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ARTICOLI DEL DIRETTORE

L’UNIONE EUROPEA È ORMAI UNA DITTATURA STALINISTA

L’UNIONE EUROPEA È ORMAI UNA DITTATURA STALINISTA

Prendersela con i filorussi utilizzando logiche staliniste. È questa la deriva totalitaria dell’Unione Europea, ormai fuori da ogni regola che abbia minimamente a che fare con la democrazia.

Come ha spiegato molto bene ieri su questo giornale Andrea Zhok, qualche giorno fa il Consiglio dell’Unione Europea, organo esecutivo, ha sanzionato il colonnello Jacques Baud ed altri 11 soggetti (individui e persone giuridiche). Le sanzioni implicano il congelamento dei beni, il divieto a tutti i cittadini e alle imprese dell'UE di mettergli a disposizione fondi, di permettergli attività finanziarie o concedergli risorse economiche, oltre ad un divieto di viaggio. In sostanza ciò equivale a dichiarare la morte civile del cittadino colpito, che non può più accedere legalmente ad alcuna forma reddituale, né pregressa, né nuova, e non può spostarsi.

Ha ragione Andrea Zock, ormai l’Unione Europea è il luogo del più totale arbitrio.

Va anche detto che i cittadini degli Stati membri rispondono alle loro Costituzioni e non ad una Costituzione europea che non c’è.

Personalmente ho giurato fedeltà alla Repubblica Italiana e alla sua Costituzione e la Costituzione della Repubblica italiana, all’Articolo 21 recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

Se ne deduce che chiunque abbia giurato fedeltà alla Repubblica Italiana e alla sua Costituzione non può aderire a decisioni di organismi che non hanno alcuna legittimità per privare della loro libertà di espressione e di movimento, nonché del possesso dei loro beni, dei cittadini.

Riprendo da suo profilo Facebook quanto scrive il generale Paolo Capitini, che ascolto spesso sul canale Parabellum e che considero un saggio. Spero che non me ne voglia per aver ripreso quanto esprime con chiarezza cristallina.

Ecco il suo pensiero.

“La terra è piatta. I cinesi rilasciano scie chimiche velenose. Mussolini ha fatto anche cose buone. Soros è il Grande Vecchio che sta dietro al governo mondiale e poi i Rettiliani, i vaccini col microchip... La lista delle sciocchezze o per lo meno delle interpretazioni bizzarre di fatti comuni potrebbe continuare a lungo, ma mi fermo qui. Si tratta pur sempre di opinioni, di punti di vista o di percezioni personali, spesso poco o per nulla supportati da fatti o dati oggettivi. Dal 24 febbraio 2022 la Federazione russa e la Repubblica di Ucraina stanno combattendo una guerra feroce e lunga che, come tutte le guerre, ha cause complesse e lontane sulle quali si possono avere interpretazioni e opinioni diverse. Un’altra banalità? Mica tanto. Per l’Unione Europea c’è scemenza e scemenza, soprattutto quando si parla di Russia e Ucraina. La vulgata di Von der Leyen, Kallas, Kubilius&Friends è che l’Ucraina sta vincendo, che la Russia sta perdendo e che l’ineluttabile destino dell’Europa, coesa in una tetragona Unione al cui cospetto la Lega Santa appare come il club del burraco, guiderà - e vincerà - la crociata contro l’Orso oggi russo e un tempo sovietico. DEUS VULT. E guai a contraddire il racconto; si finisce nei guai, quelli veri. Tutto bene se invece si segue la gliconarrativa della Commissione tradotta nelle 24 lingue dell’Unione e si sostiene che i russi ci attaccheranno entro il 2030 se non prima. Non lo dico io, ma il Ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, il quale ci ha avvertito che l'estate appena trascorsa potrebbe essere stata l'ultima di pace per l'Europa. Giù allora 850 miliardi di euro per il muro di droni, la coalizione dei volenterosi e altre amenità simil guerresche. Tutto bene se si plaude alle paterne parole del generale francese Fabien Mandon che ha invitato i suoi concittadini a prepararsi alla possibilità di perdere i propri figli ”in un futuro scontro con la Russia. E vogliamo dimenticare altre perle di saggezza come quelle che vedono i russi che smontavano le lavatrici per recuperare i microchip con cui costruire i missili? Gli attacchi a colpi di vanga che non si vedevano dai tempi della Somme o le ondate di soldati malati di AIDS che si facevano esplodere nelle trincee ucraine per spargere il morbo? Basta così? E mica tanto. Siamo arrivati anche ai siberiani cannibali e ai forni crematori campali. Altri due mesi e arriveranno anche gli Zombie presi direttamente da “La notte dei morti viventi” di Romero e spediti in Donbass. Insomma, di fesserie se ne possono dire e se ne dicono tante, basta che siano le scemenze con il bollino CE”.

