
di Pietro Imberti
Sono cominciate in questo mese le consultazioni elettorali in Germania, i lander della Turingia e della Sassonia hanno dato un responso significativo riducendo enormemente, tra l’altro, la forza politica dei Verdi e del partito del presidente del consglio tedesco Scholz che in Sassonia e’ residente.
Il 22 settembre sarà poi la volta di un’altro lander, e vedremo se sarà confermto l’andamento registrato la scorsa domenica, nel quale c’é stata una forte avanzata della destra e di un forza di di sinistra non socialista.
In questo quadro si inscrivono le 400 pagine di strategia politica elaborate da Mario Draghi, prima delle elezioni europee, su incarico della baronessa Ursula Von der Leyen – oggi tenute volutamente sotto traccia forse per un senso di vergogna, visto gli scarsi risultati ottenuti fino ad oggi, che prevedono inderogabilmente che: “la sola sovranità da difendere e quella europea“.
Peccato che vi fosse una grande dimenticanza fondamentale nel pensiero dell’Ottimato cooptato Mario Draghi: l’Europa non possiede a tutt’oggi uno straccio di costituzione federale votata dai cittadini. La ricetta che però si pggiava su una strategia politica operante – per protervia divina imposizione – conla quale si prevede l’integrazione obbligatoria, quindi forzata, di tutti i paesi UE.
Quindi difesa e politica estera uniforme, così come telecomunicazioni, sanità (vaccini e farmaceutica – tanto cari alla sensibilità di Ursula Von der Leyen), ma anche l’eliminizazione di qualsiasi concorrenza interna in economia tra gli Stati membri – la vicenda ex Fiat oggi Stelllantis ne è una riprova anche attraverso il silenzio del sindacato – con il tentativo di accelerare con il pretesto green deal l’accellerazione una sorta di monopolio riguardo il settore dell’energia.
Il realtà sembra di essere di fronte ad atteggiamenti politici fideistici, caratterizzati dalla volontà di procedere per obblighi e imposizioni su tutti questi obbiettivi, il che ha portato i partiti tradizionali storici europei ad una costante perdita di autorevolezza e credibilità.
Scegliere la logica trategica della tecno-finanza, che si propone con le cervellotiche imposizioni degli “ottimati“, esecutori e di una cultura che da spazio decisivo alle logiche di informazione, che sostituisce la “verifica “ delle notizie alla propaganda o peggio ancora alla “censura“, non è certo la strada maestra per garantire pluralismo e democrazia.
Le elezioni in Germania seppur a livello regionale hanno dato una risposta, ovvero una sonora bocciature dei Verdi e dei socialdemocratici, unitamente ai liberali, cosa questa da da leggere ovunque con la dovuta attenzione.
Attenzione che riguarda oltre l’immigrazione e la politica green, scelte europee riferite alla politica economica ed energetica, che di fatto con il voto dovranno inequivocabilmente cambiare.
Una questioni certamente rilevante ,se non si vuol seguire la postura degli struzzi!





