
Si allontana la possibilità di una tregua a Gaza dopo il massacro di Rafah.
Hamas ha infatti informato i mediatori che non parteciperà ad alcun negoziato con Israele. Lo riferisce la tv all-news saudita Al-Sharq citando fonti del movimento palestinese.
I negoziati si sono interrotti tre settimane fa dopo che Israele ha respinto l’ultima bozza approvata da Hamas, accusando l’Egitto di avere “unilateralmente apportato modifiche fondamentali”.
Nel frattempo è sempre più chiaro che la soluzione del conflitto sarà, secondo Israele, la completa e totale vittoria su Hamas.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha lanciato una nota di sfida dalla tribuna della Knesset, promettendo di continuare a combattere a Gaza nonostante la crescente condanna internazionale dell’offensiva a Rafah e respingendo le accuse secondo cui il governo non sta negoziando in buona fede per il rilascio degli ostaggi detenuti nella Striscia.
“Chi dice di non essere pronto a reggere la pressione – ha detto Netanyahu – alza la bandiera della sconfitta. Non alzerò nessuna bandiera del genere, continuerò a combattere finché non sarà issata la bandiera della vittoria. Non intendo porre fine alla guerra prima che tutti gli obiettivi siano stati raggiunti. Se cediamo, il massacro tornerà. Se ci arrendiamo, daremo un’enorme vittoria al terrorismo, all’Iran”.
Riguardo all’incidente della scorsa notte in cui un attacco contro due importanti comandanti di Hamas sembrò innescare un incendio che si diffuse in un accampamento di tende, uccidendo dozzine secondo le autorità sanitarie di Gaza, Netanyahu ha affermato che Israele ha tentato di mantenere i civili al sicuro, evacuando 1 milione di persone.
Ieri si è determinato un incidente anche con l’Egitto, dove uno scontro a fuoco tra l’esercito israeliano e le forze egiziane al valico di Rafah ha causato la morte di un soldato del Paese arabo. Le Idf hanno confermato che c’è stata una “sparatoria”, “‘l’incidente è sotto indagine ed è in corso un dialogo con la parte egiziana”. Fonti militari israeliane, citate dal portale Ynet, hanno accusato l’esercito egiziano di aver provocato lo scontro a fuoco. Secondo le fonti, i soldati arabi hanno aperto il fuoco contro le truppe israeliane che hanno reagito. Un portavoce dell’esercito egiziano ha confermato l’uccisione di “un addetto incaricato della sicurezza” presso la zona di confine di Rafah, aggiungendo che le forze armate hanno aperto un’indagine sull’accaduto.





