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IL VIAGGIO DI ZELENSKY

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La diplomazia procede a piccoli e grandi passi, e non certo attraverso i media, diventati ormai ostaggio di opposte tifoserie e parti di un gioco che non rappresenta i veri interessi di individui, popoli e Stati-nazione.

Eppure, a guardar bene, sarebbe ed è ancora facile cercare almeno di capire, in generale, quanto sta accadendo.
E allora, in estrema sintesi, occorre piuttosto dire quanto segue.
1) La forza, da sempre e necessariamente, s’impone al di là delle parole e quali che siano.
2) E dunque per una pace, quale che sia, non servono parole ma fatti consequenziali.
3) La pace è una situazione di assenza di conflitto in cui le parti in causa, ciascuna in base alla propria ed esclusiva organizzazione (valori e istituzioni), condividono un progetto di scambio essenzialmente commerciale.
4) L’equilibrio delle forze, attualmente in campo, non permette all’Unione europea di svolgere un ruolo di protagonista per il fine della pace. Fatta eccezione, a quanto pare, per  quei singoli Stati, denominatisi “volenterosi”, ridotti ormai a tre: Francia e Inghilterra, in possesso dell’arma nucleare, e Germania, in stato molto avanzato di riarmo dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.
Per inciso, sia però anche detto che sono gli stessi tre Stati che hanno tratto maggiore profitto dall’istituzione e vigenza del regime dell’Unione europea, almeno fino all’uscita della Brexit, e, in rapida successione, il covid e infine lo scoppio della guerra in Ucraina.
5) Ne consegue che ogni Stato membro dell’ex Unione europea non solo ha interesse, ma è s-velatamente legittimato ad agire per proprio conto.
6) Per quanto concerne l’interesse della nostra nazione, occorre allora dire e ribadire che l’Italia – e in particolare il nostro governo – sta svolgendo un evidente e senz’altro più che positivo ruolo di mediazione e di coordinamento – riconosciuto valido ed efficace e sottolineato di recente anche da Papa Leone XIV – tra Europa e Stati Uniti.
Senz’altro, il viaggio di Zelensky di ieri a Roma mostra quanto qui appena riportato. Al di là delle parole, talvolta non solo inutili ma anche dannose.

Autore

  • Redazione

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