Home Politica Europa criminale

Europa criminale

0

Mentre Purstula Von der Pippen e i suoi compagni di merende se la fanno e se la dicono, con la complicità anche di troppi nostri politici, probabilmente incapacitati a fare altro, il IV Reich europeo continua a calpestare i diritti dei suoi cittadini in nome di principi assurdi.

E la pressione cresce nel silenzio assoluto anche di quegli pseudo liberali alla Forza Italia che dovrebbero fare le barricate.

O le barriquate che sono più gustose e migliorano il vino e la vita in genere.

Non solo il povero Ulisse aveva i proci in casa, anche noi europei soffriamo sotto il giogo di una mandria di proci che ci occupano casa.

Giudici che dicono in faccia ai genitori che i loro bambini che “devono morire” per il loro “bene,” malgrado altri ospedali si siano offerti di tentare una cura, con la potestà genitoriale ridotta a nulla.

Un giudice che dice in faccia ad una ragazza malata che vuole vivere fino all’ultimo istante, che “deve morire” per il suo “bene.”

Persone arrestate perché “pregano in silenzio” vicino ad un centro per aborti.

Una corte costituzionale che dice che lo Stato ti può fare quello che vuole in tema di trattamenti medici per il “bene” comune.

Pseudo economisti neogattovolpiani, pardon, neokeynesiani, che per il “bene comune” ritengono che lo stato ti possa prelevare anche quasi tutto quello che guadagni … ma ce lo diranno mai questi comunisti di m … a travestiti da esperti e tecnici, qual è il limite invalicabile di tassazione?

Uno stato che ammazza con l’eutanasia una ragazza minorenne e minorata affetta da depressione, non malata terminale.

E di Jacques Baud ne vogliamo parlare? A causa di opinioni sgradite al potere gli viene impedito di viaggiare dentro all’Unione europea e non ha più accesso ai suoi conti bancari.

Dimostrate che è al soldo di Putin, brutti proci, come vi hanno insegnato a giurisprudenza, fate un processo e prendetevi l’onere della prova.

Altrimenti in che cosa sareste diversi proprio da Putin?

Potrei continuare ma non ne ho voglia, ma una cosa ve la voglio dire nel silenzio di quasi tutti i media, con la lodevole eccezione della Nuova Bussola Quotidiana e di pochi altri.

In Irlanda c’è un insegnante che si chiama Enoch Burke, cristiano evangelico, che sta subendo il martirio per le sue idee.

Ecco il riassunto della questione fatto dalla NBQ.

BURKE IL MARTIRE

Nel maggio del 2022 Enoch Burke, docente irlandese di storia e lingua tedesca presso la Wilson’s Hospital School e di fede evangelica, viene sospeso dalla sua scuola perché si era rifiutato di usare un nome femminile per un suo alunno che stava per “cambiare” sesso.

Gli viene anche impedito di entrare a scuola.

Ma Burke non rispetta l’ordine e finisce in carcere, ben tre volte entro il 2024.

Inoltre, deve pagare 700 euro ogni volta che entra in una scuola dove ha insegnato. Ad oggi Burk deve allo Stato 225 mila euro.

Arriviamo ai nostri giorni. Ennesimo processo a suo carico. Il giudice che lo ha condannato a 500 giorni di detenzione per oltraggio alla corte così si esprime: «il signor Burke non è stato imprigionato né multato per le sue opinioni sulle questioni transgender, opinioni che aveva perfettamente diritto di avere. Non si limita a violare i locali, ma entra direttamente nel cuore della scuola, aggirandosi per i corridoi anche quando non ne ha il diritto. È una presenza maligna e minacciosa, un intruso che perseguita la scuola, i suoi insegnanti e i suoi alunni. Ma questa è una strategia deliberata: una strategia di confronto. Non ho dubbi che le azioni del signor Burke abbiano causato una crisi tra gli alunni della scuola, gli insegnanti e il consiglio di amministrazione», i quali «invece di concentrarsi sul nobile compito di educare i giovani di domani, devono vedersela con il signor Burke e le sue buffonate».

Un cristiano su sette viene perseguitato nel mondo. Burke è uno di questi.”

Il 19 gennaio 2026 hanno riarrestato Burke, ecco come descrive i fatti l’Irish Times (grassetto mio):

“L’Alta Corte ha ordinato l’immediato ritorno in carcere di Enoch Burke, meno di una settimana dopo che l’insegnante era stato rilasciato dal carcere di Mountjoy.

