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Forte reazione di un generale indiano in pensione al Patto della Mecca

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Patto della Mecca e India

Per Bakshi, la “NATO sunnita” rappresenta una “seria preoccupazione strategica” per l’India

Il 7 agosto 2026 Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno firmato l’Accordo di Mutua Difesa della Mecca a La Mecca, in Arabia Saudita.

Una clausola fondamentale dell’accordo stabilisce che “un attacco armato contro uno qualsiasi dei tre Paesi sarà considerato un attacco contro tutti e tre”: tale clausola di difesa collettiva è ampiamente paragonata all’articolo 5 del Trattato della NATO.

Il 13 agosto 2026, il generale di divisione indiano in pensione Gagan Deep Bakshi, in un’intervista al quotidiano di Nuova Delhi “Republic World”, e ripresa dal Jerusalem Post, ha definito l’accordo una “NATO sunnita”, affermando che rappresenta una “seria preoccupazione strategica” per l’India.

Le argomentazioni principali di Bakshi, commentatore televisivo e opinionista, includono il fatto che Turchia e Pakistan sono già legati da un’alleanza attiva anche senza dichiarazione di guerra e ha citato l’Operazione Sindoor del 2025, durante la quale la Turchia fornì al Pakistan quasi 1.000 droni e assistette nelle operazioni, inviando anche una nave da guerra a Karachi.

L’arsenale nucleare pakistano rappresenta una “minaccia esistenziale” per l’India e Bakshi contrappone il Pakistan all’Iran: l’Iran, che “non possiede nemmeno una singola arma nucleare”, è considerato una minaccia esistenziale da Israele, mentre il Pakistan, “uno stato fondamentalista e jihadista con 180 testate nucleari”, non causa a Israele notti insonni perché queste armi nucleari sono “considerate una minaccia solo per l’India”.

Nell’intervista, Bakshi ha lanciato una minaccia militare diretta e decisa alla Turchia: se la Turchia tenterà di sostenere il Pakistan, la sua flotta dovrà attraversare il Mediterraneo e il Mar Arabico, e “la Marina indiana ha la capacità di annientare completamente qualsiasi flotta turca che tenti di aiutare il Pakistan”.

Tuttavia, gli analisti sottolineano che Bakshi è un generale in pensione e opinionista televisivo, non un portavoce del governo indiano.

La dichiarazione del portavoce del Ministero degli Affari Esteri indiano, Jaiswal, del 12 agosto, è stata molto più cupa, affermando che Nuova Delhi stava “valutando” l’accordo dal punto di vista della sicurezza nazionale e della stabilità regionale.

Nell’intervista, Bakshi ha anche trasmesso un messaggio chiaro a Israele cioè che l’India non sacrificherà le sue relazioni con l’Iran per venire incontro alle preoccupazioni di sicurezza di Israele e ha aggiunto senza mezzi termini: “Non siamo il 51° stato degli Stati Uniti e, in questo senso, non siamo uno stato vassallo o satellite di Israele. Siamo certamente amici. Ma un vassallo? No, signore.”

Bakshi ha sottolineato il triplice valore strategico dell’Iran per l’India che comprende l’approvvigionamento energetico (petrolio iraniano a basso costo raffinato nelle raffinerie indiane e poi riesportato), le vie di comunicazione terrestri (un ponte verso l’Asia centrale e l’Afghanistan) e l’equilibrio geopolitico (l’Iran sciita è una forza importante nel contenimento del Pakistan).

L’Accordo della Mecca è stato firmato a seguito dell’attacco militare israelo-americano contro l’Iran alla fine di febbraio 2026, l’Arabia Saudita ha subito direttamente l’impatto del conflitto e la fiducia nell’impegno di sicurezza degli Stati Uniti ha continuato a diminuire.

I funzionari di tutti e tre i Paesi hanno sottolineato che l’accordo è difensivo, non diretto contro alcun Paese specifico e “non implica cooperazione in materia di armi nucleari”.

Il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha affermato che il contenuto dell’accordo è “tecnicamente equivalente” all’articolo 5 della NATO, ma ha sottolineato che le modalità di risposta specifiche richiedono una consultazione tra i Paesi e non costituiscono un intervento militare volontario.

Anche il Vice Ministro degli Esteri saudita Waleed Al-Khereiji
ha esplicitamente dichiarato che l’accordo non intende creare un asse militare o un blocco settario.

Autore

  • Carlo Marino

    Carlo MarinoCarlo Marino, Ph.D., Journalist Stampa Estera. Direttore Scientifico della Collana di linguistica, Storia e Antropologia Eurasiatica - De Frede Editore Napoli. Il Faro di Roma, Sala Stampa Santa Sede. Correspondent of European News Agency. Reporters.de. AgoraVox.fr, Nuovo Giornale Nazionale, Eurasiaticanews.eu, La Maschera di Tespi, De Regimine Litterarum. Scrittore.

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