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IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI

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di Marco Sarli

Il diavolo fa le le pentole ma non i coperchi.  Il Governo bacchettato dalla UE sul Golden Power contro UniCredit

Come era largamente prevedibile la competente autorità dell’Unione Europea ha chiesto al Governo italiano di ritirare il Golden Power largamente punitivo nei confronti di UniCredit in relazione all’OPAS sul Banco BPM, un decreto che prevedeva intimazioni al limite dell’impossibile e che avrebbero completamente ingessato l’operatività del nuovo soggetto scaturente dall’acquisizione, per non parlare della clausola che prevedeva l’uscita dalla Russia entro nove mesi.

Va detto che in questa attività di ostacolo al processo di integrazione tra soggetti bancari, l’Italia non è da sola perché il Governo spagnolo sta continuando a frapporre ostacoli alla scalata del Banco Bilbao Vizcaya Y Argentera nei confronti del Banco Sabadell, operazione in corso da due anni e che ha visto di recente un rilancio da parte della banca basca.
D’altra parte, quando sul piano delle concentrazioni bancarie si passa dalle parole ai fatti non sono pochi i governi europei che alzano le barricate, basti pensare all’opposizione di Governo, manager e sindacati della Commerzbank, una banca che pur essendo stata oggetto di intervento statale per i disastri legati alla Tempesta Perfetta non si vuole affidare a quella stessa UniCredit cui pure il governo tedesco aveva venduto parte della sua partecipazione.
Ben altro è stato l’atteggiamento di Giorgetti e Meloni nei confronti della scalata dell’appena risanato a suon di miliardi pubblici Monte dei Paschi di Siena nei confronti di uno degli ultimi bastioni della finanza laica italiana, quella Mediobanca unita da un vincolo fortissimo alle Assicurazioni Generali, grazie anche al possesso di una quota del 13 per cento che aveva permesso all’istituto di Piazzetta Cuccia di avere l’ultima parola sull’indicazione dei vertici del leone alato.
Partecipazione che ora nelle mani indirette di Caltagirone e Milleri, a loro volta grandi azionisti delle Generali, consentirà di bloccare l’operazione Netixis e di costituire un grande polo “nazionale” del risparmio gestito, sempre che non vada in porto la sospirata acquisizione, appunto di Banco BPM, con la nascita di quel terzo polo del mondo bancario a cui potrebbero partecipare da comprimari i francesi già presenti in Piazzetta Meda con una rilevante partecipazione.
UniCredit è comunque avvisata e sa, che Golden Power o meno, il Governo Meloni considera il Banco Bpm e così il costituendo polo Monte dei Paschi, Mediobanca, Generali un terreno proibito e, quindi, secondo Giorgetti e Co. se la veda piuttosto con i tedeschi che vedono l’ammaccata Deutsche Bank impossibilitata a fare da cavaliere bianco nella partita Commerz.

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  • Redazione

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