La sinistra fa retromarcia
Amic* pare che ‘sto woke non piaccia più a nessuno e un po’ mi dispiace, era una cosina così intelligente e simpatica, perfetta per ricreare una faglia ideologica irrimediabile tra le finte alternative del sistema neoliberale.
La crisi dei subprime aveva mostrato il volto reale della sinistra occidentale post 89: Obama aveva salvato le banche e buttato a mare le classi medie, l’Europa decapitava la Grecia, la disintermediazione cancellava commercio e piccola impresa, la mannaia liberal-progressista calava inesorabile su sanità, istruzione e welfare, l’imperialismo rendeva indistinguibili democratici e neocon, le rivoluzioni colorate di Hillary Clinton facevano strame del Mediterraneo.
Insomma, a metà del decennio scorso pareva quasi che stessimo riuscendo a mettere sul banco degli imputati questa finta alternanza destra/sinistra, le classi popolari, riattivate dall’energia dei nuovi mezzi di condivisione delle informazioni – orizzontali e attivi e non verticali e passivi prima della ristrutturazione – mostravano un minimo di fermento e di consapevolezza, qualcuno cominciava a tentare di offrire ai ceti medi incattiviti qualche strumento culturale atto a capire cosa stesse succedendo alla loro vita e a spingere la loro rabbia verso l’alto.
Per carità, il sistema non era arrivato proprio al terrore assoluto, il risparmio privato era ancora garanzia di una certa docilità di massa, ma qualche bella scossa cominciava ad avvertirsi.
E, allora, ai piani alti si è deciso di utilizzare una potenza di fuoco immensa per riprogrammare il perimetro cognitivo della gente con investimenti giganteschi atti alla profilazione assoluta e alla ricostruzione della faglia.
Il woke è un’infiammazione che ha messo letteralmente KO il sistema immunitario del cittadino atomizzato globale.
Gli ha tolto gli anticorpi necessari a decifrare la realtà, insieme al suo gemello MAGA ha ritrasformato il conflitto da verticale e direzionato a orizzontale ed endemico.
A mezzo di una sistematica skinneriana pianificazione di stimoli e risposte, la faglia destra/sinistra è tornata eterna e immutabile, la socialdemocrazia è stata la vittima predestinata di questa ridicola grammatica vittimaria che ha reso impossibile qualsiasi alleanza tra ultimi, penultimi e terzultimi.
Dobbiamo dire grazie al woke se gli oppressi sono diventati oppressori agli occhi di altri oppressi.
Il vecchio trucco nichilistico – elaborato in sede filosofica alla fine degli anni Sessanta per distruggere l’idea che il mondo avesse un senso, opportunamente e ridicolmente ricamuffato ed estremizzato, ha funzionato, e la sinistra libertaria e radicale occidentale, imbottita di zuccherini e di prebende, ha agito, ancora una volta, da alfiere del sistema.
Il panorama odierno è uno spettacolo di mostri, la democrazia è stata archiviata, andremo dritti verso la guerra permanente scannandoci tra “fascisti” e “comunisti”, tra maschi e femmine, tra giovani e vecchi, tra suprematisti e ‘accoglioni’, innalzando stendardi identitari ingegnerizzati in vitro e atti a nascondere, innanzi tutto a noi stessi, la nostra profondissima indistinguibilità antropologica, insieme alla perdita irrimediabile di ogni senso della realtà e della comunità.





