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Il Mister X socialista dietro Lavitola e la rete anti USA

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Mister X socialista

Il vero elemento da indagare è l'”esponente dell’Internazionale Socialista”, organismo internazionale ora presieduto da Pedro Sánchez – Manine inglesi contro l’America MAGA?

Nell’indagine riguardante l’attentato al giornalista di Report, Sigfrido Ranucci c’è un aspetto politico che va assolutamente tenuto in considerazione, ben al di là dei riscontri giudiziari e delle dinamiche che la magistratura definirà come è di sua competenza e che non mi appassionano.

Sono infatti decisamente poco interessato alle vicende giudiziarie, mentre mi interessa tentare di capire la manovra politica che emerge da una vicenda che coinvolge l’informazione pubblica, la quale, sia detto per inciso, paghiamo obbligatoriamente con il canone Rai.

La domanda è: paghiamo la Rai perché faccia in modo che merga una figura che, sulla base della sua notorietà televisiva, può (poteva) diventare un leader del progressismo antisovranista?

Se le cose stanno così, togliamo l’obbligo di pagare il canone Rai e facciamolo diventare un libero supporto ad una televisione che può o non può piacerci, altrimenti siamo all’obbligo di tesserarci alla propaganda di parte.

Una premessa introduttiva è assolutamente necessaria. Alessandro Borelli su Domino (7/2026) ci ha ricordato l’aggiornato atavico disprezzo degli anglosassoni di Sua Maestà per noi italiani, citando un articolo dell’Independent del 2011, nel quale il giornale inglese scriveva che “la simpatia è l’astuta maschera indossata per istinto di sopravvivenza nutrito attraverso secoli di dominio straniero, ed è una delle cose che rendono così difficile per questa nazione invertire le proprie tendenze corrosive, distruttive amorali”.

Un quadretto di amoroso affetto che merita attenzione.

Alessandro Borelli ci mette sull’avviso e scrive: “Adesso Albione, non perfida ma sempre scaltra, sta riguadagnando spazio nei sempre più ampi interstizi lasciati dall’egemone statunitense in ripiegamento, urge destarsi mettendo in cima all’indice l’ineludibile priorità: tornare artefici delle nostre sorti, prima che siano altri a dettarcele”.

Sulla traccia di Mister X

Il punto politico più promettente dell’indagine Ranucci – Lavitola riguarda il Mister X dell’Internazionale socialista che suggerì a Lavitola la candidatura di Ranucci come possibile leader italiano antisovranista, ossia, in altri termini, contro il centro destra attualmente al governo del Paese.

Lavitola, nelle sue dichiarazioni pubbliche, non dice: «Mi è venuta l’idea». Dice che un esponente dell’Internazionale Socialista è andato nel suo ristorante e gli ha parlato di personalità europee capaci di contrastare la destra sovranista. Tra queste, secondo Lavitola, Ranucci.

Quindi dobbiamo identificare: chi è l’esponente; quando lo ha incontrato; quale organizzazione rappresentava; se l’Internazionale Socialista aveva effettivamente una strategia per individuare nuovi leader; perché avrebbe individuato proprio Ranucci; chi avrebbe finanziato il sondaggio; quale istituto demoscopico avrebbe dovuto realizzarlo.

Lavitola stesso afferma di non avere i soldi per commissionare il sondaggio. Quindi la domanda finanziaria è assolutamente pertinente.

Lavitola ha detto al Corriere il 10 luglio 2026 che il sondaggio su Ranucci era stato sollecitato da «un esponente dell’Internazionale socialista», che si sarebbe presentato personalmente al suo ristorante.

Il messaggio sarebbe stato questo: esistono in Europa personalità capaci di frenare l’ondata della destra «sovranista e populista» e, per l’Italia, fra queste personalità ci sarebbe stato Ranucci. Lavitola dice poi di aver iniziato a lavorare al sondaggio con l’aiuto di due giornalisti.

