
di Marco Pugliese
Situazione attuale
L’ultimo aggiornamento dal fronte ucraino indica che le forze russe mantengono l’iniziativa in quasi tutte le regioni, mentre gli ucraini lanciano incursioni in territorio russo. La rielezione di Putin con l’87% dei voti ha consolidato il fronte interno ed azioni della Russia come quelle verso Ariston e Bosch hanno allarmato il G7 e fatto comprendere quanto sia rischioso congelare senza conseguenze asset russi nel mondo. Ci rimette anche l’Italia dopo che la Germania ha nazionalizzato gli asset russi in loco, ovvero tutto il comparto Gazprom inerente l’energia. Una sberla economica quella dei russi, a Germania ed Italia.
Focus su Macron e il dibattito europeo
Le dichiarazioni di Macron (a cui si sono aggiunte quelle di Polonia e Uk disposte ad utilizzare uomini al fronte) sull’invio di truppe francesi in Ucraina e l’appello del Papa alla pace mettono in luce le crescenti tensioni. Tuttavia, la realtà delle capacità militari europee racconta una storia diversa, con un evidente divario tra le ambizioni politiche e la capacità militare reale.
La realtà sintetizzata degli arsenali europei è più o meno questa
Francia: nonostante il sostegno dichiarato, l’esercito francese mostra limiti evidenti, con solo 82 obici semoventi rimasti, molti dei quali obsoleti. Truppe numericamente non sufficienti anche se tra le meglio armate del continente. Francia però che arriva dalla pesante uscita dal Sahel e deve riorganizzarsi. Servirebbe la leva obbligatoria.
Germania: dopo aver supportato l’Ucraina con munizioni, i depositi tedeschi ora sono vuoti, e la riorganizzazione richiederà anni e risorse significative. Uomini pochi e finanziamenti stanziati che richiedono anni per attuare i programmi prefissati, tra 5 e 10, contando che senza leva obbligatoria non sarebbe facile comunque.
Gran Bretagna: con un esodo crescente di personale e riduzioni significative nella flotta aerea e navale, la capacità britannica di sostenere un conflitto prolungato è più debole che mai, Uk paga una forte crisi di personale ed un apparato bellico sfiancato dalle varie partecipazioni a guerre negli anni 2000. La Royal Navy ha lasciato l’iniziativa ad Italia e Francia nel Mediterraneo. Servono uomini.
Italia: pur avendo dichiarato di non mandare uomini in ogni caso, le forze armate italiane sono dotate di reparti speciali tra i più performanti al mondo e d’una Marina efficiente (chiamata a più sforzo nel Mediterraneo e nel Mar Rosso). Servono uomini e nuovi armamenti. Aeronautica impiegata nella NATO.
L’Europa si trova in una posizione di debolezza militare, nonostante la retorica bellicosa, concentrarsi su negoziati per una sicurezza duratura e stabile ai confini orientali dell’Europa. La realtà è che non possiamo permetterci un conflitto diretto, soprattutto per mancanza di uomini (la leva era un deterrente), non servono grandi analisi.





