Mentre questa mattina la giustizia elvetica interrogherà i responsabili del locale dove si è consumata la tragedia di Crans Montana emerge con sempre maggiore evidenza una rete di connivenze e di coperture che ci portano lontano, molto lontano dalla tragedia dovuta a incuria.
Troppi particolari stanno ogni giorno emergendo perché si possa archiviare la tragedia nel novero delle disgrazie o dei reati colposi. C’è ben altro in ballo ed è il caso che l’Italia apra un’inchiesta e metta in moto anche i suoi 007.
Non siamo complottisti, ma nemmeno fessi.
Cominciamo dalla storia delle salme restituite senza fare l’autopsia.
A denunciare la stranezza, come riporta Libero Quotidiano, è il legale svizzero Sébastien Fanti: "C’è qualcosa che non ha funzionato nell’applicazione della procedura. Non è possibile che le salme siano state rimpatriate senza un certificato che specifichi le cause della morte".
Motivo che potrebbe portare gli avvocati a presentare un’istanza e l’apertura di un fascicolo a Roma.
A far insospettire la famiglia di Emanuele Galeppini e il loro avvocato Alessandro Vaccaro è il fatto che il ragazzo sia stato identificato attraverso il dna. Sul corpo non c’erano segni di ustione e soprattutto Emanuele aveva in tasca il cellulare e i documenti, conservati in una custodia di plastica, tutti integri. La famiglia aveva chiesto alle autorità elvetiche di eseguire l’autopsia, ma la richiesta è caduta nel vuoto.
L’inchiesta svizzera fa acqua da tutte le parti: incompetenza o omissioni volute?
L’avvocato vallese Sébastien Fanti che rappresenta diverse famiglie delle vittime dell’incendio ha dichiarato: “Chiederò l’arresto dei gestori del locale, ma anche dei funzionari comunali. Questo ovviamente non accadrà, visto che qui tutti giocano a golf insieme".
Sébastien Fanti in un’intervista a Le Parisien, ha denunciato un sistema di connivenze nel prestigioso resort alpino, noto non solo per lo sci, ma anche per i suoi esclusivi campi da golf, simbolo dell’élite locale.
Secondo il legale, questa rete di relazioni – evocata proprio con il riferimento al golf condiviso tra proprietari, dirigenti e autorità – impedirebbe misure drastiche contro Jacques e Jessica Moretti, i proprietari indagati per omicidio colposo, lesioni e incendio.
Fanti sostiene che "tutti nel resort sapevano" che il locale non era in regola, eppure i controlli sono mancati per anni. Accusa inoltre un eccessivo "garantismo" della procuratrice Beatrice Pilloud, criticando la mancata custodia cautelare dei Moretti, che avrebbe permesso perquisizioni immediate. Il legale solleva dubbi sui fondi di Jacques Moretti: acquisti immobiliari per milioni di franchi senza ipoteche, pagati in contanti, in un Cantone senza un’agenzia antiriciclaggio come la francese Tracfin. "Conosco queste persone come le mie tasche", afferma Fanti, ex investigatore anticorruzione.
Il giornale on line insideparadeplatz.ch, in un ampio servizio, mette in evidenza l’intreccio di interessi costituito da vari soggetti di Crans Montana.
https://insideparadeplatz.ch/2026/01/08/wunderkerzen-auch-in-bar-von-crans-montana-vizepraesidentin/
Il vice presidente del comune di Crans-Montana, scrive insideparadeplatz.ch, Nicole Bonvin Clivaz, è proprietaria dell'Hotel Olympic e all’Amadeus Bar, che si trova al piano terra e nel quale nel settembre 2023 gli ospiti hanno ballato con le stelle filanti in mano.
Nicole Bonvin Clivaz è responsabile del "Domaine Public", il terreno pubblico.
Nel frattempo, il suo collega nell’esecutivo comunale, François Berclaz, è a capo di "Construction et territoire".
Come tutti i membri del consiglio direttivo, Berclaz lavora solo part-time per il Comune ed è anche agente assicurativo per Helvetia-Bloise e, in quanto tale, vende assicurazioni edilizie e antincendio ad hotel come l'Olympic e a bar come "Le Constellation".
