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ISRAELE RICONOSCE IL SOMALILAND E CAMBIA GLI EQUILIBRI DEL CORNO D’AFRICA

ISRAELE RICONOSCE IL SOMALILAND E CAMBIA GLI EQUILIBRI DEL CORNO D’AFRICA

Con un annuncio a sorpresa Israele cambia la carta geopolitica del Corno d’Africa e si pone come potenza di controllo dell’accesso al Mar Rosso.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato il riconoscimento ufficiale dello “Stato indipendente e sovrano” del Somaliland, un territorio grande com il nord Italia e con  4,2 milioni di abitanti, che ora diventa un asset strategico nel Corno d’Africa per Israele e per gli Accordi di Abramo.

Somaliland cartasomaliland tre

Come si può ben comprendere dando uno sguardo alla cartina, la possibilità di avere una propria base in Somaliland mette Israele nelle condizioni di controllare l’ingresso nel Mar Rosso e di fare concorrenza a Gibuti.

Va considerato che il porto di Berbera è stato oggetto nel 2023 di investimenti della multinazionale Dubai Ports World, che si è assicurata la gestione del porto per 30 anni.

In quattro anni è quadruplicato il movimento dei container e si è creata nuova occupazione. Per la sua posizione il porto fa concorrenza a Gibuti e guarda al mercato etiopico.

Se consideriamo la presenza trentennale di Dubai, il Somaliland potrebbe ragionevolmente entrare nella logica degli Accordi di Abramo.

Il riconoscimento di Israele è una “prima” assoluta per questa Repubblica autoproclamata che si è separata dalla Somalia e che fino a ieri non era stata riconosciuta da nessun altro Paese.

Non va sottovalutato anche il valore simbolico e paradigmatico del riconoscimento di una autoproclamata repubblica in un periodo particolare come questo, nel quale si discute del diniego del diritto delle due repubbliche autoproclamatesi indipendenti dall'Ucraina, ossia le due repubbliche del Donbass, di essere riconosciute e di aderire alla Federazione russa. 

Il primo ministro Netanyahu, il ministro degli Esteri (Gideon) Sa’ar e il presidente della Repubblica del Somaliland hanno firmato una dichiarazione congiunta e reciproca”, si legge in un comunicato dell’ufficio del capo del governo israeliano.

Il presidente del Somaliland ha accolto con favore l’annuncio di Israele sul riconoscimento del Paese come stato indipendente e ha affermato che la decisione segna l’inizio di una “partnership strategica”.

“Questo è un momento storico: accogliamo calorosamente il riconoscimento della Repubblica del Somaliland da parte del primo ministro dello stato di Israele e affermiamo la disponibilità del Somaliland ad aderire agli Accordi di Abramo”, che normalizzano le relazioni con Israele, ha scritto Abdirahman Mohamed Abdullahi su X.

Negli ultimi anni Israele ha valutato potenziali accordi con diversi Stati africani e ha manifestato un crescente interesse per il Somaliland, regione separatista situata nel nord della Somalia.

Il Somaliland ha dichiarato l’indipendenza dalla Somalia nel 1991, ma finora non era riuscito a ottenere il riconoscimento da alcuno Stato membro delle Nazioni Unite. Il riconoscimento da parte di Israele rafforza ora il ruolo del Somaliland nella promozione della pace e della stabilità nel Corno d’Africa.

I ministri degli Esteri di Somalia, Egitto, Turchia e Gibuti hanno condannato il riconoscimento del Somaliland da parte di Israele. “I ministri hanno affermato il loro totale rifiuto e la condanna del riconoscimento da parte di Israele della regione del Somaliland, sottolineando il loro pieno sostegno all’unità, sovranità e integrità territoriale della Somalia”, si legge in un comunicato del ministero degli Esteri egiziano.

Somaliland è strategica soprattutto per il porto di Berbera, il quale va acquistando un peso importante per l’aumento del trasporto marittimo di merci.

Berbera

A favorirne lo sviluppo, come s’è detto, ha contribuito notevolmente la DP World (Dubai Ports World), compagnia multinazionale con sede a Dubai (Emirati Arabi Uniti), specializzata in servizi marittimi di cargo e trasporto container. La multinazionale coltiva interessi commerciali in 34 paesi, 12 dei quali in Africa e in Medioriente. Con un investimento di 442 milioni di dollari, si è assicurata 30 anni di concessione nella gestione del porto. Ha inoltre stabilito l’Area economica di Berbera, una zona di libero commercio finalizzata ad attrarre nuovi investimenti di imprese estere.

Il Somaliland potrebbe dare un’opportunità anche all’Etiopia, che ha una popolazione di quasi 120 milioni di abitanti ed è un paese tutt’ora senza sbocco al mare. Il governo ha quindi grande necessità di trovare strade per i servizi necessari al paese. DP World ha stimato che due terzi delle merci che transitano nel porto di Berbera, soprattutto granaglie, cibi processati, macchinari e materiali da costruzione, saranno destinati al mercato etiopico.

Berbera ha un grande valore strategico, in quanto tra il porto e Addis Abeba vi sono circa 900 km, gli stessi che vi sono tra Gibuti e la capitale etiopica.

Al momento il 90% del commercio etiopico passa attraverso Gibuti, uno stato che confina a sud con la Somalia, a nord con l’Eritrea e a sudovest con l’Etiopia. Il porto di Berbera ha quindi tutti i requisiti per competere con i rivali, spostando gli equilibri geopolitici dell’area.

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