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In Europa avanza la destra

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Europa

Per il PPE è l’ora della scelta

L’ascesa dell’estrema destra francese ha raggiunto un altro traguardo domenica, con il Rassemblement National di Marine Le Pen che ha registrato il miglior risultato di sempre al primo turno delle elezioni comunali, considerate un banco di prova per le sue ambizioni presidenziali.

Il sindaco uscente Louis Aliot è stato rieletto agevolmente a Perpignan, l’unica città con una popolazione superiore a 100.000 abitanti in cui il partito aveva già presentato le proprie candidature. I candidati del Rassemblement National hanno dominato il primo turno anche a Tolone e sono stati testa a testa con la sinistra a Marsiglia e Nîmes.

A ulteriore dimostrazione dello spostamento degli elettori conservatori verso l’estrema destra, Éric Ciotti, ex leader del partito di centro-destra Les Républicains e ora alleato di Le Pen, ha ottenuto un netto vantaggio a Nizza, città della Costa Azzurra, con 10 punti di distacco dal sindaco di lunga data Christian Estrosi, dell’alleanza di centro-destra di Macron.

La destra avanza anche in Spagna.

Nelle elezioni regionali di Castiglia e León gli elettori hanno dato la vittoria al Partito Popolare.

Il Partito Popolare ha così ottenuto una terza vittoria indiscussa in questa serie di elezioni che proseguirà fino all’estate con le elezioni andaluse, ma, come nei casi di Estremadura e Aragona , il successo, sebbene molto notevole, non è sufficiente e il Partito Popolare dovrà decidere se fare un’alleanza con Vox.

La maggioranza assoluta nel parlamento regionale prevede 42 seggi.

Il Partito Popolare (PP) ha ottenuto il 35,46% dei voti, quattro punti percentuali in più rispetto al 2022, il che si traduce in 33 seggi.

Nonostante questo chiaro successo, dovrà formare una coalizione, e l’unica alternativa possibile è quella di allearsi con Vox, che ha ottenuto un ottimo risultato, anche se non ha superato la soglia che si era posto del 20% dei voti.

Il PSOE ha tenuto e tira un respiro di sollievo.

Il partito di Santiago Abscal, con Carlos Pollán come candidato di punta, ha migliorato i suoi risultati rispetto a quattro anni fa, ottenendo il 18,9%, il che significa occuperà 14 seggi.

Le elezioni anticipate in Extremadura e in Aragona, convocate a poche settimane di distanza, sono state un laboratorio politico che fa registrare l’avanzamento della destra spagnola.

In entrambe le comunità autonome il Partito Popolare ha vinto, ma non ha ottenuto la maggioranza e Vox cresce e occupa il centro della scena.

In Extremadura il PP ha ottenuto 29 seggi su 65 con il 43,18% dei voti, mentre Vox è salito a 11 seggi con il 16,90%; il PSOE è crollato a 18 seggi (25,72%) e la coalizione di sinistra Unidas por Extremadura ha raggiunto 7 seggi con il 10,25%.

In Aragona il verdetto elettorale ha visto la vittoria del PP, che ha ottenuto 26 seggi (34,17%), ma Vox ha fatto registrare un netto avanzamento, raddoppiando i suoi rappresentanti fino a quota 14 (17,84%).

Il PSOE, pur restando seconda forza regionale, scende a 18 seggi (24,37%).

Le elezioni regionali spagnole fanno inoltre registrare la pratica scomparsa delle ali di estrema sinistra come Podemos e Sumar, i cui voti, evidentemente, sono confluiti nel PSOE.

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  • Redazione

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