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IL BALLO CON L’ORSO CONTINUA MENTRE AL FRONTE SI MUORE

IL BALLO CON L’ORSO CONTINUA MENTRE AL FRONTE SI MUORE

“Siamo vicini”. “Non si sa quando”. “Ci sarà un incontro tra Usa e Ue in Ucraina”. “Putin e Trump si sono parlati”. “Il piano funziona al 90 per cento”. “In discussione il Donbass”. “I Volonterosi si riuniranno a Parigi”. Bla bla bla.

Il ballo con l’orso continua come sempre e la storia finirà sul campo, con la conquista militare del Donbass e la conseguente dichiarazione del Cremlino di aver concluso la guerra.

In questo modo Zelensky salverà la faccia, in quanto non concederà ufficialmente i suoi territori che saranno di fatto a disposizione della Russia.

A dimostrazione che quanto andiamo affermando è uno scenario più che possibile arriva quanto afferma il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov, il quale ha dichiarato che "la Russia sta valutando la fine del conflitto militare nel contesto del raggiungimento dei suoi obiettivi".

Il portavoce del Cremlino ha ricordato la dichiarazione del presidente statunitense. "Qui, sarebbe probabilmente opportuno ricordare la ripetuta dichiarazione di ieri del presidente degli Stati Uniti Donald Trump – ha detto Peskov -, che, apparentemente rivolgendosi ai suoi interlocutori ucraini, ha ricordato loro che l'Ucraina sta perdendo territori e continuerà a perderli, e che la situazione di domani sarà diversa da quella di oggi".

Si arriverà ad una soluzione coreana, come alcuni, noi compresi su questo giornale, abbiamo ipotizzato da tempo e si partirà con la ricostruzione dell’Ucraina, garantita formalmente da una sorta di articolo 5 della Nato, che lascia il tempo che trova, mentre la vera garanzia sarà il business tra Russia e Stati Uniti nell’Artico.

L’Unione Europea fingerà di aver avuto parte essenziale. I Volonterosi manterranno inalterata e inalberata la loro volontà (ai due comandanti rimangono solo le bandiere).

Si farà nel 2026 quello che si poteva fare due anni prima.

L’Ucraina, se entrerà nell’Unione Europea, la disastrerà fino a farla crollare, a cominciare dalle proteste degli agricoltori che si vedranno portar via più della metà della Pac (la politica agricola comunitaria) che andrà a Kiev.

In buona sostanza a decidere saranno le armi e il business. La pace giusta rimarrà nelle cronache. I leader europei rimarranno quello che sono, ossia il vuoto assoluto e si consoliderà l’asse Trump-Putin che è parte di un riassetto mondiale delle zone di influenza.

Ora il calendario è legato alla quantità di intervento sul fronte che la Russia vorrà sviluppare, visto che sta avanzando continuamente, anche se lentamente, ma con l’impiego di pochissime truppe.

Nel frattempo la Russia ha concluso la leva militare autunnale, chiamando in servizio 135.000 coscritti.

In una nota diffusa dalla Tass, il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che “come nelle precedenti leve dell'esercito, i coscritti russi avevano il diritto di scegliere il servizio militare in vari rami militari e forze armate, tenendo conto delle loro condizioni di salute e dei risultati della selezione psicologica professionale, ha affermato. "La maggior parte delle reclute è stata assegnata a unità di addestramento e formazioni militari, dove impareranno a utilizzare l'equipaggiamento militare moderno e otterranno una specializzazione militare. […] Il personale militare di leva che ha svolto il servizio militare previsto – conclude il comunicato - è stato congedato nei tempi previsti e rimandato ai luoghi di residenza".

Normale avvicendamento, pertanto, con coscritti che, a quanto pare, saranno impiegati in vari servizi, ma non direttamente al fronte.

Il Cremlino ritiene inoltre "sconsigliabile" commentare pubblicamente i punti in discussione nel piano di pace per l'Ucraina. "Attualmente - ha dichiarato Peskov, citato da Interfax - riteniamo sconsigliabile commentare singoli punti in discussione o rilasciare dichiarazioni pubbliche".

La diplomazia non si fa sui media.

Infine il Cremlino ha dichiarato di concordare con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul fatto che i colloqui per porre fine alla guerra in Ucraina siano nella fase finale. Alla domanda dei giornalisti se Mosca condivida la valutazione di Trump dopo i colloqui con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha risposto: "Certamente".

Vedremo cosa ci riserva il nuovo anno.

P.S. Al fronte si muore. 

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