Jacques Moretti, il gestore del bar Le Constellation di Crans-Montana, è stato posto in custodia cautelare.
È un primo segnale, ma ci sia consentito di insistere su una questione che è fondamentale: chi sono i due che hanno innescato l’incendio?
È evidente dalle fotografie che la tizia che si è messa sulle spalle di un tizio mascherato ha portato le bottiglie con le fiamme a contatto con il soffitto avviando il focolaio dell’incendio.
Considerato che in altre occasioni i camerieri avevano invitato i giovani a tenere basse le bottiglie, il mettersi sulle spalle di una persona per essere più in alto, ha tutto il significato di un’azione deliberata per raggiungere sicuramente il soffitto dove era presente materia infiammabile.
Le fotografie postate dal Corriere della Sera, che si presumono autentiche, parlano più di tante chiacchiere.



Dalle fotografie risulta evidente che la maggior parte della fiamme è bassa e non raggiunge il soffitto, mentre le fiamme che sono nelle mani della tizia che sta sulle spalle dell'uomo mascherato con la maschera di Guy Fawkes, che ha tutto il valore di una firma per chi vuole o deve intendere.
La domanda che reitereremo fino a quando non ci saranno risposte è semplice: “Chi sono questi due”? “Perché portano un casco integrale e una maschera che sembra una firma”? “Per quale motivo non si indaga a fondo, con tutti i mezzi, per sapere chi sono i due che sembrano essere gli intenzionali attivatori dell’incendio”? Capire chi sono può portare ai mandanti e consentirebbe di comprendere su quale pista ci si deve incamminare per capire per quale motivo si è arrivati ad un evento che distrugge la credibilità della Svizzera. Un attentato? Cui prodest? Chi l’ha pensato, progettato?
Fatte le domande che ripeteremo ossessivamente, torniamo alla cronaca.
Il proprietario del locale, insieme alla moglie Jessica Moretti, sono stati ascoltati ieri mattina per la prima volta dal pubblico ministero vallesano in qualità di indagati.
La procura del Cantone Vallese, coordinata da Beatrice Pilloud, indaga per omicidio, lesioni e incendio colposi i coniugi Moretti. In un video che stanno analizzando gli investigatori, si vedrebbe Jessica Maric fuggire dalle fiamme con la cassa sottobraccio.
La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta sulla strage di Crans-Montana con le ipotesi di reato di omicidio e incendio colposi per la morte di 40 persone e il ferimento di 116 nel rogo al 'Le Consellation' nella notte tra il 31 dicembre e l'uno gennaio.
Dopo la procura di Parigi nei giorni scorsi, si attiva quindi anche la magistratura italiana con la procura capitolina che è competente su presunti reati commessi all'estero in cui sono parti offese cittadini italiani.
Nel frattempo il legale della famiglia di Emanuele Galeppini, l'avvocato Alessandro Vaccaro, ha detto che “non c'è stata colpa ma dolo".
Il punto centrale dell'indagine sulla strage di Crans Montana riguarda "la qualificazione giuridica dei fatti".
"Quando gestisci un locale frequentato da minori, fai entrare il doppio della capienza consentita, usi candele bengala, non garantisci uscite di sicurezza – ha detto Alessandro Vaccaro -, stai accettando il rischio che accada un disastro. Questo si chiama dolo eventuale". Quindi "non è un reato colposo, ma doloso. Parliamo di omicidio volontario, con pene completamente diverse". E il primo responsabile è il titolare, ma anche le autorità che non hanno controllato".
Doloso sicuramente. Il tema è a quale livello di dolo? Se fosse un attentato il dolo esce dai confini del dolo per incuria per entrare in ben altro orizzonte criminale.