Il problema centrale è dunque: chi è l’esponente dell’Internazionale Socialista? Lavitola non lo rivela.

Lavitola aveva già lavorato per portare il Nuovo PSI nell’Internazionale Socialista

Al congresso del Nuovo PSI del 1° febbraio 2002, Lavitola intervenne personalmente sulla questione dell’Internazionale Socialista.

La registrazione di Radio Radicale conserva la trascrizione dell’intervento. Lavitola parla della decisione strategica di chiedere l’adesione all’Internazionale Socialista e dice che era stata costruita una task force per sviluppare contatti con i partiti socialisti di tutto il mondo, citando espressamente anche l’Inghilterra.

Lavitola, quindi, non era estraneo all’Internazionale Socialista: era già coinvolto nel tentativo di costruire una rete internazionale socialista per il Nuovo PSI.

Questo è un dato documentale molto più forte delle ricostruzioni giornalistiche attuali.

La trascrizione del congresso parla di contatti internazionali da sviluppare «su scala mondiale» e cita esplicitamente: Argentina, Inghilterra e altri paesi.

Questo significa che, già nel 2002, Lavitola faceva parte di un gruppo incaricato di sviluppare rapporti internazionali del Nuovo PSI e questi rapporti comprendevano, tra gli altri, il Labour britannico e l’ambiente socialista britannico.

Quale è la “rete” che le dichiarazioni di Lavitola suggeriscono?

La dichiarazione di Lavitola del 10 luglio 2026 è molto precisa: dice che un esponente dell’Internazionale Socialista si presentò al suo ristorante, gli parlò di una serie di personalità europee che avrebbero potuto contrastare la destra sovranista e populista e indicò Ranucci come possibile figura italiana.

Da qui sarebbe nato il progetto del sondaggio. Lavitola si rifiuta però di rivelare il nome.  Questo è il Mister X originario, non una ricostruzione giornalistica.

Nella fase di ricostruzione del Nuovo PSI, Lavitola compare accanto a Gianni De Michelis e ad altri dirigenti socialisti. Nel giugno 2002 partecipa al Consiglio nazionale del Nuovo PSI.

Il vero indizio è la frase “personalità in giro per l’Europa”. Questa formulazione di Lavitola è molto interessante. Lavitola non dice: “Cerchiamo un candidato italiano”.

Dice che esisteva una lista o una valutazione europea di personalità in grado di contrastare la destra sovranista. Poi: “Tra questi, in Italia, c’era Sigfrido”.

Questa dichiarazione lascia pensare che Mister X non stesse semplicemente suggerendo personalmente Ranucci, ma che il suo suggerimento potesse provenire da un ambiente che mappava figure politiche potenzialmente utilizzabili nei diversi paesi europei.

C’è un collegamento britannico?

Nel 2003, il Nuovo PSI non si limitava a dichiararsi genericamente europeista: in Parlamento affermava espressamente la propria vicinanza al Labour di Tony Blair.

Il contesto era la guerra in Iraq e il rapporto transatlantico. Il Nuovo PSI sosteneva la necessità di non rompere il legame Europa-USA e indicava Blair come riferimento.

Questo significa che l’ambiente politico nel quale operava Lavitola aveva già una forte connessione ideologica con il Labour blairiano. E Lavitola non era un osservatore esterno: era una figura del Nuovo PSI e della sua rete internazionale.

Le fonti biografiche confermano il passaggio dal PSI craxiano all’area berlusconiana e il suo rapporto con De Michelis.

Quindi Mister X potrebbe benissimo provenire da una vecchia rete socialista internazionale che non coincide più con la sinistra italiana contemporanea.

Schema Lavitola britannici

La domanda è: «Chi, tra le persone che hanno avuto rapporti con Lavitola nella rete internazionale del Nuovo PSI/Internazionale Socialista, potrebbe nel 2026 avergli parlato di una lista europea di potenziali leader anti-sovranisti?»

