di Giuseppe Augieri
Tutta la stampa che “spintaneamente” esprime giudizi al fulmicotone su Meloni si interroga sul perché la Presidente si rifiuta di parlare della vicenda Toti. Per ultimo se lo chiede anche Schlein: ovviamente nel riservato confessionale …. di un incontro con tutti i mass-media. Infatti il suo non è un’interrogarsi: è un rispondere alle pance.
E dunque giù ipotesi di ogni tipo, che vanno dal gioco politico di Meloni rispetto all’area di Toti, fino al doversi tenere in equilibrio tra di pareri diversi della maggioranza. Ovviamente passando per la sottaciuta convinzione che Toti “sbagliò” e dunque non va difeso. Film già visto. Con molti biglietti pagati assai caro.
A nessuno viene in mente che potrebbe anche – per carità, solo potrebbe – trattarsi più semplicemente dell’applicazione della regola, ormai desueta, della presunzione di innocenza; in aggiunta all’altra regola che vorrebbe che oggi ed in democrazia non si facciano processi pubblici come nel Medio Evo e più recentemente in alcuni regimi; e completando il tutto dal rispetto della regola che vuole che una Istituzione dello Stato non discute della validità dell’azione di un potere quale la Magistratura, magari criticandola, mentre quest’ultima è al lavoro.
A nessuno viene in mente questa ipotesi, perché queste regole vengono disattese con nonchalance da chi oggi si stupisce dei silenzi, perché fare business di ogni tipo, sulla pelle di qualcuno che è nel campo avverso e dunque è un nemico, è diventata, quella si, regola da seguire. E poi: vuoi mettere l’opportunità di aggiungere qualche altra goccia d’odio? “Aho, siamo in campagna elettorale, belli” si direbbe a Roma. Vuoi vedere che lo stupore nasconde la delusione di non poter fare qualche “pezzo”, di quelli da indignazione morale che fa tanto radical-chic?.
Poi magari mi sbaglio: lo metto nel conto. Ma porgo queste riflessioni con tranquillità. Rafforzerò la convinzione di alcuni, non è uno solo, che io stia dando un indiretto aiuto a questa maggioranza. Pazienza. Non solo in questo caso, ma sempre, vi sono questioni sulle quali per me non esiste lotta politica perché viene prima il rispetto per le regole fondamentali del vivere in comune. E, sempre per me, non è accettabile che si montino campagne, in questa disastrata era politica che ci ritroviamo a subire anche per colpa di questo andazzo, che completino – con indifferenza e con incredibile incoscienza – il disgusto e l’allontanamento popolare dalle istituzioni.
Quanta strumentalità c’è, dietro a stupori che non sono tali. Non la accetto.
Da stupito a stupido è un attimo. Perciò io non mi tacerò.




