Home Opinioni IMMIGRAZIONE, NON SI RISOLVE CON I CPR

IMMIGRAZIONE, NON SI RISOLVE CON I CPR

0

di Giuseppe Augieri
 
Lo dico alla mia carissima compagna Maria Grazia, ma non solo a lei. Sì, mi vergogno di quello che accade nei Cpr. Sì: non mi meraviglia che i suoi compagni si siano rivoltati. E’ vero: sembrano essere gli unici a capire che quello che è avvenuto è inaccettabile. Sì: I Cpr sono indegni di un paese civile.
Tutti a discutere di come fermare l’immigrazione clandestina e se è giusto farlo, pochi a ragionare come attrezzarsi per un’accoglienza dignitosa che non esclude – ed anzi acceleri – i rimpatri.
Molti alla ricerca di come ridurre i “casi in cui il rimpatrio è giusto” con mille sofismi: e così, invece di restituirli al Paese di origine che magari non garantisce la libertà, gliela si toglie qui da noi.
I Cpr come esempio eclatante di come il dibattito ideologizzato tolga spazio alla concretezza. “Io sono” prima del “io faccio”. La “purezza del giusto” che soverchia la “concretezza del possibile”.
Ma questo è il Paese del “in galera, in galera”: il senso deviato della giustizia, l’indignazione incanalata verso forme reazionarie di risposta civile, il pensiero che è giusto “isolare” e che la punizione deve prevalere su ogni altra considerazione, che pure la tanto invocata – quando fa comodo – Costituzione propone.
E, dopo, l’indifferenza verso i dramma degli istituti di detenzione. Che comprendono anche i Cpr. Che sono galere.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui