Ad ogni giorno che passa crescono le notizie che dipingono la coppia dei proprietari del bar Le Constellation di Crans-Montana come abituati a frodare la legge.
Dopo le notizie riguardanti le condanne del Jacques Moretti per sfruttamento della prostituzione, per sequestro di persona e per truffa, con la conseguente carcerazione in Savoia, ora, secondo quanto scrivono i giornali svizzeri Le Matin Dimanche e SonntagsZeitung, i due coniugi Moretti avrebbero ottenuto 75.500 franchi di prestito Covid, pari a circa il 10% del fatturato della loro società, e ne avrebbero utilizzati poi 33mila per acquistare una Maserati, successivamente venduta al padre di Jacques. L’inchiesta finì con un non luogo a procedere, perché i Moretti dimostrarono che l’auto non era di loro proprietà, ma era immatricolata come veicolo aziendale del bar Le Constellation, quindi non per uso privato.
Nel 2022, riferisce una fonte ai due giornali svizzeri, ci fu invece un intervento dell’ispettorato del lavoro, a seguito di segnalazioni da parte dei dipendenti francesi di irregolarità che riguardavano «orari di lavoro non rispettati, lavoro notturno non pagato, riposi non rispettati».
Come emerge da un articolo di insideparadeplatz.ch (https://insideparadeplatz.ch/2026/01/10/constellation-korse-drohte-mit-connections-zu-elite-schule/),Jacques Martini, in precedenza riusciva a pulire tranquillamente i suoi cellulari, i suoi computer portatili e i suoi documenti. Molti siti web sono scomparsi. Tuttavia, le tracce sono innumerevoli, soprattutto sui social media, e testimoniano di insulti ai suoi clienti e di affermazioni in base alle quali avrebbe avuto influenza nelle alte sfere svizzere.
Quando i clienti del locale "Le Senso", il suo secondo ristorante a Crans-Montana, si lamentarono del servizio su Google, Martini li minacciò pubblicamente.
Se la prese con gli studenti della scuola alberghiera vantando agganci con la direzione.
Martini ha scritto: "Je vais prendre contact avec la Direction des Roches afin de leur expliquer l'attitude peu représentive de leur école et de leur enseignement". La “belle istituzione” è “partenaire de Crans-Montana”, “des personnes comme vous sont indésirables sur la station”.
Traduzione: "Contatterò la direzione di Les Roches per spiegare l'atteggiamento poco rappresentativo della loro scuola e del loro insegnamento". La "splendida istituzione" è "partner di Crans-Montana" e "persone come voi non sono benvenute nel resort".
L’istituto "Les Roches" è "una delle scuole alberghiere leader al mondo", con sede a Crans.
Molti i post dove il Martini se la prendeva con clienti a suo dire irrispettosi e, conseguentemente, invitati a non frequentare più il locale.
“Gli episodi con le recensioni critiche dei visitatori nei forum online e la reazione del proprietario dimostrano – sostiene insideparadeplatz.ch - che JM (Moretti, ndr) non era interessato alle vendite e al successo nel settore dell'ospitalità. Ma l'obiettivo era ottenere ciò che voleva. Lui dava ordini e gli altri dovevano obbedire: un capovolgimento di ogni principio aziendale”.
Non a caso la Repubblica scrive di ombra del riciclaggio.
Giampaolo Visetti, su La repubblica, scrive: “Prelevati bilanci e registri di cassa: gli inquirenti vogliono fare luce sulla disponibilità finanziaria che ha permesso ai proprietari fulminei investimenti da capogiro, fondati infine più sui contanti che sui mutui bancari. Nel mirino, la discrepanza tra fatturati e valore reale degli immobili acquisiti, la differenza tra somme dichiarate negli atti notarili e prezzi di mercato”.
I due comprano Le Constel, subito ribattezzato nel più eloquente Le Constellation, si erano limitati a pagare affitti da 40 mila franchi al mese, non sostenibili dai soli ricavi di cocktail e caffè. Cinque anni fa la svolta. Acquistano il locale da Julien Beytrison, ufficialmente per 1,5 milioni, e pure uno chalet a Lens per altri 820mila franchi: valore di mercato, almeno il triplo”.
“Coincidenza – fa notare La Repubblica – la fine dei controlli nel bar del disastro comincia proprio con questa compravendita. Pochi mesi e si aggiunge il ristorante Senso a Montana, quindi nel 2023 “Le Vieux Chalet” a Lens: nel 2024 l’acquisizione dell’edificio sul retro, agli atti la cifra irrisoria di 410 mila franchi per 510 metri quadri. A colpire gli inquirenti il fatto che tutti gli immobili, appena acquistati, siano stati oggetto di mega-ristrutturazioni, ottenute con licenze edilizie d’urgenza”.
“Sotto la pressione della comunità internazionale – scrive Giampaolo Visetti - irritazione e imbarazzo si moltiplicano sia nel governo confederale che in quello cantonale. Dietro la strage, non solo le falle nella sicurezza, ma l’opacità di un sistema che minaccia di rivelarsi permeabile a evasione fiscale, criminalità organizzata e riciclaggio: montagne di denaro, la provenienza del quale la procura di Sion intende «preliminarmente accertare»”.
Emerge un m ondo di connivenze preoccupante.
Il giornale svizzero insideparadeplatz.ch si chiede: “Era forse davvero così? L'atteggiamento di JM (Moretti, ndr) solleva certamente la questione di quanto fossero forti i suoi legami con le alte sfere della città e di come si sentisse quindi al sicuro dalle conseguenze del suo comportamento. Considerando che nel corso della sua carriera criminale il corso si era specializzato nel mediare giovani prostitute provenienti da Francia, Ginevra e presumibilmente Italia, qualsiasi possibile collegamento con gli ambienti più alti sarebbe stato particolarmente esplosivo”.