Non è noto se queste due aziende di turismo e ristorazione fossero assicurate presso la Baloise, cosa che la magistratura potrebbe accertare, ma una cosa è certa, come scrive insideparadeplatz.ch: “Il responsabile politico dell'edilizia ha un conflitto di interessi. Vuole vendere il maggior numero possibile di polizze assicurative, mentre allo stesso tempo deve garantire ispezioni regolari di ristoranti e spazi per eventi nel comune. I suoi uomini non hanno effettuato i controlli richiesti. Il bar "Le Constellation", dove si sono verificati i decessi, non era più frequentato dagli uomini di Berclaz dal 2019”.
Già alla vigilia di Capodanno del 2019, continua insideparadeplatz.ch, i dipendenti del "Constellation" avevano segnalato il soffitto infiammabile del seminterrato.
Paragonando il caso alla vicenda irrisolta di Luca Mongelli, l’avvocato Sébastien Fanti chiede un procedimento penale anche in Italia, vista l’alta presenza di vittime italiane.
La vicenda di Luca Mongelli è uno dei casi più controversi e drammatici della cronaca nera svizzera degli ultimi decenni, rimasto irrisolto e archiviato dopo oltre 20 anni.
Nel febbraio 2002, Luca aveva solo 7 anni e viveva con la famiglia (originaria della Puglia) a Veysonnaz, una località sciistica nel Canton Vallese (Svizzera). La sera del 7 febbraio 2002 uscì con il fratello maggiore Marco e il loro cucciolo di pastore tedesco, Rocky, per una passeggiata.
Luca fu ritrovato disteso nella neve, parzialmente svestito, in stato di grave ipotermia e privo di sensi. Fu portato in ospedale a Sion in condizioni disperate; entrò in coma profondo per oltre tre mesi, con diagnosi di morte cerebrale. I medici proposero l'espianto degli organi, ma la madre Tina si oppose fermamente, convinta che il figlio fosse ancora vivo. Contro ogni previsione, Luca si risvegliò alla fine di maggio 2002.
Le conseguenze furono devastanti. Luca rimase tetraplegico (quadriplegico), cieco e con gravi disabilità permanenti. Oggi, a distanza di anni, vive su sedia a rotelle (con alcuni miglioramenti nella deambulazione grazie a terapie), ma ha dimostrato una forza straordinaria: ha conseguito il diploma di liceo classico e poi la laurea, e ha anche scritto un libro insieme a Francesco Minervini intitolato "Finalmente urlo", in cui racconta la sua storia.
La giustizia svizzera ha attribuito l'accaduto a un'aggressione del cane di famiglia Rocky, nonostante non ci fossero evidenti segni di morsi, Luca fosse stato parzialmente spogliato e il bambino, una volta risvegliato, abbia riferito di essere stato aggredito da tre persone (descritte come adolescenti, con indicazioni su nomi e volti secondo alcune ricostruzioni).
La famiglia ha sempre sostenuto si trattasse di un'aggressione umana, forse con movente razzista/xenofobo (la famiglia italiana era percepita come "estranea" in una piccola comunità di montagna). Un investigatore privato ingaggiato dai genitori arrivò alla conclusione che Luca fosse stato vittima di tre adolescenti di famiglie benestanti.
Nonostante petizioni (anche con migliaia di firme), proteste pubbliche, servizi televisivi (come quello su La Vita in Diretta) e articoli su testate italiane (tra cui il Corriere della Sera), l'inchiesta non ha mai portato a imputazioni contro persone. Il caso è stato definitivamente archiviato nel 2023/2024, caduto in prescrizione, senza che sia mai emersa una verità giudiziaria diversa dalla tesi del cane.
Rimane sconcertante la figura del proprietario del Constellation.
Il Moretti ha un passato di sfruttamento della prostituzione ed è finito in carcere in Francia per sequestro di persona e truffa. Quell'esperienza però gli insegnò l'importanza del sesso nell'attirare clienti e al Constellation, il locale finito in cenere a Capodanno, puntava spesso su balli in maschera in stile Eyes Wide Shut - il film di Stanley Kubrick in cui Tom Cruise partecipava ad alcune feste segrete che sfociavano in orge - o su serate di San Valentino con braccialetti colorati a seconda del proprio stato (single o accoppiato).
Nel seminterrato c'era anche il 'Bar Clandestin', uno spazio riservato per i clienti più affezionati…. o “clandestini”?
Gli investimenti della coppia Moretti a Crans-Montana si aggirerebbero sui 20 milioni di franchi, facilitati da prestiti delle banche svizzere. Chi ha garantito per una coppia che è arrivata, a quanto pare, reduce da una vita non facile e all’apparenza non dotata di risorse finanziarie?
