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IL GIORNO SENZA IERI

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di Angelo Ciccarella

Come il nostro destino sta racchiuso in un unico giorno, quello della nascita, così l’atto di morte di un mondo si concretizzerà in 24 ore. Il disegno di pianeti e di stelle che si forma nell’istante in cui vediamo la luce, dice abbastanza della nostra storia; il firmamento che si squadernerà intorno alla Terra nell’ultimo giorno, dirà molto su tutti noi.
Secondo una certa teoria scientifica in auge presso le stanze del potere, la fine dei tempi comporterà il collasso della materia in cui le cose non avranno più un profilo e il peso dei corpi viventi aumenterà fino ad eguagliare il peso del pianeta. È una prospettiva che leva il respiro. Questi fatti accadrebbero in un lontano domani, tra milioni forse miliardi di anni, quindi perché parlarne? Perché la fine è più vicina del nostro stesso naso. Non sarà la scienza a dire l’ultima parola su questa drammatica questione, ma lo spirito. E lo spirito dovrebbe essere ragion d’essere delle grandi religioni, ma pare che queste abbiano preso una deriva senza ritorno. Per me ed altri apocalittici ottimisti, la questione è seria, direi impellente.
Mi rifaccio al mito… e a cosa altro altrimenti? Le epoche cosmiche si succedono in cicli sabbatici, ogni settima èra l’Universo si riassorbe per di nuovo manifestarsi.
Un punto di non ritorno è già oltrepassato. Prove? Aprite gli occhi, cacchio. Giungerà di soppiatto un corto circuito di sistema che abbatterà ogni nostra struttura tecnologica. Da cosa sarà causato? Meglio tacere stavolta. Un fatto è certo, si piomberà in un silenzio di terrore; silenzio che metterà a nudo, interamente, la solitudine di chi non ha più certezze, né miti, né dèi, né volontà di esistere. E sopraggiungerà un’angoscia mai provata prima nella storia dell’Umanità. Forse alcuni si porranno domande e con esse cercheranno risposte: capire il perché, il come, il quando. La crisi epocale si abbatterà su tutti noi, impreparati attoniti indifesi smarriti. Del resto con l’accelerazione dei tempi, le società moderne hanno fatto sì che fossimo privi di ogni riferimento morale, disabituati da ogni comportamento solidale, educati esclusivamente a smodato egoismo e contingente benessere. Sarà un evento senza precedenti dopo il diluvio universale. Evento però unico, poiché mai nel passato si era manifestata una tale prevalenza degli interessi materiali sui valori spirituali. Il corto circuito farà crollare le basi fondanti della modernità, quelle del dio-uno-e-quattrino e tutte le strutture in suo nome edificate, e si aprirà un periodo di violenza e sopraffazione generalizzate. Il corso degli eventi potrà essere rettificato ad opera di poche persone capaci di effettiva autorità, cioè di incarnare valori, di guidare, di dare protezione e fiducia, di ripristinare concrete forme di solidarietà. È questo il momento decisivo, alla congiunzione delle due ere, in cui i predoni del giorno dopo si scontreranno con le sentinelle del nuovo mattino. Se i resti di Israele fonderanno la nuova terra, chi conserverà la fede nel trascendente, l’eletto che confiderà nel ritorno di Dio in terra, potrà accogliere ortogonalmente la spirale di luce condensata, generata da una Parola dell’Eterno che inonderà il cosmo e toccherà il mondo… e sarà tratto in Cielo.

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  • Redazione

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