“Forse – continua il generale Paolo Capitini - fesserie le avrà anche dette Jacques Baud, cittadino svizzero, ufficiale dell’esercito elvetico in congedo oggi residente a Bruxelles. Altre scemenze le avrà sicuramente dette anche Xavier Moreau, cittadino francese già ufficiale de l’Armée de Terre e oggi uomo d’affari. Ad entrambi l’Unione Europea, in attuazione del regolamento 2024/2642 concernente misure restrittive in considerazione delle attività destabilizzanti della Russia, ha comminato non un semplice rimbrotto ma dure misure limitative della libertà. In particolare, sono stati loro congelati i conti correnti e ogni altro bene mobile e immobile; è stato fatto loro divieto di transito e movimento all’interno dell’Unione Europea e in aggiunta il divieto di effettuare qualsiasi transazione finanziaria. Complimenti! Come recita il dispositivo pubblicato il 15 dicembre 2025 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea: “Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri” Firmato Kaja Kallas (Cinquantenne politica estone che oggi riveste la carica di “Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza”). Guarda, guarda! Se vale per tutti, vale anche per noi, cittadini della Repubblica italiana. Accidenti. Credevo che per bloccarmi i conti, impedirmi di muovermi nel mio paese e precludermi la possibilità persino di un bonifico ci volesse un provvedimento di un giudice, il quale avrebbe dovuto formulare accuse circostanziate, raccogliere prove e – soprattutto – avrebbe dovuto concedermi la possibilità di difendermi davanti ad un tribunale. Mi sembra si chiami giustizia. Se invece basta una firma di un funzionario non eletto per precludere diritti fondamentali allora questo suona molto simile al KOMPROMAT del buon vecchio KGB. Ma non eravamo noi i bianchi paladini della democrazia e dei diritti dell’Occidente?”.

Che dire?

Kaja Kallas, una funzionaria, membro di un consesso di funzionari, firma un regolamento che deve superare la Costituzione Italiana? Un regolamento dell’Unione Europea è più importante dei sacri principi della Costituzione Italiana alla quale ho giurato fedeltà?

Gradirei avere una risposta da qualche illustre giurista.

Ha perfettamente colto nel segno J.D.Vance quando a Monaco ha detto a proposito dell’Europa: “Quello che mi preoccupa è la minaccia dall’interno: l’arretramento dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali, valori condivisi con gli Stati Uniti d’America”.

“Guardo a Bruxelles – ha detto ancora Vance - dove i commissari dell’UE hanno avvertito i cittadini della loro intenzione di chiudere i social media durante i periodi di disordini civili nel momento in cui individuano ciò che hanno giudicato come “contenuti odiosi”. O in questo stesso Paese, dove la polizia ha effettuato retate contro cittadini sospettati di aver postato commenti antifemministi online come parte della “giornata d’azione contro la misoginia su Internet”.

“Ora – ha detto ancora Vance -, a molti di noi dall’altra parte dell’Atlantico, sembra sempre più che i vecchi interessi radicati si nascondano dietro a brutte parole dell’era sovietica come “malainformazione” e “disinformazione”, che semplicemente non amano l’idea che qualcuno con un punto di vista alternativo possa esprimere un’opinione diversa o, Dio non voglia, votare in modo diverso o, peggio ancora, vincere le elezioni”.

Una delle regole fondamentali della democrazia è che la libertà di pensiero e di espressione comporta che anche le tesi più assurde vadano contrastate con il pubblico dibattito, con prove inconfutabili che si tratta di opinioni false o, comunque, con opinioni diverse.

Se le espressioni libere delle opinioni sono passibili di azioni giudiziarie, deve essere un organo giudiziario competente ad occuparsene, non un organo esecutivo o, peggio ancora, un organo amministrativo.

Se i suddetti colpiti dagli strali dell’Unione Europea hanno compiuto qualche atto che va contro la legge li si deferisca agli organi giudiziari dei loro Paesi, con delle circostanziate denunce o querele affinché possano difendersi ed essere giudicati.

Solo in una dittatura stalinista si può privare della propria libertà un cittadino per via amministrativa.

Con i provvedimenti presi nei confronti dei suddetti soggetti l’Unione Europea si è dichiarata una dittatura stalinista.

Rimane una curiosità che dovrebbe avere ogni cittadino italiano. Cosa ha da dire in merito il Governo Italiano? Cosa ne pensa ilo Presidente della Repubblica Italiana? Cosa ne pensa il Parlamento italiano?

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