Già nei giorni scorsi erano emersi gli affari dei Moretti, tra ristoranti e locali - da Senso a Le Vieux Chalet - agli affari immobiliari di Jessica tra Cannes e Parigi, con la gestione di appartamenti al centro. Ma sui media svizzeri ora qualcuno si fa domande: la loro era solo bravura imprenditoriale, o dietro c'era qualcos'altro? Una domanda che si fanno anche i colleghi ristoratori, qualcuno anche molto stupito dai mancati controlli degli ultimi anni al locale in cui si è consumata la strage (l'ultimo nel 2019).
Il giornale online insideparadeplatz.ch ha inoltre scritto di una trasferta in Corsica (in barca a vela) del Consiglio di Stato Vallese. Che strana coincidenza.
Ci sono altri aspetti meno noti che fanno molto pensare.
Come mi spiega un amico che conosce la Svizzera di località turistiche come Crans Montana, frequentate non solo da turisti del ceto borghese medio alto, ma anche da personalità del mondo dello spettacolo, della finanza, della politica, c’è “un agente del controspionaggio elvetico ad ogni palo della luce”.
L’amico mi assicura che i servizi di intelligence svizzeri non hanno da temere la concorrenza del Mossad.
Possibile che gli 007 svizzeri non si siano mai accorti di nulla e che andasse tutto bene in quel di Crans Montana?
C’è un particolare da notare, in quanto le coincidenze a volte sono assai interessanti e possono anche costituire piste da seguire. Il particolare riguarda, guarda caso, l'ex agente dei servizi segreti svizzeri sanzionato dall'Unione Europea Jacques Baud. Si tratta di un ex colonnello dell'esercito svizzero (nato nel 1955), che ha lavorato tra gli anni '80 e '90 nel Servizio di intelligence strategica svizzero (predecessore dell'attuale Servizio delle attività informative della Confederazione - SIC/NDB), occupandosi di analisi su forze del Patto di Varsavia e altre aree durante la Guerra Fredda. In seguito ha ricoperto ruoli presso il Dipartimento degli Affari Esteri svizzero, l'ONU (incluso come capo del dipartimento di intelligence della missione in Sudan) e programmi NATO, con esperienza in peacekeeping, Africa e addestramento forze armate.
Il 15 dicembre 2025 il Consiglio dell'Unione Europea lo ha inserito in una lista di sanzioni contro individui coinvolti in "attività destabilizzanti" legate alla Russia, nel contesto della guerra in Ucraina. Le accuse specifiche dell'UE sono: agire come portavoce della propaganda filorussa; diffondere teorie complottiste nei media pro-Cremlino (dove appare regolarmente come ospite); accusare l'Ucraina di aver "orchestrato" o provocato la propria invasione per favorire l'ingresso nella NATO.
Le sanzioni comminate includono il congelamento dei beni nell'UE, il divieto di viaggio nell'Unione Europea (incluso transito), il divieto per cittadini e imprese UE di fornirgli fondi o risorse economiche
La Svizzera non ha adottato queste sanzioni specifiche, perché non ha aderito al regime UE introdotto nell'ottobre 2024 contro le "attività destabilizzanti" russe (minacce ibride, disinformazione, ecc.). La SECO (Segreteria di Stato dell'economia) ha confermato di non applicarle, pur seguendo le altre sanzioni UE contro la Russia dal 2022.
La vicenda ha suscitato dibattito in Svizzera, con critiche da alcuni parlamentari e difensori della libertà di espressione, e persino una risoluzione in Gran Consiglio ticinese per tutelare i cittadini svizzeri sanzionati senza processo equo.
Altro particolare interessante me lo suggerisce un uccellino che conosce l’ambiente ebraico.
Dopo l'attentato alla sinagoga Chabad (nota come Nariman House o Chabad House) a Mumbai, attacco terroristico avvenuto il 26 novembre 2008, il Mossad ha dotato le comunità Chabad di agenti del Mossad.
Si deve presumere che uno o più agenti del Mossad siano presenti anche nella comunità ebraica di Crans-Montana dove c’è la Beit Yossef Jewish Community of Crans-Montana and Valais, una comunità affiliata al movimento Chabad-Lubavitch.
Si tratta di una presenza relativamente recente e dinamica, fondata ufficialmente nel 2024, che funge da punto di riferimento per circa 200 famiglie ebraiche in tutto il Vallese. La comunità è guidata dal rabbino Yitzchak Levi Pevzner (o Levi Yitzhak Pevzner), emissario (shliach) Chabad, che opera anche in collegamento con la più ampia struttura Chabad di Ginevra.
