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I BRITANNICI PREDICATORI DI GUERRA, MA SENZA FORZE ARMATE CREDIBILI

I BRITANNICI PREDICATORI DI GUERRA, MA SENZA FORZE ARMATE CREDIBILI

“Praticamente tutti concordano sul fatto che le forze armate britanniche siano esaurite. Il numero delle truppe è in calo, il morale è basso e alcune attrezzature obsolete sono in pessimo stato”.

A scriverlo non è un facinoroso putiniano, ma Jonathan Beale, corrispondente della difesa in un articolo pubblicato dalla BBC il 12 maggio 2025, ossia mentre Keir Starmer, con il suo sodale Emmanuel Macron, cercava di mettersi alla testa dell’armata di contrasto alla Russia per salvare la sicurezza del Vecchio Continente a loro dire minacciato dal Cremlino.

In buona sostanza, il Regno di re Carlo III si propone come una potenza, ma ha i muscoli flaccidi e, pertanto, millanta una forza che non ha; si propone come guida dei “Volonterosi” per difendere l’Europa occidentale, ma lo fa millantando credito. Continua a lavorare per la prosecuzione della guerra in Ucraina, facendola pagare all’Unione Europea, millantando una potenza militare che è allo stremo delle forze.

In sintesi, il Regno unito bara.

La "Coalizione dei Volonterosi" (in inglese Coalition of the Willing) è stata infatti fondata ufficialmente il 17 febbraio 2025 a Parigi.

L'iniziativa è partita da Emmanuel Macron (presidente francese) e Keir Starmer (primo ministro britannico), con l'obiettivo di coordinare il sostegno all'Ucraina contro l'invasione russa, raggruppando circa 37 paesi (tra membri UE, NATO, Commonwealth e potenze extra come Giappone, Australia e Nuova Zelanda).

Ebbene, come scriveva impietosamente la BBC a maggio 2025, due mesi dopo la buffonata della costituzione dei Volonterosi: “praticamente tutti concordano sul fatto che le forze armate britanniche siano esaurite. Il numero delle truppe è in calo, il morale è basso e alcune attrezzature obsolete sono in pessimo stato”.

Impressionante il racconto di come è ridotta la marina di Sua maestà, quella che un tempo garantiva il dominio dei mari.

Jonathan Beale, scrive: “In un giorno di marzo di quest'anno, un sottomarino britannico dotato di armi nucleari è rientrato silenziosamente alla sua base sulla costa occidentale della Scozia dopo un record di 204 giorni sott'acqua. L'HMS Vanguard aveva a bordo 130 membri dell'equipaggio. Avevano trascorso quasi sette mesi senza aria fresca né luce solare, e con scarse possibilità di comunicazione. Si suppone che i pattugliamenti dei sottomarini nucleari del Regno Unito non durino più di tre mesi. Ma gli ultimi otto pattugliamenti hanno tutti superato i cinque mesi, poiché la flotta di sottomarini della Marina, ormai obsoleta, richiede sempre più tempo per la manutenzione. Ciò significa che i sommergibilisti a bordo trascorrono sempre più tempo sott'acqua. Un sommergibilista che era a bordo di una di quelle lunghe pattuglie mi descrisse una situazione preoccupante in cui l'equipaggio era a corto di cibo e medicinali. Verso la fine della pattuglia descrisse come i membri dell'equipaggio, affamati, rovistassero in cerca di scatolette di cibo in scomparti nascosti all'interno del sottomarino. Disse che avevano persino dovuto fare il pane con la crema pasticcera, perché avevano finito la farina”.

Rule, Britannia. Britannia, rule the waves. Domina Britannia. Britannia domina le onde. Così si sente in una celebre canzone del 1740 che celebra la marina inglese. Oggi la marina del fabiano Keir Starmer e di quel Regno Unito di Sua maestà che vorrebbe dettare l’agenda bellica all’intera Europa e, possibilmente anche agli Stati Uniti, è ridotta alla crema pasticciera.

“Politici di ogni schieramento, insieme ai vertici militari – scrive sempre Jonathan Beale per la BBC -, ammettono che le forze armate britanniche sono state "svuotate". Questo vale per la Royal Navy e la RAF, e forse in modo più grave per l'esercito britannico.

Nel 2010 l'esercito regolare contava quasi 110.000 uomini. Nel maggio del 2025, scrive Jonathan Beale “sta faticando a raggiungere l'obiettivo di 73.000 soldati, insufficienti per riempire il Principality Stadium di Cardiff”.

Justin Crump, ufficiale della Riserva dell'Esercito e direttore della società di intelligence e gestione dei rischi Sibylline, sostiene – così ci dice la BBC - che l'incremento della tecnologia non compenserà la carenza di equipaggiamento militare: "Abbiamo grandi lacune e non le colmeremo dall'oggi al domani".

“In base agli impegni assunti con la NATO – scrive sempre Jonathan Beale -, il Regno Unito dovrebbe essere in grado di schierare decine di migliaia di soldati con breve preavviso per difendere qualsiasi territorio della NATO, con una divisione di combattimento composta da carri armati, artiglieria e mezzi corazzati pesanti. Ma un ex generale di alto rango ha dichiarato alla BBC che in una vera guerra esaurirebbe munizioni, pezzi di ricambio e rifornimenti nel giro di settimane o addirittura giorni. La Gran Bretagna non ha molto in termini di difese aeree terrestri: non sono sufficienti a proteggere le basi militari chiave del Paese, per non parlare delle sue città”.

Secondo le testimonianze del giornalista della BBC, nella base militare Nato in Estonia, si sono visti, per quanto riguarda il contributo inglese, vecchi carri armati Challenger 2 e veicoli blindati Warrior. Quello che un ex generale ha descritto come "equipaggiamento ereditato dagli anni '80": vecchio e in diminuzione.

“Circa 1.000 soldati britannici – afferma Jonathan Beale - sono di stanza sul sito. Al momento della visita dei parlamentari, erano armati con alcuni droni, anche se non molti. Né disponevano di molti sistemi per bloccare o disturbare i droni nemici. Possedevano anche una manciata di pezzi d'artiglieria a lungo raggio, importanti per la guerra terrestre. L'esercito britannico ne ha attualmente solo 14. Persino la piccola Estonia ne ha il doppio”.

L'anno scorso [2024,ndr], le forze armate del Regno Unito perdevano ogni mese 300 unità a tempo pieno in più rispetto a quelle che avevano reclutato.

Un sondaggio YouGov del settembre 2023 ha rilevato che solo il 28% dei britannici sarebbe favorevole a un anno di servizio militare. I giovani erano particolarmente contrari.

Questo quadretto ci dà l’esatta percezione di quanto le buffonate dei Volonterosi siano solo propaganda bellicista, volta a creare un clima di tensione e di paura che, alla fine, produce solo continui esborsi di soldi all’Ucraina, che, secondo lor signori, deve continuare a combattere per infiacchire la Russia che, a quanto pare di farsi infiacchire ha dimostrato di non essere disposta.

Ed ecco che, per chiudere, vale a tutti gli effetti il monito di Leone XIV: “Fragili sono le menti e le vite dei giovani costretti alle armi, che proprio al fronte avvertono l’insensatezza di ciò che è loro richiesto e la menzogna di cui sono intrisi i roboanti discorsi di chi li manda a morire”.

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