
Una delle prime questioni da risolvere, ora che Donald Trump ha vinto negli Usa, è quella di togliere il bavaglio all’informazione e alla libera espressione del pensiero, conculcata negli ultimi anni dal pensiero unico politicamente corretto imposto dal veleno gnostico woke distillato in California sulla base del retroterra ideologico della Fabian Society e di quello che in alcuni articoli, che ho scritto su questo giornale, è il frutto della presenza di un serpente a due teste.
https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/20374-il-serpente-ha-due-teste-1-pedofili-o-membri-di-una-setta.html
https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/20429-il-serpente-ha-due-teste-2-i-frankisti-alla-corte-suprema-usa.html
https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/20521-il-serpente-ha-due-teste-3-britannia-rule-the-waves.html
Il bavaglio è stato ben emblematicamente veicolato con l’immagine della mascherina in periodo di pandemia, quando la censura è arrivata al parossismo, con un esperimento sociale che, per fortuna, non ha reso ottuse tutte le menti.
I risultati elettorali, non solo in America, lo dimostrano e la reazione scomposta e velenosa di chi sta perdendo il potere lo dimostra ancora di più.
Siamo stati e siamo oggetti di un esperimento orwelliano da Ministero del pensiero, secondo le logiche della Fabian Society, delle teorie spenceriane e malthusiane, dell’eugenetica huxleiana e dell’ideologia transumanista rivisitata a Palo Alto.
Il sogno californiano è diventato un incubo mondiale.
Ora bisogna liberarci dai mostri, dai vincoli, dalle censure, dalla dittatura woke, cominciando con il togliere di mezzo la categoria dei fact chekers, che sono l’altra faccia degli influencer: da una parte si impedisce l’espressione libera, dall’altra si manipolano le masse.
Le fake news, dove fake sta per falso o alterato, le ha diffuse a mani basse la propaganda degli influencer, dei gazzettieri, dei media mainstream, mentre i fact chekers, i “verificatori delle fonti e dei fatti” sono stati eletti a censori.
In questa vicenda censoria emerge come esempio eclatante quello di Meta, ammesso da Zuckemberg, che ha censurato, per conto delle istituzioni Usa democratiche, le notizie non gradite sul Covid e anche lo stesso Trump.
Se Trump promette di eliminare la censura e Elon Musk apre X alla libera circolazione delle idee, sarebbe ora che anche in Italia qualcuno guardasse al fenomeno Open di Enrico Mentana, il quale, come riferiva l’Ansa il 12 ottobre 2021, come annunciato da Facebook, è entrato “all’interno dei suoi collaboratori indipendenti per il fact-checking”.
“La sezione coordinata da David Puente – riferiva sempre l’Ansa – è già stata certificata dall’organizzazione indipendente ‘International Fact-Checking Network’ e si unisce a Pagella Politica, partner di Facebook in Italia da gennaio 2018, nella lotta alla disinformazione. Insieme svolgeranno il proprio lavoro di analisi su Facebook e Instagram in Italia.
Riferisce sempre l’Ansa: “Dare alle persone più informazioni su ciò che vedono online è fondamentale per aiutarle a decidere cosa leggere, a cosa credere e cosa condividere” spiega Facebook in una nota. “Fin dal 2016 Facebook collabora con partner indipendenti di fact-checking per identificare e combattere la disinformazione sulle sue piattaforme. Il numero di partner è quasi triplicato negli anni e oggi collaboriamo con più di 80 fact-checker indipendenti in tutto il mondo, che analizzano i contenuti in oltre 60 lingue diverse”. Ogni volta che un fact-checker valuta un contenuto come falso, Facebook riduce la sua distribuzione, in modo che meno persone possano vederlo, e avvisa chi lo ha già visto sulla non correttezza. Applica inoltre al contenuto un’etichetta di avvertimento che rimanda all’analisi fatta del fact-checker.
Facebook ha annunciato di recente diversi aggiornamenti al programma, introducendo due nuove classificazioni a disposizione dei fact-checker: “Alterato”, per i video e le immagini che sono stati manipolati e “Privo di contesto”, per i contenuti che non sono del tutto falsi ma che possono essere fuorvianti senza un contesto aggiuntivo. “Siamo lieti di dare il benvenuto a Open come partner di fact-checking in Italia. Insieme a Pagella Politica, avrà un ruolo di fondamentale importanza nell’aiutarci a combattere e ridurre la diffusione della disinformazione in lingua italiana sulle nostre piattaforme” ha detto Luca Colombo, Country Director di Facebook Italia”.
Quanto ancora possiamo tollerare che un giornale e dei giornalisti, che dovrebbero essere i custodi della libertà di pensiero e di espressione, si siano ridotti a fare i censori della libertà di espressione?
La deriva censoria, che si è accompagnata all’imperare delle ideologie green, climate change e woke ai vertici dell’Unione Europea ha prodotto, come deriva antidemocratica e censoria anche il Digital service act, che andrebbe tolto di mezzo con un colpo di spugna, per tornare alla normalità democratica.
E’ arrivata l’ora di cambiare aria, di aprire porte e finestre mandando a quel paese chi ci vuole imporre le sue ideologie che la realtà, per fortuna, rifiuta.





