Home Opinioni IL SALTO DI LIVELLO “INTERIORE”

IL SALTO DI LIVELLO “INTERIORE”

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In questi anni ho indicato un percorso di trasformazione attraverso dati, tecniche ed esperienze. Sono entrato più volte nel merito senza usare linguaggi criptici, che troviamo spesso su libri considerati importanti ma che nascondono soltanto l’ignoranza degli autori.
La conoscenza deve essere chiara e trasmissibile a tutti, fuori da logge, conventicole ed élite. Non mi son fatto buggerare da antroposofie e massonerie, ritenendole artificiose le prime e decadute le seconde.
Si rischia, certo. Falsi guru e cialtroni a caccia di devoti se ne trovano a iosa. Poi incontri qualcuno che apre porte senza le porte, e si dischiudono universi.
Quali sono i primi passi per il lungo viaggio?
È fondamentale “il morire in vita” a tutto ciò che attiene all’esistenza ordinaria, per rinascere in una condizione nuova, nella quale la “Luce” da ipotetica si trasformi in reale. La Liberazione, ovvero la conoscenza di sé cioè a dire la riconquista della memoria ancestrale, è la condizione necessaria per tornare alla Casa del Padre.
Dobbiamo però combattere innanzitutto la tentazione di ricevere gratificazioni in serie dall’inizio alla fine della nostra vita, gratificazioni scambiate per la felicità.
Né il frenetico ritmo dell’esistenza contribuisce a sciogliere l’equivoco. L’autentica felicità è vibrare all’unisono con l’Universo. E perché sia autentica, la felicità deve essere feconda.
Tutto ha inizio con l’acquietare la mente con la quale l’Io si fa sentire. Se imparassimo a controllare il flusso caotico di questo processo eidetico, saremmo potenzialmente in grado di trasformarci in esseri celesti come eravamo un tempo, a somiglianza di Dio, capaci di trasformare il pensiero in realtà.
Già, ma come realizzarlo? I poteri forti, preti e mercanti ce l’hanno proibito sin da subito. Eppure una tecnica per niente segreta esiste da millenni.
Cominciamo attraverso un comando interiore che porti all’arresto del turbinio dei pensieri. Per esempio: “sgombra la mente “. Non basta. Dobbiamo raccogliere la mente attorno a un punto… e poi?
L’impostazione sembra proibitiva per noi moderni, dominati dall’azione isterica, da ideologie paralizzanti, salvo sublimi eccezioni. È l’ego che ci frena. Poi diciamocelo: quando riusciamo realmente a trovare un attimo di silenzio, di calma, per guardarci dentro? Intanto dovremmo imparare a tacere, perché l’ego domina solo quando siamo agitati.
E se riuscissimo anche per un solo momento a trovare il silenzio sarebbe già un salto di livello, perché potremmo ascoltare l’immensa scala musicale del Cosmo, dove ognuno di noi è un’ottava.

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  • Redazione

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