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La tragicommedia del lunapark di Davos

La tragicommedia del lunapark di Davos

Sulla Montagna Incantata è stato eretto un lunapark, un parco giochi per leader europei e va in scena il "tunnel degli zombie, il The Walking Dead, di Mirabildavos, dove gli zombie sono esperienze horror per adulti.

Il tunnel è a tema: “Quarantotto, parla l’Europa”. Il 48, nella smorfia napoletana equivale al morto che parla.

I leader europei parlano come e si comportano come fossero vivi.

Uno dei morti che camminano alza la voce come fosse un leader internazionale, uno statista di rilievo mondiale, mentre a casa sua non riesce a far passare il bilancio.

Infatti, mentre Emmanuel Macron fa la voce grossa, dopo tre mesi di discussioni all'interno e all'esterno dell'Assemblea nazionale francese, si avvicina l'epilogo di un'interminabile maratona di bilancio. Lunedì il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato, per far passare il bilancio, che sceglierà di ricorrere all'articolo 49.3 della Costituzione che consente al governo di assumersi la responsabilità di un disegno di legge e, a meno che non venga approvata una mozione di censura, di farlo adottare dall'Assemblea nazionale.

Già girano mozioni di sfiducia e non è detto che Lecornu arrivi al traguardo.

Mentre in Francia di fatto non c’è un governo che si possa chiamare tale, il presidente francese Emmanuel, al World Economic Forum di Davos, ha detto: "Stiamo raggiungendo una fase di instabilità e squilibrio sia per la sicurezza per l'economia", con "oltre 50 guerre anche se mi dicono che alcune sono risolte" e "un passaggio verso un mondo senza regole dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie".  "I nuovi dazi - ha aggiunto l’inquilino dell’Eliseo - sono inaccettabili soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale". Macron ha parlato di un ruolo dell'Europa come cardine del multilateralismo, contro un mondo dove sembra prevalere la legge del più forte e ha risposto a muso duro a Trump, dicendo che “chiunque accetti questo nuovo colonialismo è complice". 

Peccato che il giorno prima lo stesso Macron, in veste di maggiordomo ossequiente, abbia inviato a Donald Trump un messaggio che lo stesso Trump ha poi pubblicato integralmente, sbugiardando le smargiassate del nuovo Napoleone dell’Exagon.

Macron, Napoleon de l’Exagon, nel suo messaggio, messo in fotografia sui social da Trump, proponeva al presidente degli Usa di andare a Parigi oggi, dove avrebbe convocato un G7 e prima avrebbero pranzato assieme come amiconi. Trump lo ha mandato bruscamente a spigolare.

L’altra sedicente viva che cammina, anche lei in attesa di una censura e assediata dai trattori a causa della firma del Mercosur, ossia la funzionaria dell’Unione Europea Ursula von der Leyen, parlando al World Economic Forum di Davos, ha detto che gli "shock geopolitici" che segnano il mondo di oggi sono una "opportunità" da cogliere, per costruire "l'indipendenza europea".

"Gli shock geopolitici possono, e devono, rappresentare un'opportunità per l'Europa – ha affermato von der Leyen - a mio parere, il cambiamento epocale che stiamo attraversando oggi è un'opportunità, anzi una necessità, per costruire una nuova forma di indipendenza europea. Questa esigenza non è nuova, né è una reazione a eventi recenti, ma è un imperativo strutturale da molto più tempo. Quando ho usato questo termine, indipendenza europea, circa un anno fa, sono rimasta sorpresa dalle reazioni scettiche. Ma a meno di un anno di distanza, ora esiste un reale consenso su questo punto".

Per von der Leyen "la verità è che potremo sfruttare questa opportunità solo se riconosceremo che questo cambiamento è permanente. Certo, la nostalgia fa parte della storia umana. Ma la nostalgia non riporterà indietro il vecchio ordine".

Nostalgia è nostos (ritorno a casa) e algos (dolore). Il termine fu coniato nel 1688 dal medico svizzero Johannes Hofer per descrivere la forte malinconia e patologia che colpiva i soldati mercenari lontani dalla loro patria.

Interessante coincidenza presentataci dalla baronessa quella di nostos algos, in quanto connessa con i mercenari.

