
di Paolo Falconio
Nel 2024 Katsuya Yamamoto Direttore del programma e ricercatore senior, The Sasakawa Peace Foundation (ex JMSDF) si è recato in Cina su invito ufficiale del China Institute for International Strategic Studies (CIISS) al Sasakawa Japan-China Friendship Fund (SJCFF).
Di seguito riporto alcune sue considerazioni.
Il CIISS è uno dei co-organizzatori del Beijing Xiangshan Forum, (la versione cinese del Dialogo di Shangri-La), che si autoproclama un “gruppo accademico non governativo il quale studia questioni internazionali”. Tuttavia, il CIISS è in realtà annesso all’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) della Cina; il CIISS è di fatto un organo del Dipartimento di Stato Maggiore Congiunto e la maggior parte del suo personale direttivo e di ricerca è composta da alti ufficiali del PLA.
VAlORI DIVERSI
Il ruolo principale del CIISS è quello di interagire e scambiare opinioni con i gruppi di ricerca sulla sicurezza di altri paesi attraverso eventi come il Beijing Xiangshan Forum. Allo stesso tempo,funge anche da luogo di incontro per gli ufficiali dell’Esercito Popolare di Liberazione responsabili degli affari internazionali,ovvero coloro che saranno di stanza come addetti militari o che sono tornati da tali incarichi, per approfondire le relazioni e le strategie internazionali. Pertanto, funge anche da punto di contatto con istituti di ricerca in ambito militare/di difesa e comunità di veterani di altri paesi. I rappresentanti del CIISS non nascondono il fatto che la loro organizzazione faccia parte dell’Esercito Popolare di Liberazione(PLA). Anzi, ci spiegano apertamente e con orgoglio il ruolo svolto dal CIISS. Eppure non esitano a definirlo un”gruppo accademico non governativo”. Ciò suggerisce che la Cina abbia valori diversi dai nostri e che esista un divario di percezione significativo nell’uso e nell’interpretazione di una certa terminologia.
IL CONCETTO DI DETERRENZA PER LA CINA
La Cina ritiene che intimidire l’avversario con una dimostrazione di potenza militare–come il lancio di missili e la collisione deliberata delle proprie navi con quelle avversarie–rientri nell’ambito della “deterrenza” e che costringere l’avversario a sottomettersi alla propria volontà con tale intimidazione sia una forma di “soluzione pacifica”, ma è al di là della nostra comprensione considerare tale comportamento un mezzo di risoluzione pacifica. Pertanto, esiste un profondo divario tra noi e la Cina.
Una determinata azione intrapresa dalla Cina, che Pechino considera rientrante nell’ambito di una “soluzione pacifica”, potrebbe apparire come un atto intimidatorio a chi si trova dall’altra parte, spingendola a reagire sulla base della percezione che la Cina stia usando (o stia per usare) la forza contro di loro. Uno scenario così inquietante potrebbe facilmente diventare realtà. Dal nostro punto di vista, è la Cina ad aver alzato la scala dell’escalation, ma la Cina ci accuserebbe di aver alzato noi la scala dell’escalation.
*SEI Consejo Rector de Honor y Conferenciante presso Siciedad de Estudios Internacionales