Però il fatto che nel 2002 la task force del Nuovo PSI comprendesse espressamente i rapporti con l’Inghilterra, e che nel 2003 il partito rivendicasse la vicinanza al Labour di Blair, rende assolutamente sensato esaminare quali persone britanniche entrarono concretamente in contatto con De Michelis e Lavitola.

C’è poi un secondo filone: Russia – Europa.

Nel settembre 2002 il Nuovo PSI organizzò una conferenza programmatica intitolata: “Il futuro della cooperazione Russia-Europa e il possibile ruolo del movimento socialista”.

Tra i partecipanti c’erano Lavitola e vari dirigenti del Nuovo PSI. Gli argomenti comprendevano Russia, Europa, NATO, USA, energia, Islam, Internazionale Socialista e rapporti internazionali.

Questo è interessante perché dimostra che la rete internazionale di Lavitola non era concentrata esclusivamente sull’asse Londra-Roma, ma aveva almeno tre direzioni: Londra con il Labour; Bruxelles con il socialismo europeo e Russia -Europa

Il 28 gennaio 2003 De Michelis tiene una lezione sul socialismo europeo e Maastricht nella scuola di formazione politica del Nuovo PSI. La registrazione è conservata integralmente da Radio Radicale.

Significa che il Nuovo PSI stava cercando di formare una nuova classe dirigente dentro una precisa cultura: socialismo europeo, più integrazione europea, più riformismo, più rapporti internazionali. E pochi mesi dopo, in Parlamento, il partito si definisce vicino al Labour blairiano.

Il fatto che Mister X non abbia semplicemente detto “candidiamo Ranucci”, ma abbia parlato a Lavitola di “personalità in giro per l’Europa” capaci di contrastare il sovranismo, potrebbe indicare un ambiente più ampio.

Esisteva una rete socialista internazionale che stava individuando figure potenzialmente spendibili contro la crescita delle destre sovraniste nei diversi Paesi europei? Se sì, Ranucci sarebbe soltanto il “caso Italia” di una strategia più ampia.

Una rete antisovranista all’opera

Ad aprile 2026 Sánchez ha organizzato a Barcellona la Global Progressive Mobilisation, insieme a Progressive Alliance, Socialist International e altri partner internazionali. L’obiettivo dichiarato era coordinare le forze progressiste contro autoritarismo, estrema destra e indebolimento del multilateralismo.

E Sánchez ha esplicitamente costruito la propria identità internazionale attorno alla contrapposizione: progressismo-multilateralismo-socialdemocrazia contro  sovranismo-nazionalismo-destra radicale.

Nell’aprile 2026, a Barcellona, ha parlato apertamente della necessità di una nuova mobilitazione internazionale progressista contro quella che definisce l’“internazionale ultraderechista”.

Quindi il termine “antisovranista” che sto usando non è soltanto una nostra categoria interpretativa: corrisponde abbastanza bene alla grammatica politica utilizzata oggi da Sánchez e dalla rete progressista che lo circonda.

 

Rete progressista internazionale

Questo è un network politico reale. Le organizzazioni sono pubbliche e dichiarano apertamente la loro finalità.

La questione interessante è quanto questa rete sia coordinata e attraverso quali persone circolino idee, finanziamenti, sondaggi, campagne e candidature.

Sánchez è particolarmente importante perché oggi presiede l’Internazionale Socialista

Un’analisi del Le Monde di maggio 2026 lo descrive come uno dei pochissimi grandi leader europei della sinistra ancora al governo e sottolinea che la sua politica estera raccoglie un consenso internazionale superiore alla sua forza politica interna.

Sánchez è più forte come leader internazionale della sinistra di quanto sia oggi come leader interno spagnolo. Ed è precisamente questo che rende plausibile la costruzione di una rete sovranazionale intorno a lui.

Inoltre Labour e PSOE stanno convergendo su una strategia europea di contrasto alla destra populista e di recupero del multilateralismo.