Il fatto è che l’Unione Europea, quella di Maastricht, è stata costruita come estensione della Grande Germania del IV Reich, secondo due riferimenti fondamentali, ossia l’essere un consesso di mercenari del globalismo finanziario neo coloniale e come riproposizione ossessiva dello Stato etico.

La Germania post bellica, patria di Hegel e figlia del III Reich, incarnazione dell’hegelismo di destra e del comunismo staliniano, incarnazione dell’hegelismo di sinistra, ha proiettato nell’Unione Europea di Maastrich l’ideologia hegeliana in funzione massificante e di proiezione di potenza germanica, secondo i desiderata di chi aveva assoldato i mercenari teutonici, ossia la finanza internazionale a conduzione ebraica (da non confondere con gli ebrei e con Israele).

«Lo Stato è la realtà dell’idea etica - scrive Hegel - Lo Stato è lo spirito nella sua concretezza sostanziale.  L’individuo – aggiunge sempre Hegel - ha oggettività, individualità vera e vita etica solo come membro dello Stato».

Il concetto di stato etico è esposto soprattutto nei Lineamenti di filosofia del diritto, nella terza parte dedicata proprio all’Eticità.

Detto in termini sintetici, lo stato etico hegeliano è la realtà dell’idea etica; è lo spirito etico che si sa e si vuole come sostanza universale; non è un semplice contratto, né uno strumento per proteggere proprietà e libertà individuale; è l’unità concreta di universale e particolare, di necessità e libertà.

La declinazione storica recente dello Stato etico in Europa ha prodotto il comunismo staliniano e il nazismo hitleriano e nel dopoguerra, grazie allo spirito tedesco che aleggiava sul Vecchio Continente, anche l’Unione Europea di Maastricht che, non a caso, si occupa della vita di ognuno di noi, come farebbero la Gestapo e la Stasi, ed è costituita in chiave burocratica e non democratica, essendo il Parlamento sostanzialmente un’aula vuota di effettivi poteri.

La nostalgia non riporterà indietro il vecchio ordine, dice la von der Leyen, ma il vecchio ordine è lei, che incarna quella proiezione di potenza teutonica che è l’Unione Europea di Maastricht, ora naufragata sugli iceberg dell’Artico, che non è solo un luogo fisico, ma il simbolo di un gelo con gli Usa che prelude alla disfatta dell’asse franco tedesco e di Bruxelles.

Non è a caso che Macron è stato fatto a pezzi da Trump e che Merz è tornato anzitempo a Berlino.

Fuggito dalla Groenlandia per aver scopeto che fa freddo, Merz ora fugge dalla Montagna Incantata per non sentire in diretta le invettive di The Donald.

L’Unione Europea, con il suo vecchio ordine, è allo sfascio anche perché il suo vecchio ordine è quello dello Stato etico hegeliano, per altro messo in atto da una struttura burocratica che Stato non è.

Il fallimento dell’Europa unita è l’aver concesso alla Germania di tentare per la terza volta di egemonizzare il vecchio continente.

E qui, non a caso e con lucida freddezza, cala la sciabolata di Donald Trump: “Se gli Stati Uniti non fossero intervenuti nella Seconda Guerra Mondiale, a quest'ora parlereste tutti tedesco, forse un po' di giapponese".

Trump non ha mancato poi di mettere il dito nella piaga di una conduzione dell’Unione Europea in chiave ideologica.  Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo discorso a Davos ha infatti rivendicato di aver evitato all'America la "catastrofe energetica" avvenuta in Europa a causa della "grande truffa green, la più grande truffa della storia". 

Nessuna nostalgia per l’Europa di Maastricht che naufraga come il Titanic sugli iceberg dell’Artico.

Il tema all’ordine del giorno è come sbarazzarci di Ursula von der Leyen, della sua Commissione e di quel finto Stato che ha la presunzione di essere etico ed è solo ideologico e prono alla finanza e trovare il modo di non buttare il bambino con l’acqua sporca.

Forse la via da percorrere è quella di tornare alla Cee, smontando il burosauro proiezione dello Stato etico teutonico e ridando agli Stati membri tutta la loro sovranità in materie che riguardano la vita dei cittadini, a cominciare dalla ripulsa delle ideologie malate imposte da giochi finanziari che, guarda caso, escono allo scoperto.

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