
Il segretario di Stato americano Antony Blinken, provetto chitarrista e amante del rock, in un locale di Kiev, il Barman Diktat, si è concesso un po’ di musica dal vivo. Poi è salito egli stesso sul palco e ha suonato, insieme a una band locale, almeno un pezzo, come testimoniano i video filtrati dal locale: «Rockin’ in the Free World» (dondolando nel mondo libero, con roking che deriva da Rock and Roll – dondola e rotola). Nel testo della canzone, il ritornello: Keep on rockin’ in the free world suona come: continua a scatenarti nel mondo libero. Non certamente come la vulgata ha tradotto con: “Il mondo libero è con voi”.
No, il mondo libero non è con voi. Il mondo libero vi dice: continuate a scatenarvi, ossia andata avanti a fare la guerra. Noi, nel frattempo, ci mettiamo un poco di armi, una quantità di soldi e cantiamo.
Il buon gusto non manca ai democratici americani dell’amministrazione Usa.
Mentre al fronte si muore e i comandanti dell’esercito ucraino, ai vari livelli, affermano che c’è il pericolo di un crollo, l’America suona il rock.
Vladimir Putin ha fatto avanzare le sue truppe nell’oblast di Kharkiv di circa otto chilometri, conquistando posizioni dalle quali possono sparare con l’artiglieria sulla seconda città dell’Ucraina, che conta ben un milione e mezzo di abitanti. L’artiglieria può bombardare senza problemi, essendo ormai posizionata a circa 20 kilometri dalla città.
Come ho già scritto ieri, Kharkiv è una città ostaggio.

I russi sono in grado si bombardare la città in continuazione senza usare missili e aviazione.
Tenere in ostaggio Kharkiv senza dover sprecare più di tanto uomini e mezzi è un grande vantaggio, sia politico, sia strategico.
I russi non hanno alcuna intenzione di conquistare Kharkiv. Operazione che richiederebbe l’impiego di almeno 500 mila uomini (non 50 mila) e uno sforzo bellico inutile, dal momento che basta tenerla in ostaggio per avere un vantaggio sicuro in un’eventuale trattativa che, non a caso, Putin ha rilanciato dalla Cina.
La Russia, infatti, nell’attacco a Kharkiv ora sta frenando. L’intensità delle operazioni offensive dell’esercito di Mosca nel nord della regione continua a diminuire dopo che i militari russi hanno rallentato nella penetrazione iniziata ormai una settimana fa.
A delineare il quadro sul campo, dopo una fase cruciale del conflitto, è un rapporto dell’American Institute for the Study of War (Isw), think tank americano che monitora quotidianamente le operazioni.
“Le truppe russe – scrive Isw – sono attualmente avanzate a non più di otto chilometri dal confine, nel nord dell’oblast. I reparti di Mosca possono facilmente lanciare attacchi di artiglieria contro le posizioni difensive ucraine vicino al confine e il divieto di uso di armi occidentali in territorio russo rende vulnerabili le posizioni di difesa ucraine”.
Gli analisti americani sottolineano che “dal 10 maggio le forze russe sono riuscite a portare a termine un’offensiva tattica nel nord della regione di Kharkiv, in aree in cui le forze ucraine non hanno deliberatamente creato linee difensive significative e ora, a quanto pare, danno priorità alla creazione di una zona cuscinetto, piuttosto che avanzare in profondità”.
La situazione è drammatica anche per quanto riguarda le difese.
Le trincee fatte in fretta e furia sul fronte sono solo dei corridoi scavati nella terra, mentre, come ha ben spiegato il generale Paolo Capitini su Parabellum (ottimo canale di informazione diretto da Mirko Campochiari) per poter parlare di trincea si deve pensare ad un sistema complesso, dove è possibile dormire (ripari per il riposo), mangiare (cucine), fare i propri bisogni (latrine) e dove ci sono postazioni di mitragliatrici, cannoni, e via discorrendo.
E qui incontriamo uno dei capitoli più tristi di questa guerra, dove Zelensky continua a scambiare i suoi desideri con la realtà e dove l’Ucraina continua ad essere un paese corrotto anche sulla pelle di chi va a morire.
Today–mondo ieri scriveva che in Ucraina “i soldi destinati alla costruzione delle trincee ucraine sarebbero stati rubati tramite schemi di società fittizie. La truffa avrebbe impedito la creazione di fortificazioni nella regione di Kharkiv, nel nord-est dell’Ucraina, proprio lì dove l’esercito russo sta avanzando con maggiore determinazione”.
“La denuncia – aggiunge Today – arriva da un’esperta anti-corruzione che sulla testata ucraina Pravda denuncia come i contratti per la costruzione di fortificazioni – per le quali sono stati spesi il corrispettivo di 163 milioni di euro – sarebbero stati trasferiti dall’amministrazione militare regionale di Kharkiv (Ova di Kharkiv) a società che non avrebbero poi eseguito i lavori”.
Sotto accusa gli affidamenti diretti per la fornitura di legname per fortificazioni che sarebbero stati stipulati con aziende fittizie che avrebbero fatto sparire 270 milioni di euro.
“Tutti hanno iniziato a guadagnare milioni immediatamente entro pochi mesi dalla registrazione grazie a contratti diretti e in assenza di appalti competitivi”, ha scritto Martyna Bohuslavets, presidente del centro anticorruzione Mezha”.
C’è chi muore, c’è chi ruba e c’è chi canta.
A volte i simboli fanno brutti scherzi.
Blinken si è esibito in un brano che richiama il suo dondolare e rotolare nel mondo libero, il girare a vuoto, così come indica non solo l’andamento della guerra in Ucraina, ma anche l’iltima esternazione di Bibi Nethanyahu, il quale ha detto: “Israele non è uno stato vassallo dell’America”.
Il più importante alleato e punto di forza dell’America nel Medio Oriente, fa sapere al dondolante e spesso rotolante Joe Biden che non è un suo vassallo.
Dire che Trump ha già vinto, nonostante non si sia ancora votato negli Usa è una constatazione. Comunque vadano le elezioni americane, che ovviamente sono decise dagli americani, l’America di Joe Biden, dei Clinton, degli Obama e dei Bush (seconda generazione) è un’America perdente, dondolante e rotolante….. e anche cantante.
Con essa rotola e dondola l’Occidente e ancora una volta i simboli si impongono e ci raccontano quello che si agita veramente dietro la facciata.
Oggi, purtroppo per noi, l’America è la sede di un impero che dondola e rotola e il suo segretario nel è il simbolo che si esibisce in un locale notturno di Kiev nella notte dell’Occidente, mentre Kharkiv è tenuta in ostaggio, le trincee sono fossati acquitrinosi e in Ucraina si ruba sulla pelle di chi muore.
Forse vale la pena di ricordare un altro testo, quello di Ivano Fossati.
… La mia banda suona il rock
[…].
E cambia faccia all’occorrenza
Da quando il trasformismo
È diventato un’esigenza.