Burke è stato portato davanti al giudice Brian Cregan lunedì, poche ore dopo che la polizia lo aveva arrestato alla Wilson’s Hospital School. Il giudice aveva ordinato il suo arresto venerdì, in seguito alla sua violazione di un’ordinanza del tribunale che gli proibiva di frequentare la scuola della contea di Westmeath.

A seguito di una richiesta presentata dagli avvocati della scuola, il giudice Cregan si è detto convinto che Burke si fosse recato a scuola giovedì e venerdì della scorsa settimana, violando in modo “flagrante” le ordinanze del tribunale. Il giudice ha ritenuto Burke colpevole di oltraggio alla corte e ha ordinato il suo immediato rinvio al Mountjoy.

Gli sviluppi sono avvenuti dopo che mercoledì il giudice Cregan aveva ordinato il rilascio di Burke dal Mountjoy, dove ha trascorso circa 560 giorni negli ultimi tre anni in custodia cautelare per aver ripetutamente violato l’ordinanza che gli vietava di frequentare la scuola.

Il giudice aveva ordinato il suo rilascio per dare all’insegnante la possibilità di preparare un nuovo caso che sta portando avanti in relazione alla composizione di una commissione d’appello che esaminerà il ricorso contro il suo licenziamento dalla scuola.

Il suo rilascio è stato ordinato nonostante il signor Burke avesse informato il giudice che sarebbe tornato a scuola la mattina seguente. Il signor Burke ha mantenuto la sua promessa.

Il licenziamento formale del signor Burke dalla scuola, avvenuto circa tre anni fa, è stato causato dal suo rifiuto di ottemperare alla richiesta dell’allora preside della scuola di rivolgersi a uno studente transgender con un nuovo pronome.

Il signor Burke ha ripetutamente affermato che la sua incarcerazione è dovuta alle sue opinioni sulle questioni transgender e che i suoi diritti religiosi e costituzionali sono stati violati.

Diversi giudici hanno detto al signor Burke che era stato incarcerato per aver violato un’ordinanza del tribunale che gli vietava di entrare nel terreno della scuola e che non si trattava dei suoi diritti religiosi o costituzionali, ma dello Stato di diritto.

All’udienza di lunedì, l’avvocato Rosemary Mallon, in rappresentanza della Wilson’s Hospital School, ha letto una dichiarazione giurata del preside della scuola Noel Cunningham in cui descriveva la presenza di Burke nella scuola la settimana scorsa e l’impatto che ciò ha avuto sul funzionamento della scuola.

Il signor Cunningham ha notato la presenza di manifestanti ai cancelli della scuola in concomitanza con l’intrusione del signor Burke e ha affermato di ritenere che “l’atmosfera” fosse “a volte piuttosto spiacevole”. Il preside ha dichiarato di aver ricevuto lamentele da genitori e insegnanti in relazione alle persone che stazionavano ai cancelli della scuola e ai problemi di sicurezza che ne derivavano.

Da quando il signor Burke è stato rilasciato dal carcere la scorsa settimana, il signor Cunningham ha affermato di aver dovuto ingaggiare una società di sicurezza con breve preavviso, contattare due volte An Garda Síochána e ascoltare le lamentele relative ai problemi di sicurezza davanti ai cancelli della scuola. Ha affermato che questi non sono compiti usuali per un preside e che sono stati causati dal disprezzo del signor Burke nei confronti delle ordinanze del tribunale.

La signora Mallon ha sostenuto che era chiaro che il signor Burke avesse disatteso l’ordinanza che gli vietava di presentarsi a scuola.

Rispondendo alla richiesta della scuola, il signor Burke ha detto al giudice di non aver disatteso l’ordinanza, ma piuttosto di avere il massimo rispetto per i tribunali. Il giudice Cregan ha definito questa affermazione “una sciocchezza”.

Il signor Burke ha affermato che all’udienza della settimana scorsa, dopo che il giudice aveva ordinato il suo rilascio dal carcere, aveva detto al giudice “esattamente quali fossero le [sue] intenzioni”. Ha detto di essersi presentato al suo “luogo di lavoro” giovedì e venerdì.

