Home Politica IL LETAME È GREEN E LA COMMISSIONE UE, FALLITA, DEVE DIMETTERSI

IL LETAME È GREEN E LA COMMISSIONE UE, FALLITA, DEVE DIMETTERSI

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La guerra degli agricoltori, con una protesta che dilaga in tutta Europa, ha il profumo del letame che si sovrappone all’olezzo della finanza.

La politica della Commissione dell’Unione Europea è fallita e chi l’ha voluta, governata, imposta, dovrebbe andarsene.

Il letame è molto green, realmente, naturalmente green a differenza del Green Deal e di tutta la fuffa verde che abbiamo dovuto sopportare in questi anni a causa del fatto che la finanza ha investito 45 mila miliardi nell’ideologia green e in tutti i suoi corollari, con l’effetto di mettere a repentaglio la proprietà privata della casa, il mondo produttivo delle automobili, l’economia agroalimentare e, conseguentemente, il livello di vita delle popolazioni occidentali e, in particolare di quelle europee.

Il Green Deal è, di fatto, il progetto di metterci tutti al verde e i trattori sono il simbolo della riscossa di chi ha capito che le élite tecno-finanziarie ci vogliono poveri, anzi, possibilmente nullatenenti, come è stato dichiarato dai chierici di Davos.

Ora i trattori assediano le città delle élite Ztl, quelle dei boschi verticali, dove sono asserragliati i nuovi feudatari di un medioevo del terzo millennio.

Lo slogan che circola per la strade dove sfilano i trattori è: “Vogliamo sopravvivere, vivere, esistere”.

Questo significa che lor signori hanno superato la linea rossa oltre la quale c’è la rivolta.

I focolai accesi dalla collera degli agricoltori si moltiplicano in tutto il continente. I blocchi nelle strade sono ormai decine. E la mobilitazione diventa un assedio non più soltanto a Parigi ma all’Europa intera. I trattori sono le avanguardie di un boato che dice ai politici della Commissione e del Parlamento europeo che è ora di andare di corsa a casa.

L’obiettivo è chiaro. Gli agricoltori, ai quali si associano altre categorie e anche la solidarietà della popolazione chiedono “un cambio nelle politiche europee”.

L’Unione Europea, bersaglio di accuse incrociate al suo Green Deal, ai nuovi requisiti della Pac e all’accordo con il Mercosur, si dice pronta a rispondere con nuove misure che saranno presentate domani, quando il dossier planerà anche sul tavolo del vertice straordinario dei leader Ue.

E’ quanto meno ridicolo, se non tragico, pensare che coloro i quali hanno pervicacemente voluto attuare la politiche ideate a Davos e nei pensatoi californiani, che hanno seguito l’olandese socialista Timmermans nella sua crociata verde, siano gli stessi che propongono nuove misure.

Se ci fosse nel mondo green un briciolo di residua dignità, la baronessa Ursula von der Leyen e l’intera Commissione dovrebbero dare le dimissioni per il dichiarato fallimento di politiche assurde, vessatorie, ideologiche e aliene dalla realtà.

I falliti devono andarsene.

I problemi sul tavolo sono molti: redditi migliori, più flessibilità sugli standard ambientali, aiuti per rispondere agli effetti del cambiamento climatico e alle epidemie come l’aviaria, aumento dei prezzi del carburante e dell’energia, dazi zero sulle derrate dall’Ucraina. Sotto i riflettori è finito anche l’accordo di libero scambio Ue-Mercosur, da anni al centro delle trattative con Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay e ora a rischio di saltare sotto i colpi delle critiche di Parigi. A suscitare la rabbia degli agricoltori sono anche i nuovi requisiti della Politica agricola comune, quella Pac riformata nel 2021 che ora impone agli agricoltori di mantenere il 4% delle superfici a riposo per avere accesso ai fondi.

Simbolicamente parcheggiati a Square de Meus, a pochi metri dal quartier generale del Parlamento europeo, i primi trattori belgi – impegnati nel Paese con azioni di ostruzione culminate nel blocco del porto di Zeebrugge sul Mare del Nord – hanno raggiunto la capitale delle istituzioni Ue ventiquattro ore prima dell’arrivo dei capi di Stato e di governo.

Non servono più gli auspicati “puntelli” e nemmeno le toppe ad una politica fallimentare e disastrosa.

E’ necessario cambiare radicalmente e chi è fallito d

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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