Starmer, infatti, stava perseguendo un “reset” del rapporto UK-UE, con maggiore cooperazione su sicurezza, economia, energia e commercio. E proprio in questi giorni il Guardian ha addirittura proposto Sánchez come modello dal quale Andy Burnham potrebbe imparare, sottolineando la capacità del leader spagnolo di costruire una identità progressista forte contro la destra.

Esisteva (esiste) nel 2025-26 una rete internazionale socialista-progressista alla ricerca di figure capaci di rappresentare un’alternativa al sovranismo nei diversi Paesi?

Ranucci diventerebbe quindi il “caso italiano” di una logica più generale.

La politica internazionale di Sánchez

La politica internazionale di Sanchez è diventata il suo principale strumento di legittimazione internazionale.

Nel 2026 viene descritto come uno dei pochi leader europei di sinistra capaci di mantenere una posizione autonoma su: Gaza; Palestina; Trump; Iran; NATO; spesa militare; multilateralismo.

Quindi la sua formula politica potrebbe essere sintetizzata in questo modo: socialdemocrazia più europeismo più multilateralismo, più opposizione alla destra radicale, più autonomia rispetto a Washington.

È una combinazione politicamente molto diversa dal vecchio blairismo del 2002-2003.

Non è la stessa ideologia, ma potrebbe essere la stessa infrastruttura internazionale socialista si sia adattata a un nuovo ciclo storico.

È un dato di fatto che si sta formando una convergenza strategica anglo-spagnola su un modello di autonomia rispetto a Washington, con la Cina come uno dei grandi interlocutori alternativi.

La politica di Sánchez verso Pechino è ormai strutturale, non episodica. Nell’aprile 2026 ha compiuto la sua quarta visita in Cina in poco più di tre anni e ha incontrato Xi Jinping.

Ha sostenuto che sia nell’interesse della Spagna e dell’UE rafforzare i rapporti con Pechino e ha attribuito alla Cina un ruolo nella stabilizzazione dell’ordine internazionale.

Reuters descrive esplicitamente questa politica come una strategia estera indipendente che ha prodotto tensioni con Trump.

Nel gennaio 2026 Keir Starmer è andato a Pechino e ha respinto pubblicamente l’avvertimento di Trump secondo cui sarebbe stato «molto pericoloso» per il Regno Unito fare affari con la Cina.

La posizione di Starmer è stata sostanzialmente: sarebbe sciocco per la Gran Bretagna non dialogare con Pechino.

Quella di Starmer non era una visita simbolica: Londra cercava accordi commerciali, investimenti e maggiore accesso al mercato cinese.

Sánchez è molto più esplicito di Starmer nell’utilizzare la Cina come elemento di riequilibrio geopolitico.

La stampa europea ha definito Sánchez uno dei critici europei più netti di Trump e ha sottolineato la sua volontà di avvicinare UE e Cina come possibile contrappeso agli Stati Uniti.

La rete è transnazionale e ha una funzione geopolitica

La rete che stiamo ricostruendo non sembra avere necessariamente come obiettivo soltanto battere la destra, ma potrebbe avere una componente geopolitica più profonda riassumibile in uno schema come il seguente.

Modello ABC

 

Se prendiamo sul serio la dichiarazione di Lavitola, Mister X avrebbe parlato di personalità europee capaci di contrastare il sovranismo, possiamo constatare che il leader socialista spagnolo e quello laburista inglese (ora sostituito) avevano (e Sanchez ha) le caratteristiche per essere leader di uno schieramento al contempo antisovranista e anti Usa-Maga.

Ecco che compare Lavitola con Ranucci come possibile “personalità” italiana. Questo non dimostra che Ranucci appartenga a quella rete, ma la tipologia politica della figura che Lavitola descrive è compatibile con il modello Sánchez/Starmer.

Inoltre, sembra che Lavitola lanci un messaggio il cui significato è: non c’è nel Campo largo un leader capace di essere all’altezza della rete. Messaggio, forse più importante di quello di lanciare Ranucci.

