Profetico il discorso di J. D. Vance a Monaco
È impressionante vedere come chi ha venduto l’anima alla finanza usi la conventio ad excludendum per mantenere a tutti i costi un potere che è ormai evidentemente burocratico, antidemocratico e, in alcuni tratti, totalitario, per non dire orwelliano al servizio della finanza.
L’Unione Europea di Maastricht usa ormai il fumus del nazismo e del fascismo per delimitare l’area di chi, secondo socialisti e verdi, con la connivenza ormai inspiegabile del Partito Popolare Europeo, non ha diritto di esistere e deve essere eliminato, nonostante il popolo si esprima in senso contrario.
L’esempio della Romania è eclatante e ora, ancor più eclatante, è che il Parlamento europeo abbia avviato un’indagine ufficiale sul gruppo di estrema destra Europa delle Nazioni Sovrane (ESN) – che include la delegazione tedesca di AfD e l’italiano Roberto Vannacci – per verificare se i loro principi rispettino i valori fondamentali di democrazia, Stato di diritto e diritti umani.
Stiamo parlando di un partito tedesco che ha, secondo i dati aggregati dei sondaggi, tra il 26 e il 29% dei gradimenti di voto, a fronte di CDU/CSU: 21-22%, Grüne: 13-15%, SPD: 12-13%, Linke: 10-11%, FDP: ~4%.
Per quanto riguarda Futuro nazionale, nato da poco, ha il 6% del gradimento degli italiani.
Il Parlamento europeo ha approvato il 7 luglio 2026 (a scrutinio segreto) la richiesta di avviare un’indagine ufficiale da parte dell’Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee (APPF) sul partito Europa delle Nazioni Sovrane (ESN), per verificare se rispetti i valori UE (democrazia, Stato di diritto, diritti umani) necessari per registrazione e finanziamenti. Il risultato è stato 414 voti favorevoli, 224 contrari e 18 astensioni.
L’Aula di Strasburgo ha votato per chiedere all’Autorità per i partiti politici europei (APPF) di valutare la conformità del gruppo alle regole dell’Unione Europea. Se l’autorità competente dovesse riscontrare gravi violazioni, il gruppo sovranista rischia la cancellazione dal registro europeo e la conseguente esclusione dai fondi dell’UE.
A favore gran parte del PPE (inclusa la delegazione di Forza Italia), S&D, Renew Europe, Greens/EFA e The Left. Queste forze europeiste/progressiste hanno sostenuto la necessità di tutelare i valori UE e impedire finanziamenti pubblici a formazioni accusate di violazioni (razzismo, antisemitismo).
Contrari ESN stesso (il gruppo oggetto della verifica), Patrioti per l’Europa (PfE, che include la Lega) e ECR (Conservatori e Riformisti, che include Fratelli d’Italia), i quali hanno denunciato un uso politico della procedura contro l’opposizione.
Quello del Parlamento europeo è l’ennesimo tentativo di tenere assieme tutti i costi un’alleanza che sostiene la Commissione Ursula. Alleanza fatta da partiti che, ormai da anni, hanno messo da parte la politica per consegnarsi alle logiche della finanza internazionale.
Non è la prima volta che da Bruxelles arrivano segnali antidemocratici travestiti da antifascismo e da antinazismo con il solo scopo di far sì che i soliti rimangano al potere a nome e per conto di una finanza che ha imposto follie come il Green Deal che ha disastrato l’Europa.
Non è difficile dire che aveva ragione J. D. Vance quando a Monaco, il 17 febbraio 2025 disse che “in Europa la libertà di parola è in ritirata”.
“Ci riuniamo a questa conferenza, ovviamente – disse Vance – per discutere di sicurezza. E di solito intendiamo minacce alla nostra sicurezza esterna. Vedo molti, molti grandi leader militari riuniti qui oggi. Ma mentre l’amministrazione Trump è molto preoccupata per la sicurezza europea e crede che possiamo arrivare a un ragionevole accordo tra Russia e Ucraina, e crediamo anche che sia importante nei prossimi anni che l’Europa faccia un grande passo avanti per provvedere alla propria difesa, la minaccia che mi preoccupa di più nei confronti dell’Europa non è la Russia, non è la Cina, non è nessun altro attore esterno. Ciò che mi preoccupa è la minaccia dall’interno. Il ritiro dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali: valori condivisi con gli Stati Uniti d’America. Mi ha colpito il fatto che un ex commissario europeo sia andato in televisione di recente e sia sembrato felice che il governo rumeno avesse appena annullato un’intera elezione. Ha avvertito che se le cose non vanno come previsto, la stessa cosa potrebbe accadere anche in Germania”.
Vance è stato profetico. Al fine di evitare che il popolo tedesco scelga a destra e mandi a casa Merz e compagnia cantante, si inventa la conventio ad excludendum con la solita storia del nazismo che avanza.
“Ora – disse J. D.Vance – , queste dichiarazioni sprezzanti sono scioccanti per le orecchie americane. Per anni ci è stato detto che tutto ciò che finanziamo e sosteniamo è in nome dei nostri valori democratici condivisi. Tutto, dalla nostra politica sull’Ucraina alla censura digitale, è pubblicizzato come una difesa della democrazia. Ma quando vediamo tribunali europei annullare elezioni e alti funzionari minacciare di annullarne altre, dovremmo chiederci se ci stiamo attenendo a uno standard adeguatamente elevato. E dico noi stessi, perché fondamentalmente credo che siamo nella stessa squadra”.