Il quotidiano svizzero si pone alcune domande di non poco conto: “Quanto lontano arrivarono i contatti di JM (Moretti,ndr), nella rinomata località sciistica a 1.500 metri sul livello del mare, nella valle del Rodano nel Vallese? Quanto erano stretti i legami tra lui e le figure più influenti del mondo imprenditoriale, i politici di spicco e i dirigenti della pubblica amministrazione? Non stava semplicemente interpretando il Re di Crans, ma era davvero quel personaggio? In questo contesto è interessante la modifica del registro delle imprese a partire dall'inizio del 2024. JM si è formalmente dimesso dal suo ruolo di co-amministratore delegato del "Constellation"; da febbraio di due anni fa era solo azionista della discoteca. Il momento è cruciale. Un nuovo regolamento era entrato in vigore poco più di un anno prima. Secondo quanto riportato, gli imprenditori del Vallese erano tenuti a presentare un certificato penale. Dopo le sue dimissioni da direttore operativo, questo non è più stato necessario”.
Più passa il tempo e più emerge una rete inquietante che va ben oltre la tragedia.
Interessante quanto afferma Il Corriere del Ticino, in un articolo di Federica Serrao, che riporta il parere di Gabriele Balbi – rettore ad interim dell'USI e professore ordinario in media studies presso l'Istituto di media e giornalismo (IMeG), sul fatto che i nuovi strumenti I-phone, social, ecc.) hanno cambiato il nostro rapporto con le immagini.
«Non si tratta solo di un cambiamento tecnologico – dice il professore -: riflette una trasformazione più profonda. Come ci insegnano studiosi di cultura visiva, la fotografia non è più solo destinata alla memoria personale, ad immortalare eventi particolari, ma è un’abitudine continua, quotidiana e destinata a circolare sui social». Ed è proprio grazie a questi cambiamenti che oggi abbiamo molte più immagini di tragedie come quella di Crans-Montana, ma anche di eventi che, un tempo, erano «invisibili» come le guerre. «Fotografare tragedie e situazioni potenzialmente pericolose non è più solo immortalare il momento, ma è soprattutto condividerlo e in qualche modo “viverlo” attraverso lo schermo», sottolinea Balbi. «Serve a fissare il momento per rivedersi e rivedere l'evento, quasi a capirlo di più grazie alle foto e ai video».
Osservazioni che andrebbero approfondite, in quanto entrano nel cuore della civiltà attuale che facciamo fatica a capire.
c per l’evento avremmo avuto poche immagini della tragedia, ne avremmo avute di taglio giornalistico-professionale al di fuori del locale luogo della tragedia
“La demonizzazione dei giovani intenti a riprendere la scena – sostiene Gabriele Balbi - è fuori luogo e, se posso, qualunquista: da storico dei media ritengo che questa interpretazione non tenga conto di un rapporto con il medium-fotografia e con l’oggetto-telefono che è cambiato e ci ha cambiato».
Le immagini di Crans-Montana si sono ritenute fedeli a quanto successo e, di più, grazie alle foto si è riusciti a stabilire una cronologia dei fatti
Gabriele Balbi
Ma c'è anche un altro aspetto, interessante, legato alle immagini della tragedia. Gli stessi video che oggi vengono molto criticati potrebbero rivelarsi importanti in fase di indagini.
Tra questi anche i video e le fotografie che ritraggono alcuni momenti della tragedia.
Qui Gabriele Balbi fa un’affermazione a mio parere poco condivisibile, quando parla della “ragazza che inavvertitamente dà il là all’incendio”.
Da tempo, secondo quanto è emerso in questi giorni, i camerieri del locale invitavano i giovani ad essere prudenti nel maneggiare le bottiglie con le fiaccole.
Inavvertitamente è un avverbio che poco si confà ad una donna che sale sulle spalle di un uomo mascherato con la maschera di Guy Fawkes così da avvicinare la fiamma al soffitto.

Nel frattempo non manca di farsi notare un altro particolare inquietante, che potrebbe indurre a pensare a fatti dolosi imitativi.
Negli ultimi giorni una delle serie più viste su Netflix è “La notte che non passerà”, miniserie brasiliana uscita quasi tre anni fa, al quale racconta un fatto che ricorda molto la vicenda della notte di capodanno a Crans-Montana.
La miniserie brasiliana, uscita a inizio 2023, è ispirata a una delle peggiori tragedie della storia recente del Brasile cioè l'incendio della discoteca Kiss di Santa Maria, avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 2013, assai simile a quanto è avvenuto a Crans Montana.
Quella notte, all'interno della discoteca Kiss si stava svolgendo una festa universitaria con musica dal vivo. Nel locale erano presenti circa 2000 giovani, ben oltre la capienza consentita. Durante l'esibizione della band Gurizada Fandangueira, dal palco vengono accesi fuochi pirotecnici per animare lo spettacolo. Le scintille raggiungono il soffitto, rivestito di materiale fonoassorbente altamente infiammabile che prende rapidamente fuoco. In pochi istanti il locale viene invaso dalle fiamme e soprattutto da un fumo tossico e asfissiante. Il bilancio è devastante: 242 vittime e oltre 600 feriti. Molti dei giovani muoiono non direttamente per le fiamme, ma per asfissia e intossicazione, mentre cercano disperatamente un'uscita che, di fatto, non era adeguata a gestire un'emergenza simile.
La serie, tratta dal libro della giornalista Daniela Arbex, mostra con grande precisione il caos, la calca, il panico e l'orrore di quei minuti interminabili.