La rete potrebbe essere meno “socialista” in senso tradizionale e più “progressista transnazionale”.

La tesi che è possibile a questo punto sostenere è che esiste una rete politico-culturale transnazionale, con forti componenti socialdemocratiche europee e britanniche, che oggi tende a costruire un’alternativa al sovranismo trumpiano; questa rete combina europeismo, multilateralismo, opposizione alla destra radicale e maggiore autonomia nei rapporti con Cina e USA.

Una rete che comprende il Labour britannico e il PSOE spagnolo e si allarga alla Francia del pupillo dei Rothschild.

Europa contro USA sull’Ucraina

Il Regno Unito e la Francia, già dal 2025, hanno promosso la Coalition of the Willing intorno all’Ucraina, mentre nel 2026 questa struttura è diventata uno dei principali strumenti europei per discutere garanzie di sicurezza e una eventuale forza multinazionale.

Il documento britannico del 13 luglio 2026 è molto significativo: afferma che nessun accordo riguardante gli interessi e la sicurezza europei può essere negoziato senza gli europei. Contemporaneamente mantiene la partecipazione americana nel processo.

Di fatto UK, con la collaborazione di Spagna e Francia, vogliono essere interlocutori della Russia sulla vicenda dell’Ucraina.

Una parte delle élite europee che per decenni hanno operato dentro il sistema transatlantico potrebbe oggi cercare di costruire una maggiore autonomia europea, pur senza rompere con gli Stati Uniti.

Quindi emerge un progetto: pace negoziata sì, ma pace decisa esclusivamente da Washington e Mosca no.

Ed è esattamente qui che si manifesta la divergenza con una concezione più transazionale del rapporto internazionale.

In questo schema, la Spagna può diventare un elemento importante della rete politica europea che si sta formando. Non a caso Madrid partecipa sia alla Coalition of the Willing sia alla nuova coalizione antimissilistica europea.

Le reti transnazionali costruite nel secondo dopoguerra hanno contribuito alla formazione dell’ordine occidentale

Oggi una parte di quelle stesse reti sono impegnate nella trasformazione dell’ordine transatlantico.

La stampa internazionale sta già descrivendo una crescente tensione fra Washington e alcune capitali europee, mentre è in atto un progetto europeo di “strategic autonomy”.

Il giardinetto politico di Ranucci

Ha qualche senso che una rete transnazionale abbia pensato a Ranucci come un possibile leader italiano?

Nel novembre 2025 Ranucci ha detto di aver avuto una sola tessera, quella della Democrazia Cristiana, e di considerarsi «cattocomunista», aggiungendo però di avere su alcune questioni posizioni vicine alla destra legalitaria. Ha anche detto di non identificarsi né nel PD né nel M5S.

Questa autodefinizione è interessante perché non coincide con la percezione politica che si è costruita attorno a Report.

Di fatto, però, oggi il suo principale sostegno parlamentare è il M5S.

Il rapporto è particolarmente evidente dal 2022-23 in poi: Barbara Floridia, Dario Carotenuto e Dolores Bevilacqua sono tra i principali difensori di Ranucci in Commissione di Vigilanza Rai. Il M5S ha anche organizzato manifestazioni a sostegno di Report.

Ranucci stesso prende le distanze dal M5S. Ha detto chiaramente che una parte dei 5 Stelle ha sempre considerato Report come «roba loro», ma che la redazione non ragiona in questo modo. E ha ricordato che Report ha anche colpito il governo Conte, compresi il piano pandemico e gli appalti delle mascherine cinesi.

Il vero nodo politico è Lavitola.

Millantatore? Uomo di collegamento? Si vedrà. Quello che ha messo in atto Lavitola, comunque sia, è lo scoperchiamento del Vaso di Pandora di una strategia tesa a mettere in mora tutto quello che Maga può rappresentare in Italia e in Europa.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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