La sede della comunità Chabad è a un numero civico di distanza dal locale incendiato e molti giovani della comunità sono tra i feriti.
Il movimento Chabad-Lubavitch (noto anche semplicemente come Chabad) è uno dei rami più dinamici e conosciuti dell'ebraismo chassidico, fondato nel XVIII secolo in Russia e oggi guidato dal lascito del suo ultimo leader spirituale, il Rabbi Menachem Mendel Schneerson (il Rebbe), morto nel 1994. È famoso per la sua rete globale di emissari (shluchim) che promuovono l'ebraismo, l'educazione, la carità e l'aiuto comunitario in migliaia di centri in tutto il mondo, inclusa l'Italia.
Il movimento Chabad-Lubavitch ha un rapporto stretto, pubblico e di lunga data con Donald Trump a partire dal suo primo mandato (2017-2021) e continuato con forza nella campagna 2024 e nel suo secondo mandato iniziato nel 2025.
Non si tratta di un'adesione formale di Trump al movimento (lui non è ebreo osservante), ma di una relazione di supporto reciproco, simbolica e politica. Jared Kushner, genero di Trump è ebreo ortodosso. La famiglia Kushner ha donato centinaia di migliaia di dollari a istituzioni Chabad nel corso degli anni. Jared ha frequentato il Chabad di Harvard da studente e la coppia Ivanka-Jared frequenta spesso sinagoghe Chabad. Nel 2024, durante la campagna elettorale, Trump ha visitato l'Ohel (tomba del Rebbe a New York) il 7 ottobre, anniversario dell'attacco di Hamas, pregando e posando pietre sulla tomba, un gesto tradizionale e molto apprezzato dalla comunità ortodossa. Delegazioni di rabbini Chabad hanno incontrato Trump più volte (anche nel primo mandato). Nel suo secondo mandato (2025), ha continuato a ospitare rabbini Chabad e a lodare pubblicamente il loro lavoro. Inoltre, nel 2025 il Senato ha confermato Yehuda Kaploun, un seguace Chabad, come inviato speciale contro l'antisemitismo (primo chassidico in quel ruolo).
Torniamo alla cronaca.
Questa mattina Jessica e Jacques Moretti saranno ascoltati dal pubblico ministero alle 8:00 nella città svizzera di Sion, capoluogo del Canton Vallese. Secondo BFMTV, questa udienza riguarderà solo la loro "situazione personale" e non i fatti del caso. I proprietari del bar, sotto inchiesta penale da sabato per "omicidio colposo per negligenza, lesioni personali per negligenza e incendio doloso per negligenza", rimangono liberi di parlare con chi vogliono e di concordare con chi vogliono dichiarazioni e testimonianze.
Nonostante sia evidente che in un paese piuttosto piccolo l’inquinamento delle prove possa essere possibile, i due corsi non sono stati posti né in custodia cautelare né agli arresti domiciliari.
Motivo? "Finora non abbiamo avuto prove concrete che suggeriscano una fuga", ha spiegato Béatrice Pilloud, Procuratrice generale del Canton Vallese.
Contattato da BFMTV, l'avvocato Sébastien Fanti, che rappresenta, come s’è detto, diverse famiglie delle vittime, auspica che le nuove udienze di oggi costituiscano l'occasione per la “detenzione preventiva dei due proprietari”.
Il suo collega, Romain Jordan, che fornisce consulenza a diverse famiglie, ha dichiarato mercoledì di temere la distruzione delle prove da parte dei gestori del bar o di uno dei loro parenti.
Conclusione provvisoria. Ogni giorno emergono particolari che fanno capire che l’incendio si inserisce in un orizzonte più vasto che sta mettendo a nudo una rete di strani rapporti, di connivenze, di possibili vendette trasversali di vario tipo e specie.
La questione, oltre che essere giudiziaria, è sempre più oggetto di intelligence e, al di là di quel che dirà una magistratura svizzera che sembra incapace, dovrebbe essere indagata per quello che rappresenta anche sul piano internazionale.
Questa vicenda, la si veda come si vuole, comunque ha disastrato l’immagine della Svizzera che esce irrimediabilmente a pezzi.
Dulcis in fundo. Si può sapere cosa ci faceva un tizio sulle spalle di un altro per avvicinare la fiamma al soffitto?








