di Angelo Ciccarella
L’azione del Male presuppone la paura prima ancora della collera sfrenata. Popoli e governi ne sono pregni. Dobbiamo passare il Varco. Non c’è altro da fare.
Comprendo la disillusione di quanti attendono la fine di questo sistema liberticida e lucifugo, annunciato tante volte e ancora in piedi.
Dobbiamo però domandarci: quanto siamo disposti a rinunciare, a sacrificare, in nome di Dio e della libertà? Il 7°Cavalleria non arriverà in tempo; l’ultimo battaglione è incagliato al largo della Tartaria; i cavalieri della Tavola Rotonda sono dispersi in lande lontane ed è difficile che tornino per cena. Gli extraterrestri? Osservano.
Insomma, amici, tocca a noi.
Viviamo i tempi ultimi dell’Apocalisse, ma qualcuno s’aspetta che l’annunci il telegiornale e pretende pure di assistere la diretta, comodamente sdraiato sul proprio divano di casa, in streaming. Se la gente facesse riferimento ancora alle credenze religiose – perfino le superstizioni potrebbero lenire alcune ossessioni – si difenderebbe meglio dalle influenze psichiche basse, oggi più che mai presenti nella noosfera.
Molti di noi preferiscono sottoporsi a sedute d’analisi, ingollano metanfetamine e seguono banditori mediatici per stordirsi e vivere un’esistenza miserabile. Ma anche per gli esoterici le cose non vanno necessariamente meglio. Le potenze anticristiche pervertono sin troppo facilmente tutte quelle ascesi spurie, dall’antroposofia alla neognosi, che portano a regressioni mentali e a perdite d’identità spacciate per iniziazioni.
Vedo in giro mutanti bisognosi di quotidiane anestesie di immagini, suoni, pasticche; privi di immunità al male, vittime di un regime sublunare. Per salvarci dobbiamo indossare le vesti apocalittiche, diventare devoti del Cielo come fuoco che arde. Devoti al Cielo per vincere la gravità del male. Freschi nella testa, caldi nella pancia e allora il tempo rallenta e lo spazio s’estende.




