Borse europee in caduta libera – Sale il prezzo del petrolio
A seguito degli attacchi iraniani ad alcune navi in transito nello stretto di Hormuz, tre città del sudovest dell’Iran, nella provincia del Khuzestan, sono state colpite ieri in mattinata dagli USA: lo affermano, secondo quanto riporta IRNA, le autorità locali, spiegando come a essere presi di mira sono stati la città di Hamidieh e i due porti di Mahshahr ed Imam. Nel raid una persona è stata uccisa e due sono rimaste ferite. Colpite anche due aree della provincia di Bushehr, compresa una base militare della città di Dashti ed un’altra nella zona di Chaghadak.
Secondo Axios, che cita un funzionario americano, gli attacchi Usa di ieri contro l’Iran sono stati, per portata e potenza, quattro o cinque volte superiori a quelli avvenuti dieci giorni prima.
Secondo il segretario generale della Nato Mark Rutte, i bombardamenti Usa in Iran condotti nel corso della notte erano “assolutamente necessari”. “L’Iran – ha aggiunto Rutte – sta violando la tregua con l’attacco alle navi, gli Usa dovevano reagire con forza”.
Rutte ha poi dichiarato di aspettarsi che gli alleati ribadiranno che Teheran non potrà mai avere le armi atomiche e che lo stretto di Hormuz deve essere riaperto.
Sempre secondo Axios, Donald Trump ha approvato il piano di attacco contro l’Iran e ne ha ordinato l’esecuzione mentre si trovava in Turchia per il vertice della Nato. Il presidente, spiega la fonte di Axios, ha tenuto una riunione ad Ankara con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, quello di Stato Marco Rubio, quello al Tesoro Scott Bessent e il capo degli stati maggiori congiunti il generale Dan Caine.
Durante un bilaterale con Volodymyr Zelensky ad Ankara il presidente americano ha ripetuto che “per me non è una questione di cambio di regime, anche se lo è, ma che l’Iran non abbia l’arma nucleare”.
Trump, ha detto di ritenere che “la tregua con l’Iran sia finita”. Parlando con i giornalisti ad Ankara il capo della Casa Bianca ha precisato di “non voler sprecare il proprio tempo” parlando con la parte iraniana.
“Sono persone malate”, ha ancora dichiarato, aggiungendo di lasciare spazio ai negoziatori se “vorranno continuare a parlare con loro”.
Il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni ha dichiarato la solita inutile manfrina, dicendo che “è chiaro che solo la diplomazia può portare a una soluzione duratura di tutte le questioni in sospeso”.
Lo ha dichiarato, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sugli ultimi sviluppi del conflitto in Iran.
“È fondamentale che tutti gli attori rispettino pienamente il cessate il fuoco, attuino la Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e si astengano da azioni che mettano in pericolo il processo diplomatico in corso”.
Gli Stati Uniti oltre a colpire l’Iran hanno reintrodotto le sanzioni economiche sul petrolio iraniano a causa delle azioni “totalmente inaccettabili” di Teheran nello Stretto di Hormuz, in seguito agli attacchi subiti da diverse navi nella strategica via navigabile.
“Come hanno ripetutamente affermato Trump e l’amministrazione, il memorandum d’intesa in vigore con l’Iran è interamente basato sui risultati: Teheran otterrà benefici solo se darà prova di una condotta corretta”, ha spiegato ad Axios un funzionario sottolineando che “le azioni dell’Iran nello stretto di Hormuz sono del tutto inaccettabili per gli Stati Uniti e non resteranno impunite”.
Revocata, quindi, la deroga sul petrolio iraniano del 21 giugno, che autorizzava la produzione, la consegna e la vendita di greggio. Nello stretto di Hormuz, in meno di 24 ore, almeno tre navi commerciali, di cui una qatarina e una saudita, sono state colpite mentre erano in transito, secondo l’agenzia britannica Ukmto.
Il Comando delle Forze armate degli Stati Uniti (Centcom) ha completato gli attacchi offensivi contro l’Iran, colpendo oltre 80 obiettivi, come risposta immediata all’ultima offensiva iraniana contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz.
Lo comunica il Centcom in un post sul suo account X.
“Le forze statunitensi hanno colpito i sistemi di difesa aerea iraniani, le reti di comando e controllo, le postazioni radar costiere, le capacità missilistiche antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nello stretto e nelle sue vicinanze – prosegue il messaggio – al fine di indebolire la capacità dell’Iran di continuare ad attaccare il commercio internazionale che transita attraverso il corridoio commerciale internazionale”.
Secondo il Comando delle forze armate americane, l’Iran ha recentemente attaccato tre navi mercantili in transito nello stretto, tra cui la M/T Al Rekayyat, battente bandiera delle Isole Marshall, la M/T Wedyan, battente bandiera saudita, e la M/T Cyprus Prosperity, battente bandiera liberiana.
“L’ingiustificata aggressione da parte delle forze iraniane costituisce una chiara e pericolosa violazione del cessate il fuoco e mina la libertà di navigazione”.
Ovviamente pronta la risposta di Teheran che afferma di aver colpito basi statunitensi in Kuwait e Bahrein.
Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver colpito decine di installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta agli attacchi americani, secondo un comunicato diffuso dall’emittente statale IRIB.
“In una prima risposta a questa aggressione, la Marina e le Forze Aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie hanno condotto un’operazione con missili e droni, colpendo 85 installazioni militari statunitensi chiave” nei due Paesi, e abbattendo un drone MQ-9.
Lo Stato Maggiore dell’Esercito kuwaitiano ha dichiarato che i sistemi di difesa aerea del Kuwait sono stati impegnati in scontri con droni e missili ostili. Le esplosioni, udite in alcune zone del Paese, sono state causate da intercettazioni in volo, secondo un comunicato dello Stato Maggiore.
Inoltre, Teheran afferma che “le forze armate iraniane sono pronte, con una forza tale che se il nemico schierasse forze di terra nelle zone costiere meridionali dell’Iran, le loro truppe non avrebbero modo di uscirne, poiché trasformeremo per loro quelle aree in un inferno”.
Il Comando Centrale delle Forze armate della Repubblica islamica ha dichiarato in un comunicato che “l’Iran non permetterà alcuna interferenza nella gestione e negli affari relativi allo Stretto di Hormuz, in nessuna circostanza”.
Gli attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran hanno causato la caduta libera delle borse europee. È il forte rialzo il prezzo del petrolio.
Ieri era in rialzo il prezzo del petrolio. Il greggio WTI, dopo aver superato brevemente la soglia dei 75 dollari, viaggia ora a quota 74,6 dollari al barile con un aumento del 6%. Il Brent del Mare del Nord avanza del 5,9% a 78,5 dollari.





