedono scene del genere è evidente che della sicurezza non importava nulla", afferma. "Chiedere ai dipendenti di incollare materiali al soffitto con quattro pezzi di colla è inaccettabile. Parliamo di un locale pubblico, non della cantina di casa".

Arrivato dal sud della Francia, Gaëtan aveva iniziato a lavorare nel locale vallesano all’inizio di dicembre. "Per lui era un sogno venire a lavorare in Svizzera, dopo esperienze in locali di alto livello in Francia", racconta il padre. L’entusiasmo, però, si sarebbe spento rapidamente. "Era preoccupato per la gestione del bar e per la presenza di minorenni. Mi aveva detto che voleva dimettersi e tornare in Francia, ma temeva di non essere pagato per il mese di dicembre. Così aveva deciso di restare fino alle feste". Il giovane, gravemente ustionato, ha lasciato l’ospedale parigino dove era stato ricoverato dopo un primo trasferimento al CHUV di Losanna. Oggi è seguito medicalmente vicino alla casa dei genitori, nel dipartimento del Gard.

Lo stesso Moretti aveva testato artigianalmente la schiuma tentando di darle fuoco: “Avevo visto che comunque bruciava. Ho preso un cannello per vedere l'effetto sulla schiuma: l'ha trapassata tutta. L'unica cosa che mi ha dato fastidio è stato il fumo che mi ha stordito, per il resto nulla mi ha scioccato” ha riferito l'imprenditore agli inquirenti.

Nel 2018 e nel 2019 - ha spiegato ancora Moretti - il locale era stato sottoposto a controlli di sicurezza sia da parte del Comune di Crans-Montana che da parte del capo dei vigili del fuoco, ma non c'era stata “nessuna osservazione”.

La follia continua.

I pannelli fonoassorbenti del Constellation? Possibile fossero imbevuti di alcol, cose che capitano quando in un locale gente fa festa. Le fontane luminose nelle bottiglie di champagne portate in giro per il locale a pochi centimetri dal soffitto? Lo staff lo faceva per dare spettacolo, tutti si divertivano, come impedirglielo. E le uscite di sicurezza bloccate? Iniziativa di qualche cliente o dipendente.

Così Jacques Moretti nega spudoratamente ogni responsabilità, secondo quanto emerge dal verbale dell’interrogatorio visionato dall’Ansa. «Al Constellation rispettavamo tutte le norme. L’uscita di sicurezza è sempre stata aperta. Gli estintori c’erano. E i pannelli, quelli segnaletici, sono stati installati da professionisti», avrebbe assicurato il proprietario del locale di Crans-Montana.

«Quando ho acquistato la schiuma e la colla da Hornbach – ha detto Moretti agli inquirenti - , ho precisato che intendevo utilizzarle per un caffè-bar. Non ricordo di aver specificato che si trovasse al seminterrato».

A proposito della cameriera e dell’uomo mascherato, Moretti aveva già dichiarato. «Sì, avevo già visto Cyane salire sulle spalle di uno dei suoi colleghi per portare le bottiglie sormontate da fontane luminose. Non le ho proibito di farlo, non l’ho richiamata all’osservanza delle norme di sicurezza. Non vedevamo il pericolo. Cyane amava farlo, era uno spettacolo, e lei amava dare tutta se stessa nello spettacolo».

Se è così convinto che lòa donna sulle spalle dell’uomo mascherato sia la cameriera morta e se dice che l’uomo mascherato è un suo collega, si può sapere chi è? Vivo? Morto?

Moretti, infine, avrebbe scaricato su altri soggetti, dipendenti o clienti, anche la responsabilità della chiusura delle due uscite di sicurezza dal locale che avrebbero potuto salvare molte vite:  «Dopo il dramma – sostiene Moretti - si è saputo che un dipendente del Vieux Chalet (il ristorante di Moretti a Lens, ndr) avrebbe portato dei cubetti di ghiaccio al Constellation e, senza capire perché, ha chiuso il chiavistello che c’era in cima alla porta. Ho saputo che era stato lui qualche giorno dopo il dramma».

Chi è costui? La sua testimonianza è stata sentita?

Durante l’interrogatorio a Moretti è stato mostrato un documento che indicava la porta invece inequivocabilmente come uscita di sicurezza. «Sono sorpreso, non avevo preso visione di questo documento», la sua reazione imbarazzata. E l’altra porta sbarrata da uno sgabello al piano terra, come si evince dalle immagini delle telecamere circolate anche sui media? «L’avrà messo un cliente», la replica di Moretti.

Altri particolari aggiungono follia a follia.

Nel magazzino del discobar c'era un vero e proprio arsenale per i festaggiamenti, tra cui 6 tubi lanciarazzi ‘Thunder King’ e 8 petardi ‘LUPO P1’, oltre che 100 fontane pirotecniche inutilizzate e 25 già usate. Sulla provenienza dei tubi e dei petardi, che si trovavano in una sacca blu, Jacques Moretti, proprietario del locale, ha detto agli inquirenti: “Penso che siano stati dei clienti che li hanno portati dentro” eludendo la sorveglianza.

Crans Montagna di menzogne.

powered by social2s

RIFERIMENTI

ngn logo2

Testata totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione

Sostienici per dare una libera informazione

Donazione con Bonifico Bancario

TAGS POPOLARI

Info Nessun tag trovato.
Image
Image
Image
Image
Image
Image

Ricerca