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Chi sono questi Gazawi che oggi scendono in piazza contro Hamas?

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Gazawi in piazza

Hamas è un’organizzazione islamista armata che da anni ha scelto la guerra permanente contro Israele come propria ragione d’essere

Ho letto il post di Luigi Marattin e credo che ci sia un aspetto che merita una riflessione ancora più profonda.

Chi sono questi Gazawi che oggi scendono in piazza contro Hamas?

Sono uomini e donne che sanno perfettamente a cosa vanno incontro. Sanno che sfidare Hamas a Gaza non significa ricevere una contestazione sui social.

Significa rischiare l’arresto, la persecuzione, la tortura e perfino la morte. Per questo il loro coraggio è straordinario.

Ma per capire il significato di quelle proteste bisogna ricordare chi è Hamas.
Hamas non è soltanto un movimento politico palestinese. È un’organizzazione islamista armata che da anni ha scelto la guerra permanente contro Israele come propria ragione d’essere.

Ha investito enormi risorse in razzi, tunnel e infrastrutture militari, mentre la popolazione di Gaza sprofondava nella povertà e nella disperazione.
E, soprattutto, ha sacrificato il proprio popolo.

Per anni ha operato nel cuore delle aree civili, costruendo una rete sotterranea di tunnel e portando la guerra dentro i quartieri abitati. I suoi uomini trovavano rifugio sottoterra, mentre la popolazione rimaneva in superficie.

Poi è arrivato il 7 ottobre 2023.

Quel giorno Hamas ha massacrato circa 1.200 persone in Israele, in gran parte civili, e ha rapito circa 250 ostaggi. Un orrore che nessuno Stato al mondo avrebbe potuto ignorare.

Chi compie un attacco di quella portata contro un Paese sa perfettamente che quel Paese reagirà. Israele non poteva semplicemente assistere al massacro dei propri cittadini e aspettare il prossimo attacco. Aveva il diritto e il dovere di difendersi.

La tragedia è che, mentre Hamas si nascondeva nei tunnel, i civili di Gaza sono rimasti in prima linea a subire le conseguenze della guerra.

Ed è proprio per questo che le proteste di oggi sono così importanti.
Quando dei palestinesi gridano “Fuori Hamas”, non stanno rinnegando il loro popolo.

Stanno dicendo al mondo che non vogliono più essere usati come scudi umani, non vogliono più essere sacrificati in una guerra eterna e non vogliono che il loro futuro sia deciso da chi ha portato Gaza alla distruzione.

Per questo quei manifestanti meritano rispetto. Perché, rischiando la propria vita, stanno affermando una verità troppo spesso dimenticata: i palestinesi non sono Hamas e Hamas non è il destino inevitabile di Gaza.

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