Dalla sinistra solo pseudoproposte, ma non come attuarle
Venerdì scorso il leader del M5S, Giuseppe Conte, si è esibito in una tribuna gentilmente messa a disposizione da “Repubblica”.
Una “lettera al direttore” con ben sette “si deve fare”, accompagnati da un imperativo: “Alla sinistra non serve il woke”.
Conte ha parlato a nuora per far intendere alla suocera. La nuora, il pretesto, è la conversione a U di Alexandra Ocasio-Cortes, che accarezza il sogno di essere la candidata democratica per la Casa Bianca; la suocera, peraltro chiaramente indicata, è Elly Schlein, cui si contende in modo ostentato, la guida dello schieramento da opporre al destra/centro.
Conte, che quale ha dato il morso alla mela “Palazzo Chigi”, di quel sapore s’è invaghito, vuole di nuovo gustare quel frutto.
Per questo progetto/sogno/aspirazione, si legge su “La Stampa”, può contare sul fattivo sostegno di Goffredo Bettini e Alessandro Onorato: “In questa alleanza progressista ancora tutta da costruire e rattoppare, Conte, Bettini e Onorato sono un blocco attivo, che lavora ai fianchi della segretaria del PD Elly Schlei, e che propone un perimetro preciso della coalizione dalla quale vorrebbero lasciar fuori il leader di Italia Viva Matteo Renzi…”.
Alleanza progressista ancora non nata e già si dice che urgono toppe e rammendi… fantastico.
Ancora: uno degli obiettivi del progetto “unitario” da una parte è mettere in difficoltà il maggiore azionista; dall’altra escludere possibili alleati, come Renzi, memori di passati tradimenti.
Lui, Renzi, approfitta della tribuna messa a disposizione di “Repubblica”, con una lenzuolata di identiche dimensioni di quella di Conte.
Il mantra di Conte sono sette “si deve fare”. Renzi replica con sei “serve”: misure per contrastare la povertà; scommessa sull’energia basata sulla tecnologia; welfare più efficace; riprendere il consenso del mondo produttivo; abbassare le tasse; bloccare la fuga dei “cervelli” all’estero.
«Venghino siori, venghino!».
Renzi indica il “ruolo” dei riformisti nel centrosinistra: “Garantire lo stato sociale, non sognare uno stato socialista”.
Ecco: «Più gente entra, più bestie si vedono!».
Peccato che a quei sei “serve” e a quel “ruolo”, non segua un “come”. Ci sono, però, un paio di “vogliamo”: “Un’Europa capace di decarbonizzare senza chiudere le proprie fabbriche per regalare pezzi di mercato a India e Cina”.
Mistero, come salvare la capra e il cavolo.
“Vogliamo un’Europa che attiri i migliori talenti procedendo a più velocità verso un futuro da protagonista e non da spettatrice del grande scontro tra Stati Uniti e Cina…”.
Anche qui, questo fastidiosissimo particolare: come?
A Renzi piace infiorare i suoi interventi con brani di canzoni. A volte cita Jovanotti; questa volta il Francesco Guccini di “Canzone di notte n.2”.
Guccini per Guccini, si suggerisce a Renzi (ma a tutti noi): “C’è bisogno di silenzio / C’è bisogno di ascoltare / C’è bisogno di un motore / Che sia in grado di volare / C’è bisogno di sentire / C’è bisogno di capire / C’è bisogno di dolori / Che non lasciano dormire / C’è bisogno di qualcosa / C’è bisogno di qualcuno / C’è bisogno di parole / Che non dice mai nessuno / C’è bisogno di fermarsi / C’è bisogno di aspettare…”.
Più in generale: la contesa sembra sia: primarie in gazebo, via internet, sia gazebo che internet? Iscritti o aperte a chi vuole partecipare?
Devono raggiungere una quadra sul programma. Se mai la raggiungeranno, si sarà allora solo chiamati a ratificare programmi già stipulati e scegliere l’esecutore/mandatario?
Elly Schlein si avvia ad essere la più longeva segretaria del Partito Democratico… come Giorgia Meloni, la presidente del Consiglio di più lunga durata…
Sublime. Si è indiscreti se si chiede anche di fare un bilancio di queste lunghe durate?
La durata è la forma delle cose. Ma quali, le “forme”, che sono anche sostanza?





