Progetti politici ed economici si presentano in nome della libertà, ma, in realtà, sono schiavi degli idoli e del potere
“La libertà si realizza nel dono, nella comunione, nell’incontro e nel dialogo”, ha detto il Papa nel suo discorso alle autorità di San Marino, affermando che, invece, talvolta, ci troviamo “di fronte all’idolatria che guasta alla radice quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere.
Nella visione cristiana, libertà e comunione – ha rimarcato il Pontefice – stanno o cadono insieme”.
“Anche oggi, in molte parti del mondo – sottolinea Prevost – non mancano persone che rimangono fedeli alla loro coscienza anche in contesti di forte avversità, testimoni della vera libertà, quella che deriva dall’essere figli e figlie di Dio. Con ammirazione esprimiamo la nostra solidarietà a quanti, in questo momento, pagano di persona per non aver tradito la propria coscienza. Inoltre, la libertà si realizza nel dono, nella comunione, nell’incontro e nel dialogo. Essa è come una pianta che cresce e produce rami e foglie per offrire a tutti ossigeno, ombra, profumo, frutti e nuovi semi. E come potrebbe essere altrimenti, dal momento che sgorga dalla fonte che è Amore Uno e Trino? Potrà forse sembrare eccessivo questo riferimento teologico, ma credo che oggi esso sia necessario, di fronte all’idolatria che guasta alla radice quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere”.
Papa Leone XIV ha parlato della libertà in una Repubblica, San Marino, che ne ha fatto il valore fondante.
“Nel contesto della storia di un popolo e di uno Stato, essa esprime certamente l’aspirazione ad autodeterminarsi, a non dipendere da altre autorità politiche. Ma, nello stesso tempo, Libertas significa molto di più”, ha sottolineato il Pontefice nel discorso alle autorità.
“Anzitutto desidero sottolineare che non c’è vera libertà civile senza libertà personale, cioè senza il rispetto e la promozione della dignità della persona umana, di cui la libertà è una componente essenziale”.
La Repubblica di San Marino può essere, per le sue dimensioni, un luogo nel quale è possibile attuare una buona politica, al servizio della gente.
“Questa visita, analogamente a quanto accaduto nel Principato di Monaco, mi invita a sottolineare il valore peculiare di uno Stato piccolo, ‘a misura d’uomo’, in cui è possibile sperimentare la prossimità della politica ai bisogni dei cittadini e, dunque, una democrazia più effettiva, tanto più se animata anche dall’ispirazione cristiana”, ha detto Leone XIV alle autorità del Titano.
“Perciò la Repubblica di San Marino può essere un ‘laboratorio’ di buona politica, dove, senza derogare alla laicità dello Stato, si può attingere ai principi della dottrina sociale cattolica: la ricerca del bene comune, la destinazione universale dei beni, l’armonia di sussidiarietà e solidarietà, la giustizia sociale”.
Leone XIV ha allora sottolineato “l’importanza e la valenza profetica di alcune esperienze di sostegno vicendevole e di vicinanza con cui, nelle zone più interne di questo territorio, le piccole comunità affrontano i problemi legati allo spopolamento e alla carenza di servizi, tenendo vivo il senso di famiglia e di comunione”.
“Queste realtà, apparentemente piccole e marginali, sono come fiammelle – ha indicato il Pontefice – a cui attingere per riaccendere e rianimare in tutti il fuoco di valori solidi, antichi e sempre attuali. Tali esperienze testimoniano il calore di quella Magnifica Humanitas a cui è necessario tendere, per vincere l’individualismo di una certa cultura metropolitana e consumistica, come pure altre forme di campanilismo diffidente e divisivo, e ridonare ossigeno alle nostre speranze di fraternità e di pace”.
Per il Pontefice “l’obiettivo principale a cui tendere in questo ‘laboratorio’ è la cura dell’umano. Una comunità come la vostra, infatti, al tempo stesso ricca di valori tradizionali e al passo con i tempi sul piano tecnologico, può perseguire efficacemente tale obiettivo, mediante una cura che si traduce nella tutela di ogni vita, in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale”.
Il Papa è arrivato in elicottero a San Marino, accolto dai Capitani Reggenti della Repubblica, Alice Mina e Vladimiro Selva. Il Papa era accompagnato da una delegazione vaticana ai massimi livelli, con il Segretario di Stato, card. Pietro Parolin, il Sostituto, Mons. Paolo Rudelli, e il Segretario per i Rapporti con gli Stati, Mons. Paul Richard Gallagher, a segnare il carattere internazionale della visita nella Repubblica del Titano.
Nel corso della visita Papa Leone si è affacciato dal balcone centrale Palazzo Pubblico ed è stato il primo Pontefice a farlo, per un saluto e una benedizione ai fedeli a Piazza della Libertà. Nessun Capo di Stato prima d’ora l’aveva mai fatto, almeno negli ultimi decenni. È, infatti, una facoltà concessa solamente ai Capitani Reggenti.
Papa Leone XIV si è poi recato a Rimini per una giornata attesa da mesi dalla comunità diocesana.
Dopo la visita al Meeting per l’amicizia fra i popoli, il Pontefice ha celebrato la messa nella Cattedrale e ha presieduto alle 18.30 la messa a piazzale Boscovich, sulla spiaggia – dove erano presenti 25.000 persone – insieme alla Chiesa riminese.
È la prima visita di un Papa in città dopo quella di Giovanni Paolo II, quarantaquattro anni fa.
Alla celebrazione hanno partecipato 354 sacerdoti e diaconi con stole stampate a mano da una storica azienda romagnola, ispirate al mosaico del Mausoleo di Galla Placidia di Ravenna.





