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UCRAINA, MESSAGGI TRASVERSALI E REALTÀ DEL FRONTE

UCRAINA, MESSAGGI TRASVERSALI E REALTÀ DEL FRONTE

Mentre Zelensky tratta con Donald Trump e gli europei stanno in sala d’attesa, volano i messaggi del Cremlino in direzione di Washington, ma la situazione sul campo parla più di tante parole.

Una cartina di un analista chiaramente filo ucraino, ma come molti altri, onesto nel descrivere la realtà, ci fornisce un’indicazione che dice molto al riguardo di quale sia il possibile prossimo futuro del campo di battaglia.

fortificazioni

Come si può ben vedere dalla cartina di Clement Molin, l’Ucraina sta costruendo fortificazioni (linee gialle) ben collegate tra di loro e su due o tre linee difensive, in una posizione arretrata nei confronti di Kupyansk, Lyman, Kramatorsk e Pokrovsk. È evidente che si dà per scontato che quella parte del territorio è destinata a cadere nelle mani russe.

Interessanti anche le fortificazioni che servono a proteggere Zaporižžja.

Non è impossibile che le fortificazioni servano a definire anche un possibile confine che stabilisca i territori del cessate il fuoco.

Vedremo nei prossimi giorni o mesi come si evolverà il conflitto, tenendo presente che l’Ucraina, prima ancora di essere a corto di mezzi è a corto di uomini ed è costretta a mandare la sue truppe a tappare i buchi del fronte spostandole in continuazione.

Per quanto riguarda la messaggistica, che sembra una sorta di tam tam accompagnato dalle volute di fumo, Putin ha detto che se non c’è un accordo conquisterà quello che vuole (ossia il Dombass) con la forza e il ministro degli Esteri russo Lavrov, in un’intervista alla Tass, ha avvertito l’Europa, dopo aver precisato che la Russia non intende attaccare nessuno, che se “qualcuno prendesse in considerazione l’idea di attaccare la Russia, subirebbe un colpo devastante».

Per Lavrov l’Occidente è colpevole di «chiudere gli occhi sugli scandali di corruzione in Ucraina e non cambiare i suoi piani di utilizzare Kiev come ariete contro la Russia».

In un'intervista alla TASS, Lavrov ha affermato: “Il mio messaggio ai politici europei, che sembrano avere difficoltà a comprendere questo fatto - spero che leggano questa intervista - è di ripetere ancora una volta che non c'è motivo di temere che la Russia attacchi qualcuno. Tuttavia, se qualcuno prendesse in considerazione l'idea di attaccare la Russia, si troverebbe di fronte a un colpo devastante".

In precedenza, il capo di Stato russo aveva avvertito che qualsiasi attacco nel profondo della Russia con armi a lungo raggio di fabbricazione occidentale avrebbe incontrato una "risposta schiacciante".

Già nel 2023, Putin aveva osservato che gli attacchi di rappresaglia della Russia sarebbero stati "assolutamente inaccettabili per qualsiasi potenziale aggressore". "Dal momento in cui viene rilevato il lancio di un missile, indipendentemente dalla sua provenienza – da qualsiasi punto degli oceani o da qualsiasi territorio – seguirà un contrattacco, con così tanti missili, così tante centinaia dei nostri missili che appariranno in aria che nessun nemico avrà la minima possibilità di sopravvivere", aveva affermato Putin.

L’avvertimento, è rivolto agli europei che, con gli inglesi in testa, si contraddistinguono nel voler proseguire la guerra in Ucraina nella logica di sfiancare la Russia, cosa già tentata con evidente insuccesso.

Diverso il messaggio che vola su volute di fumo nei confronti degli Usa.

Sempre il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, in un'intervista alla TASS di ieri, ha detto che l'aggiornamento della Strategia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti (il documento pubblicato qualche giorno fa dalla Casa Bianca, ndr) non contraddice il dialogo in corso con la Russia, ma Mosca ne valuterà i risultati sulla base dei successivi passi compiuti da Washington.

“Per quanto riguarda la teoria, alcune delle idee esposte in questa strategia – ha aggiunto Lavrov - non sono in contrasto con gli sforzi per promuovere il dialogo tra Russia e Stati Uniti”

Nell’intervista Lavrov ha affermato che “gli Stati Uniti hanno contribuito attivamente al processo di risoluzione della questione ucraina nel 2025 sotto l'amministrazione Trump, tenendo una pletora di consultazioni e proponendo piani di pace. […]. La Russia apprezza gli sforzi del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del suo team per raggiungere un accordo di pace. Ci impegniamo a continuare a collaborare con i negoziatori americani per elaborare accordi duraturi che affrontino le cause profonde del conflitto”.

Tuttavia, le affermazioni più importanti riguardano la nuova postura degli Usa, che Mosca ritiene positivi.

“La Strategia di Sicurezza Nazionale aggiornata degli Stati Uniti – ha detto Lavrov - non designa più la Russia come una minaccia immediata e diretta. Al contrario, la presenta come un partner in termini di sicurezza strategica. […]. Basti pensare al modo in cui gli Stati Uniti hanno rivisto la propria politica, basandosi su un concetto globalista di ordine basato su regole. […]. Parlando della Russia, un aspetto degno di nota è il fatto che la strategia non contiene alcun invito a sottoporre il nostro Paese a una politica di contenimento e deterrenza a livello di sistema. Potrebbe essere la prima volta che gli Stati Uniti mettono pubblicamente in discussione l'impegno di lunga data della NATO all'espansionismo, pur non impegnandosi a non espandere la NATO. Per quanto riguarda la teoria, alcune delle idee esposte in questa strategia non sono in contrasto con gli sforzi volti a promuovere il dialogo tra Russia e Stati Uniti”.

Diverso l’atteggiamento di Mosca nei confronti dei Paesi europei. “Vediamo – ha detto Lavrov - che il regime di Vladimir Zelensky e i suoi curatori europei non sono pronti a impegnarsi in colloqui costruttivi. Kiev persiste nei suoi tentativi di cambiare la situazione in prima linea, dove l'esercito russo detiene saldamente l'iniziativa. Questo regime terrorizza i civili prendendo di mira le infrastrutture civili del nostro Paese con i suoi atti di sabotaggio. Nel frattempo, quasi tutti i paesi europei, con poche eccezioni, hanno riempito di denaro e armi il regime di Kiev. Sognano che l'economia russa crolli sotto la pressione delle loro sanzioni. Dopo l'ascesa al potere di una nuova amministrazione negli Stati Uniti, l'Europa e l'Unione Europea sono emerse come i principali ostacoli alla pace. Non nascondono il fatto che si stanno preparando a combattere con la Russia sul campo di battaglia”.

“È difficile dire  - afferma Lavrov - se leader come Ursula von der Leyen, Friedrich Merz, Keir Starmer ed Emmanuel Macron e simili abbiano raggiunto un punto di non ritorno. Vediamo che finora il partito europeo della guerra ha investito il suo capitale politico nell'infliggere una sconfitta strategica alla Russia, ed è pronto a tutto. Queste ambizioni li hanno letteralmente accecati. Non solo non si preoccupano degli ucraini, ma non si preoccupano nemmeno del loro popolo. Questo è l'unico modo per spiegare il fatto che in Europa si parli ancora di inviare forze militari in Ucraina come parte della cosiddetta coalizione dei volenterosi. Abbiamo detto più volte che in questo caso le nostre Forze Armate le considererebbero un obiettivo legittimo”.

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