
La struttura istituzionale della Comunità Europea ha imboccato una strada dove le logiche della politica seguono percorsi di pianificazione di stampo sovietico e dove le priorità sono dettate dalle logiche monopoliste del mondo della finanza, che indirizza anche i monopoli del mondo produttivo.
Il “legno storto” che ha preso forma ha compresso, se non addirittura annullato, l’idea dei padri di un’Europa federativa che, come missione primaria, doveva fare argine a pulsioni di guerra.
Ora siamo arrivati al punto che dobbiamo essere chiari sui pericoli oggettivi che stiamo correndo, piaccia o meno, ma ad un esame di realtà non si può più sfuggire .
La struttura della Comunità Europea è arrivata al capolinea. I socialisti europei del PSE presi insieme, ossia come dirigenza Ue, oppure paese per paese, si trovano in uno stato confusionale che li porta ad essere decisamente politicamente inutili, ma – considerata la loro storia a partire dalla svolta del congresso storico di Bad Godesberg- anche pericolosi per le politiche che vanno sostenendo .
Quello che si sta mettendo in atto politicamente nella gestione del governo della Commissione europea ha a capo la baronessa Ursula von der Leyen e, come vice presidente vicario, Frans Timmermans, olandese indicato dal PSE nel 2018 come riferimento di una storia riformista socialdemocratica .
La dinamica politica praticata in seguito – i fatti sono lì a testimoniarlo – è andata in tutt’altra direzione. Il tratto riformista storico è stato accantonato per inseguire politiche che, con il pretesto di una politica ambientale, si sono tradotte in un percorso dove ha costantemente prevalso l’interesse dei monopoli e del mondo della finanza internazionale.
Bce, Commissione e “ottimati cooptati “ sono sostanzialmente inqualificabili e screditati in modo definitivo in quanto privi di ogni riferimento alla tradizione del socialismo liberale .
La loro tesi centrale sulla lotta farlocca delle strategie per combattere, solo come Europa, la CO2 , ha rappresentato una stramberia politica (con la scelta consequenziale di attestarsi sulle cosiddette energie pulite che escludevano il nucleare) e si è dimostrata un atto consapevolmente scriteriato.
La tesi sul sostegno sostanziale a schierarsi a favore della guerra e non operare preventivamente per un percorso di pace si è dimostrata solo politicamente demenziale e inqualificabile.
E come regge la vecchia tesi che dopo la guerra c’è sempre “l’intendenza” che segue e ristabilisce cinicamente gli equilibri geopolitici (Draghi docet), pur sapendo che l’Europa, se non ha un grammo di materie prime, non può procedere a svolgere un ruolo attivo di sviluppo e un ruolo geopolitico degno della sua storia ?
Questo è il punto !
Sul terreno concreto il modello proposto e sempre quello storico della verticalizzazione e della liquidazione dell’industria pubblica, da smantellare sempre e comunque, tanto caro agli ottimati cooptati sostenuti con il tifo dei giornali più importanti controllati da finanza e monopoli.
L’operazione del Britannia non è stata un caso solo italiano; si è ripetuta in continuo con lo spostamento di tutte le holding in Olanda: strumento per tirare le fila e praticare la concorrenza sleale ovunque, delocalizzare la produzione dove i diritti più elementari sono soppressi e incassare royalties. Questo è il cuore del tradimento concreto della cultura socialdemocratica europea .
Far finta che Frans Timmermans non ne fosse consapevole rappresenta solo un aggravante .
In questo scenario trascurare la questione di una politica che dovesse specialmente in Europa mettere al centro un ruolo attivo riguardante la programmazione di una politica estera le materie prime era fattore di primaria importanza .
Ora si sta presentando in Europa è non solo in Europa un pesante consuntivo .
A questo appuntamento lo scenario sarà, per l’Europa, un grande disastro e il frutto del tradimento verso una politica riformista. Se si fa conto solo sulla carta straccia della finanza internazionale e dei suoi future, si possono ripetere le dinamiche in tempi moderni del Titanic ballando e suonando, mentre si continua a raccontare frottole anche mentre affonda .
In Italia c’è il pericolo che affondi il welfare, magari tutelando solo la pensioni dei giornalisti riprotetti dal’Inps, mentre noi ci confrontiamo, emblematicamente, con Elly Schlein e con la bellezza della lotta per l’utero in affitto a tutela del futuro della pensione.
Eppure oggi eroi fasulli si richiamano, ma il problema è : per fare ? Certificare la loro morte per asfissia ?
La follia della frontiera ecologica mostra tutte le nudità prospettiche e noi vogliamo usare l’Europa come missione per salvare il mondo ? Al ridicolo non c’è fine !
I grandi fondi mondiali più importanti, sacerdoti ieri di una strategia che non trova sbocchi, iniziano a porsi dubbi,vedi il fondo internazionale di maggior peso economico BlackRock, che torna a prospettare e gestire la stagione dell’incertezza .
“L’intendenza seguirà”, diceva Napoleone dopo le decisioni di guerra. E l’intendenza di Frankenstein sono le parole: “salute riproduttiva”, espressione zootecnica introdotta da uno degli organismi controllati dall’oligarchia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, cortile di casa delle fondazioni private e di Big Pharma”.
Questo lo scriveva ieri uno studioso affidabile come Roberto Pecchioli sul Nuovo giornale Nazionale .
Quello che è stato tradito in Europa è l’idea è l’onore della storia dei socialisti liberali e questo è il dramma di questo nostro tempo.
Simone Veil sosteneva che il pericolo è l’americanismo, ovvero la soggezione a un modello di società “senza radici e senza passato”.





