Home Politica IL GIOCO SPORCO DEI LABURISTI RILANCIATO DAI CENSORI ITALIANI

IL GIOCO SPORCO DEI LABURISTI RILANCIATO DAI CENSORI ITALIANI

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Il gioco sporco dei laburisti inglesi, ormai scoperto e denunciato, tenta di coinvolgere nell’affare Epstein Donald Trump, con un’interferenza diretta nelle elezioni americane che rischia di mettere in discussione l’alleanza tra Usa e Gran Bretagna.

Elon Musk, qualche tempo fa, ha concesso un’intervista all’ex anchorman di Fox News, Tucker Carlson, nella quale ha affermato che i miliardari che sostengono e finanziano la campagna elettorale della vicepresidente Kamala Harris, tra cui Reid Hoffman e Bill Gates, temono che Donald Trump possa vincere le elezioni presidenziali e diffondere così la “lista dei clienti” del magnate-pedofilo Jeffrey Epstein, morto per un apparente suicidio nell’agosto 2019 presso il Metropolitan Correctional Center di Manhattan.

Ora, con una sorta di “rivelazione” sul Guardian, giornale apertamente progressista e di sinistra, una cinquantaseienne accusa Trump di “gioco perverso con Jeffrey Epstein alla Trump Tower».

Pare, sentendo alcuni amici che conoscono gli Usa da vicino, che nessun giornale americano si sia curato di rilanciare la grande rivelazione del Guardian.

Ci ha pensato invece Open, il giornale di Enrico Mentana, giornalista che oltre a fare il suo mestiere si occupa di appoggiare la ricerca di notizie false su Facebook, ossia fa il censore.

Riporta Open. «Donald Trump mi ha molestata nel 1993».

Non male la ragazza. Si è ricordata improvvisamente del fattaccio dopo 31 anni e, guarda caso, alla vigilia di un voto dal confronto serrato, che vede Kamala Harris in difficoltà.

L’ex modella Stacey Williams, citata dal Guardian e rilanciata da Open, parla di “un gioco perverso” con Jeffrey Epstein, il finanziere americano suicidatosi in carcere a New York nel 2019 mentre attendeva il processo per traffico sessuale di minori.

La donna, che ha lavorato come modella professionista negli anni ’90 ha raccontato di aver conosciuto l’ex presidente nel 1992 a una festa di Natale attraverso Epstein. Quest’ultimo, a detta della modella, era interessato a lei: i due si sono, inoltre, frequentati senza impegno per alcuni mesi. Ma la presunta molestia sarebbe avvenuta alcuni mesi dopo durante un incontro tra i tre alla Trump Tower.

“Lì – riporta Open – il tycoon l’avrebbe «tirata verso di sé – sottolinea al quotidiano britannico – e ha iniziato a palpeggiarmi». Stando al racconto di William, l’ex presidente le avrebbe messo «le mani sul seno, sulla vita e sul sedere»”.

Insomma, la modella che ha frequentato “senza impegno!” Epstein per alcuni mesi ben sapendo che Epstein era interessato a lei (anche lui senza impegno!), sarebbe stata palpeggiata da Trump. Capito? Epstein la frequentava “senza impegno” pur essendo interessato a lei, forse per le sue doti di memoria, mentre Trump si sarebbe subito gettato con impegno su seno, vita e sedere, totalmente disinteressato alle doti di memoria dell’amica di Epstein.

La modella, improvvisamente ricordatasi del fattaccio dopo 31 anni, ha rivelato i dettagli del presunto abuso durante un incontro su Zoom organizzata dal gruppo Survivors for Kamala, che sostiene la candidata democratica alla presidenza Harris. 

La questione, che mette in fila la campagna della Harris, la rivelazione della modella, il progressista Guardian e, buon ultimo, il progressista Open, va ben oltre le rivelazioni di una signora smemorata per 31 anni e improvvisamente colta da ricordi angosciati alla vigilia del voto.

La questione riguarda le interferenze elettorali dei laburisti, figli di una mamma ben più importante di loro, la Fabian Society. Interferenze che il team di Donald Trump ha denunciato formalmente alla Federal Election Commission, accusando apertamente il partito laburista inglese.

Fa specie che chi si impegna nella censura su Facebook sia così solerte nel propagandare una notizia che sa chiaramente di ricatto costruito ad hoc.

Che Enrico Mentana si sia prestato a fare il censore, come riporta l’Indipendente del 13 ottobre 2021, è un dato acclarato.

La notizia, ricorda L’Indipendente, è stata diffusa il 12 ottobre dalle agenzie di stampa: Facebook Inc. ha annunciato l’ingresso di Open all’interno della sua squadra di “collaboratori indipendenti per il fact-checking”. La testata giornalistica fondata da Enrico Mentana si occuperà di monitorare i post pubblicati su Instagram e Facebook e sancire se si tratta di contenuti veritieri o menzogne: “Ogni volta che un fact-checker valuta un contenuto come falso – si legge nel comunicato – Facebook riduce la sua distribuzione, in modo che meno persone possano vederlo, e avvisa chi lo ha già visto sulla non correttezza. Applica inoltre al contenuto un’etichetta di avvertimento che rimanda all’analisi fatta del fact-checker”.

Open, questa era la notizia, “entrerà in un team che comprende 80 fact-checker in tutto il mondo e sarà il secondo incaricato di monitorare i post in lingua italiana andando ad affiancare la testata Pagella Politica che collabora a questo fine con le piattaforme di Mark Zuckerberg già dal 2018”.

Open, pertanto, partecipa ad un’attività inquisitoria per un social che è stato ed è nettamente contrario a Donald Trump.

Il tentativo stupido di coinvolgere Trump nell’affare Epstein, oltre ad essere una trovata elettoralmente dagli effetti boomerang, è del tutto estranea al contenzioso vero che si annuncia con le esternazioni di Musk.

Quando Elon Musk dice che se Trump vincesse le elezioni presidenziali potrebbe diffondere la “lista dei clienti” del magnate-pedofilo Jeffrey Epstein non dice, apparentemente, niente di nuovo, in quanto la lista è stata in gran parte desecretata nel gennaio di quest’anno da un giudice Usa.

Se invece leggiamo “la lista dei clienti” come la lista di un gruppo di appartenenti ad una setta, dove gli elementi sessuali sono solo uno degli aspetti, allora si può comprendere l’agitazione in corso.

Forse, allora, è in questa direzione che vale la pena di rivolgere l’attenzione.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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