“Dobbiamo fare di più che parlare di valori democratici – ha aggiunto Vance -. Dobbiamo viverli. Ora, nella memoria viva di molti di voi in questa sala, la guerra fredda ha posizionato i difensori della democrazia contro forze molto più tiranniche in questo continente. E considerate la parte in quella lotta che ha censurato i dissidenti, che ha chiuso le chiese, che ha annullato le elezioni. Erano i buoni? Certamente no.
E grazie a Dio hanno perso la guerra fredda. Hanno perso perché non hanno né apprezzato né rispettato tutte le straordinarie benedizioni della libertà, la libertà di sorprendere, di sbagliare, di inventare, di costruire. A quanto pare, non puoi imporre innovazione o creatività, così come non puoi forzare le persone a pensare, a sentire o a credere. E noi crediamo che queste cose siano certamente collegate. E sfortunatamente, quando guardo l’Europa di oggi, a volte non è così chiaro cosa sia successo ad alcuni dei vincitori della guerra fredda. Guardo a Bruxelles, dove i commissari della Commissione europea hanno avvertito i cittadini che intendono chiudere i social media in periodi di disordini civili: nel momento in cui individuano ciò che ritengono essere “contenuti d’odio”, o a questo stesso Paese dove la polizia ha effettuato retate contro cittadini sospettati di aver pubblicato commenti antifemministi online come parte della “lotta alla misoginia” su Internet. Guardo alla Svezia, dove due settimane fa il governo ha condannato un attivista cristiano per aver partecipato ai roghi del Corano che hanno portato all’omicidio del suo amico. E come ha osservato in modo agghiacciante il giudice del suo caso, le leggi svedesi che presumibilmente proteggono la libertà di espressione non garantiscono, di fatto, – e cito – un “lasciapassare” per fare o dire qualsiasi cosa senza rischiare di offendere il gruppo che sostiene tale convinzione”.
“Ora – disse Vance a proposito della Romania -, siamo al punto, ovviamente, che la situazione è peggiorata così tanto che questo dicembre, la Romania ha annullato direttamente i risultati di un’elezione presidenziale sulla base dei deboli sospetti di un’agenzia di intelligence e dell’enorme pressione dei suoi vicini continentali. Ora, a quanto ho capito, l’argomento era che la disinformazione russa aveva infettato le elezioni rumene. Ma chiederei ai miei amici europei di avere un po’ di prospettiva. Puoi credere che sia sbagliato che la Russia acquisti pubblicità sui social media per influenzare le tue elezioni. Noi certamente lo facciamo. Puoi condannarlo sulla scena mondiale, persino. Ma se la tua democrazia può essere distrutta con poche centinaia di migliaia di dollari di pubblicità digitale da un paese straniero, allora non era molto forte”.
“La buona notizia è che ritengo che le vostre democrazie siano molto meno fragili di quanto molti apparentemente temono. E credo davvero che permettere ai nostri cittadini di dire la loro li renderà ancora più forti. Il che, naturalmente, ci riporta a Monaco, dove gli organizzatori di questa stessa conferenza hanno vietato ai legislatori che rappresentano i partiti populisti sia di sinistra che di destra di partecipare a queste conversazioni. Ora, di nuovo, non dobbiamo essere d’accordo con tutto o niente di ciò che la gente dice. Ma quando i leader politici rappresentano un elettorato importante, è nostro dovere almeno partecipare al dialogo con loro”.
È difficile lamentarsi che Donald Trump, sia pure con toni sprezzanti e inusuali per la politica e per la diplomazia, tratti a pesci in faccia politici europei che calpestano ogni giorno i più elementari diritti democratici di espressione dei popoli.
Siamo in presenza di leader che non hanno più il consenso dei loro cittadini, che sono travolti da inchieste (vedi la Spagna dove la moglie di Sanchez non è potuta andare ad Ankara perché le hanno ritirato il passaporto”.
L’Unione Europea è attraversata da scandali. Ursula von der Leyen è stata accusata nel maggio del 2025 di aver violato le regole di trasparenza per aver negoziato direttamente (anche via SMS) con il CEO di Pfizer Albert Bourla un enorme contratto per centinaia di milioni di dosi di vaccini anti-Covid (fino a 1,8 miliardi di dosi, valore stimato intorno ai 35 miliardi di euro). I messaggi secondo la Commissione non erano disponibili o conservati. È una sconfitta giudiziaria importante per von der Leyen, ma qui il Parlamento non mette lingua.
La responsabilità più grave di una deriva antidemocratica dell’Unione Europea ricade sul Partito popolare europeo, in quanto continua, pervicacemente, a sostenere un kombinat burocratico che ormai ha ampiamente dimostrato di essere al servizio degli interessi della finanza e di non avere alcuna rilevanza geopolitica, salvo continuare a sostenere la logica in base alla quale la Russia è il nemico sistemico, mentre gli Stati Uniti d’America la considerano un interlocutore, se non un partner.
Se gli Stati Uniti d’America, come è possibile, manterranno l’attuale linea politica, il contrasto con questa alleanza di camerieri della finanza non può che essere destinato ad aumentare.