In risposta, il giudice Cregan ha detto al signor Burke che era stato licenziato dal suo posto di lavoro presso la scuola. “Quale parte di quella frase non capisce?”, ha chiesto il giudice. “Chi mai si presenta dove è stato licenziato?”.

Il signor Burke ha affermato che era “gravemente e manifestamente sbagliato” che fosse stato sospeso dal suo impiego. “Non c’è stata alcuna grave negligenza”, ha detto.

Burke ha ribadito le sue lamentele riguardo all’ordinanza originale del giudice Alexander Owens che gli vietava di presentarsi a scuola, sostenendo che fosse “manifestamente ingiusta”. Il giudice ha osservato che Burke non aveva presentato ricorso contro tale ordinanza.

All’inizio dell’udienza, Mallon ha illustrato i commenti fatti dal preside Cunningham nella sua dichiarazione giurata, riferendosi a un articolo pubblicato nel fine settimana dal Sunday Independent e a un’intervista che Cunningham aveva concesso al giornale ai fini dell’articolo.

Il signor Cunningham ha affermato che il consiglio di amministrazione della scuola non era a conoscenza della sua partecipazione all’articolo e non aveva acconsentito all’intervista.

Il signor Cunningham ha affermato di rendersi conto che era inappropriato parlare con qualsiasi giornalista in relazione al contenzioso in corso. Ha affermato di aver partecipato all’intervista nel tentativo “erroneo” di dare alla scuola una buona pubblicità.

Ha affermato di volersi scusare con la corte per l’articolo.

Nelle sue dichiarazioni alla corte, il signor Burke ha affermato che l’articolo riguardava “me e il mio posto di lavoro” e che il succo dell’articolo era che la sua presenza nella scuola non influisce sulla situazione “quotidiana” e che si tratta di un luogo felice dove le persone “vanno d’accordo”.

La dichiarazione di Cunningham alla corte era “diametralmente opposta” al contenuto dell’articolo, ha affermato Burke, sostenendo che la dichiarazione giurata conteneva una “serie di fatti diversi” relativi all’impatto della sua presenza nella scuola.

Ha affermato che Cunningham nella sua dichiarazione giurata stava “ritrattando” le dichiarazioni rilasciate al Sunday Independent su richiesta degli avvocati della scuola.”

Quindi, riassumendo, questo gran delinquente di Burke non ha voluto usare il pronome “She” per un suo alunno maschio e, in conseguenza di ciò:

  • È stato prontamente licenziato;
  • È stato prontamente condannato per aver voluto simbolicamente tornare nella sua scuola convinto di aver subito un torto;
  • Ha subito multe per centinaia di migliaia di euro;
  • È stato rilasciato do quasi due anni di carcere preventivo su tre e dopo un giorno lo hanno riarrestato per essere tornato alla sua scuola, come aveva candidamente dichiarato al giudice che lo ha liberato.

Ovviamente al preside che ha fatto un errore non gli fanno un cassio.

Ci mancherebbe!

Ma qual è il vero delitto di Burke?

Da cristiano, ha bestemmiato lo stato-dio di Hegel!!!

Deve crepare in carcere perché non vuole chiamare she un’adolescente col pisello!  

Mentre i giudici rilasciano immediatamente la maggior parte dei delinquenti comuni e le forze dell’ordine assistono disperate.

Quando udite questa allegra banda di proci europei pronunziare parole quali: “democrazia, Europa, diritti, valori, etc.” dovreste reagire protestando a milioni e invece vi cullate nell’illusione di non vivere una distopia autoritaria che vi prende anche per il c…o.

Bravi! Continuate a procedere per schemi ottocenteschi, senza esaminare empiricamente la realtà che vi circonda, vedrete che bei risultati otterrete.

Comunque, è già troppo tardi e solo eventi devastanti ci potranno salvare perché, se dobbiamo aspettare che decine di milioni di scemi si sveglino e smettano di affidarsi a partiti e idee che sono morte e sepolte da decenni, non c’è soluzione, anche e soprattutto perché un soggetto politico che combatta veramente per i diritti intangibili dell’individuo ancora non compare all’orizzonte.

Fanno tutti finta. Tutti hegeliani: rossi, bianchi e neri.

E se qualcuno avesse il dubbio che, ricorrere alla chirurgia per farsi aggiungere altri due buchi nel sedere (come Ciccio Bomba Cannoniere), sia un diritto intangibile della persona, la risposta è un secco “

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui