Home Economia e finanza IL LAVORO FUTURO E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

IL LAVORO FUTURO E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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di Savino di Scanno
“Jobs of tomorrow: large language models and jobs” è il recente studio del Word Economic Forum ed Accenture relativo all’ impatto della IA sul mondo del lavoro. A tale opera si può citare in Italia il lavoro di Ernest & Young che con Manpower e Sanoma Italia sono giunti a similari conclusioni.
Conclusioni che ci dicono che con la IA emergeranno sempre di più professioni ed aziende legate all’alta tecnologia con la graduale espulsione dal mercato del lavoro di realtà produttive a medio basso contenuto operativo e sociale. Perché vi sarà un profondo impatto sociale. Già ora i processi amministrativi pubblici stanno mutando gradualmente sostituendo profili lavorativi più numerosi riducendo i costi di esercizio ed a cascata tutto ciò che orbita loro attorno. Il lavoro cambia e cambierà anche il volto delle società con una nuova mutazione.
La “rivoluzione industriale” del XVIII e XIX secolo produsse la trasformazione di una economia agricola, artigiana e commerciale in una economia industriale, provocando fenomeni di nuove urbanizzazioni e cicli di vita. Chi parla di “patriarcato” ignora che era una struttura familiare monogamica con un numero di figli elevato in quanto legata a cicli economici prevalentemente rurali. Le nuove famiglie hanno un bassissimo grado di natalità per il motivo inverso.
La rivoluzione industriale avvenne grazie all’ utilizzo di energia derivante inizialmente da combustibili di fossile con il massiccio utilizzo di petrolio e gas in questo secolo. La IA utilizzerà nuove forme di energia con lo sfruttamento di materiali delle “terre rare” con all’orizzonte nuove forme di energia atomica a cui si affiancheranno le fonti alternative a base ambientale. Una sola certezza. Il lavoro mutera’ con il rischio di un crescente impoverimento delle classi deboli sempre più numerose.
È un argomento serio, complesso, reale perché coinvolge tutti e non è la astrattezza virtuale della demenza dei social a cui si potrà sempre aggiungere la IA che coniugata con le neuroscienze potrebbe creare nuove forme di “dipendenze sociali”.
E nella nostra Italia? Nessun dibattito serio. Dove sono I conferenzieri e convegnisti del “tutto e nulla”? Vogliamo scrivere di energia o vogliamo solo e sempre ricordare Mattei.
Ma siamo pratici. Da noi l’unica energia conosciuta è quella “gastronomica” tanto da regalare nomi in codice di questo tipo ai super agenti nostrani, quelli che gli incontri non a caso li facevano negli autogrill.
Un popolo di barzellettieri, tanto prima o poi arriverà il giorno che film come Blade Runner I e II diventeranno realtà e si scoprirà che il desiderio dell’ologramma femminile che si innamora del poliziotto era di diventare “umana”.

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  • Redazione

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